Per i fondi disallineati della 61/81, anche la Marabita mette il bavaglio

Se non fosse che a presiedere la Commissione di indagine sui fondi disallineati (che bella parola ! ndr.) è Giovanni Iacono, si potrebbe dire che, all’interno dell’organismo chiamato a chiarire la situazione, si cincischia per far passare il tempo  e far cadere tutto nell’oblio.
Già da oltre quindici giorni sono passati i tre mesi assegnati alla Commissione per il mandato esplorativo sulla questione e fino ad oggi non c’erano segnali sui risultati conseguiti in novanta giorni d’indagine.
Oggi si viene a sapere, ma non dalla Commissione, che sarà chiesta una proroga perchè il lavoro di indagine non sarebbe finito. Lo si apprende dalla convocazione della seduta del Consiglio Comunale per il giorno 6 febbraio, che vede al terzo punto al’OdG la proposta o richiesta di proroga per altri tre mesi dei lavori della Commissione.
Saranno assai attese le motivazioni della richiesta, perché dopo i tre mesi passati ad indagare, un altro trimestre sembra anche eccessivo per una questione che sembra si affrontata con eccessiva delicatezza nei confronti degli allegri amministratori del passato che hanno provocato questo disastro finanziario, non si sa per quali reconditi motivi.
Prevedibile che la proroga sarà concessa ma a quel punto sarà un fine d’aprile da festival delle rivelazioni perché sarà impossibile, dopo sei mesi, uscirsene con un nulla di fatto, come le prime avvisaglie sembrano lasciar trasparire.
Ciò che colpisce, in coincidenza con la fine dei tre mesi per l’indagine della Commissione, è il silenzio che gravita attorno alla questione, che può essere interpretato come segnale della massima fiducia nei commissari e nel Presidente Iacono.
Ma non può non incuriosire il silenzio, sull’argomento, della consigliera Marabita e del suo gruppo di riferimento, quello dei dissidenti.
La Marabita, in puro stile grillino, si è fatta ‘portavoce’ di tante istanze, dai punti del programma elettorale alle costruzioni in verde agricolo, dalle trivellazioni ai servizi sociali, dalle tenute con relative costruzioni del Presidente del Consiglio allo ‘scandalo dei consiglieri – assessori, passando per le illegittime variazioni di bilancio e il tema dei rifiuti.
Ma dei fondi mancanti della Legge su Ibla nessuna parola, nessun cenno, nessuna domanda, come se la scomparsa, nei meandri del bilancio, di circa 15 milioni di euro, circa 30 miliardi delle vecchie lire, fosse cosa da poco.
Strano che, proprio su questo argomento, la Marabita abbia messo di nuovo il bavaglio.

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