Instancabile e ininterrotta l’azione politica dell’on.le Ignazio Abbate a Palermo

I contributi regionali per le consulte femminili e giovanili: Giarratana, Modica e Ragusa fanno il bis.
I Comuni di Acate, Chiaramonte Gulfi, Comiso, Giarratana, Modica, Ragusa, Santa Croce Camerina e Vittoria sono tra i comuni siciliani beneficiari dei contributi per aiutare l’attività delle consulte femminili e giovanili. Per Giarratana, Modica e Ragusa il contributo è stato doppio perché in questi territori sono presenti entrambe le tipologie.
Ad annunciare questa lieta notizia per la provincia iblea è l’onorevole Ignazio Abbate, fautore a più riprese della partecipazione dei giovani alla vita politica attiva come dimostra la recente approvazione della legge sull’istituzione dei Consigli Comunali dei Ragazzi, fortemente voluta dal parlamentare della DC: “Continuiamo nella nostra missione di avvicinare sempre di più le generazioni del futuro alla vita attiva della società civile. Ieri con l’istituzione dei Consigli dei Ragazzi oggi con i contributi destinati alle consulte con particolare riguardo a quelle femminili che in Sicilia rappresentano ancora un numero esiguo (15/104) ma che comunque sono in crescita rispetto al passato.
Le consulte rappresentano un punto di riferimento e di informazione sulle diverse tematiche giovanili, come la scuola, l’università, il mondo del lavoro, la cultura, lo sport, il tempo libero e le politiche sociali.
Mi complimento con i tre comuni iblei in cui sono presenti entrambe, giovanile e femminile, e mi auguro che essi siano da esempio anche per le altre città affinché l’anno prossimo potremo “premiare” un numero sempre maggiore di Enti Locali per la doppia presenza”.

Arriva la prima risposta concreta da parte della politica regionale alle rivendicazioni del comparto agricolo siciliano che negli ultimi mesi hanno manifestato apertamente tutto il loro disagio per la situazione economica che si trovano ad affrontare a causa di diverse problematiche contingenti.
20.250.000 euro sono stati stanziati a favore delle imprese agricole siciliane così suddivisi:
8 milioni e 600 mila euro destinati al Dipartimento Regionale della Protezione Civile per il contrasto alla crisi idrica;
400 mila euro per l’erogazione di contributi in favore delle imprese agricole che esercitano attività di allevamento e che praticano la transumanza intra – regionale dei bovini a copertura dei costi degli esami di laboratori e delle spese veterinarie;
1.250.000 per l’esenzione dal pagamento dei canoni di affitto delle zone demaniali utilizzate a pascolo;
10 milioni di euro per l’acquisto di foraggi da parte delle imprese zootecniche colpite, in Aula è stato raddoppiato e portato all’importante cifra di 10 milioni di euro.
“ Ritengo – dichiara l’onorevole Ignazio Abbate – che queste siano risposte importanti da parte della politica regionale. E tra l’altro non sono le uniche visto che abbiamo già messo a disposizione decine e decine di milioni di euro nei mesi passati per combattere il caro energetico e per la crisi dell’approvvigionamento di materie prime dovuta al conflitto ucraino anche se sappiamo che, tantissime aziende non hanno potuto usufruire di questi aiuti perché in possesso della regolarità contributiva (DURC).
Sono aiuti concreti che possono certamente alleviare le sofferenze di un comparto che è trainante per l’economia isolana. Alle proteste eclatanti, agli attestati di solidarietà mostrati agli agricoltori da diversi esponenti politici che si sono però rivelati solamente di circostanza, abbiamo preferito il lavoro silenzioso, dietro le quinte, lontano dalle luci dei riflettori. Ci siamo seduti con gli interlocutori giusti e abbiamo elaborato una prima serie di iniziative cui ne faranno seguito altre nei prossimi mesi. Voglio ringraziare i miei colleghi di partito, l’unico gruppo sempre presente ad ogni provvedimento riguardante l’agricoltura”.

E’ stato approvato, inoltre, l’emendamento a firma dell’onorevole Ignazio Abbate e del collega on.Assenza, che solleva le aziende agricole dall’aver ottemperato agli obblighi contributivi per accedere ai contributi stanziati dal Governo Regionale per combattere la crisi del comparto.
E’, probabilmente, il dato più significativo emerso dalla discussione in Aula di mercoledì pomeriggio perché senza di esso tutti gli aiuti sarebbero stati vani in quanto sono rarissime le aziende siciliane oggi in regola da questo punto di vista: “E’ inutile, oltre che deleterio – commenta l’Onorevole Abbate – continuare a prenderci in giro su questo aspetto. Le Aziende non sono in regola perché non hanno le risorse per farlo. Non avendo ottemperato a questi obblighi non possono ricevere gli aiuti economici e continuano ad aumentare la loro sofferenza. Un circolo vizioso che dovevamo spezzare con questo emendamento. Bisognava trovare un pizzico di coraggio ed affrontare il Governo Nazionale su questo terreno.
Negli anni passati un altro disegno di legge simile è stato emanato dal Governo Regionale e non impugnato dal Consiglio dei Ministri e quindi è stato attuato. Non capisco perché ci saremmo dovuti fermare per paura di vederci impugnare questo emendamento.
Con l’approvazione di questo emendamento, nella peggiore delle ipotesi, avremo aperto un tavolo di discussione con il Governo Nazionale sullo stato di crisi della nostra agricoltura. Qualora non venisse impugnato diventerebbe norma e potrebbe essere utilizzato in Sicilia e diventare giurisprudenza per le altre Regioni.
Ho invitato i miei colleghi Onorevoli a non avere paura del confronto con il Governo Nazionale perché se non lo avessimo fatto oggi, in pratica, non avremmo portato a termine nulla.
Oggi in Sicilia le aziende che sono in regola con i contributi sono pochissime, la stragrande maggioranza non ha potuto prendere nessun tipo di aiuto stanziato dalla Regione perché non in regola con gli obblighi contributivi. Un dato che in pratica ha inficiato tutti gli sforzi fatti nel trovare i fondi necessari a stanziare gli aiuti. Ritengo che questo emendamento sia la parte più importante di tutta la manovra di aiuti approvata ieri in Aula perché senza di esso avremmo reso vani gli ennesimi fondi stanziati per il comparto. Eravamo davanti a un bivio: affrontare il Governo Nazionale o dire alle aziende siciliane che i contributi stanziati non li avrebbero mai potuti prendere. Abbiamo, per fortuna, scelto la prima strada”.

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