Un incidente sulla cavalcaferrovia che collega la via Virgilio alla piazza Vann’Antò, a Ragusa: Un’auto, con a bordo un giovane e la madre, per cause ancora da accertare, dopo aver tamponato una vettura che precedeva, ha sbandato e, dopo aver divelto la ringhiera di ferro, è precipitata nella sottostante sede ferroviaria, dopo un volo di circa 6 metri.
Fortunatamente, la vettura ha ‘planato’, atterrando sulle quattro ruote che hanno attutito l’urto a terra e contribuito a che gli occupanti uscissero pressoché indenni dalla vettura.
Vigili del Fuoco, Polizia di Stato e Polizia locale sono sul posto, per mettere in sicurezza l’area e per le constatazioni di legge, in attesa di un mezzo delle Ferrovie che possa consentire lo spostamento della vettura dalla zona di percorrenza dei treni.
Una storia di un incidente, fortunatamente a lieto fine, poteva esserci una tragedia.
Considerando la zona, la vettura, proveniente dal Trivio Cucinello non doveva avere una andatura elevata, ma la ringhiera è volata via come fosse di zucchero a velo.
Considerato lo stato di questa ringhiera, e di tante altre in città, non ci si stupisce: sono tante le delimitazioni inferro in stato di totale abbandono, senza manutenzioni e senza nemmeno regolari pitturazioni, anche per recuperare le zone di ruggine su queste strutture vecchie di decenni sulle quali non si è mai intervenuto.
L’amministrazione si trastulla con eventi, spettacoli, esperti e progetti futuribili, per i quali i soldi si trovano sempre, se qualcuno avesse segnalato lo stato di questa e altre ringhiere (di questa si possono constatare le condizioni in tutta quella che resta NdR), come nell’ultimo consiglio comunale, gli assessori al decoro urbano, alla sicurezza stradale e alle infrastrutture avrebbero avviato in coro il ritornello: “Ci stiamo lavorando, ci avevamo pensato, occorre programmare, quando non ci sono i soldi occorre aspettare per verificare come reperire le somme necessarie, la città è grande, le ringhiere sono molte, sono passati solo sei anni dal nostro insediamento, abbiamo ancora altri quattro anni davanti a noi, se non bastassero il nostro sguardo va al 2050, quanto al volo inaspettato, non sarebbe successo se il giovane e la madre fossero rimasti a casa……etc etc …”
