Con tutto il rispetto per la persona, del resto nostro cordiale amico dai tempi in cui militava a destra, ci poniamo la domanda se Mario Chiavola è duro di comprendonio oppure le su strategie di comunicazione appartengono alla sua ‘parrocchia’, notoriamente, e da tempo, in rotta con Mario D’Asta.
L’assessore è stato più volte onesto, ha ammesso che le discrasie ci sono nel suo settore, che la città è troppo grande, che si fa quello che si può in ordine all’organico a disposizione, ai fondi di bilancio disponibili e in relaziona a quanto previsto dal capitolato della raccolta dei rifiuti.
Certo, ci ha messo tempo per arrivare a capire e a dirlo, oggi ci dice che con le prossime variazioni d bilancio ci saranno 450 mila euro a disposizione, ma noi non ci crediamo che li metteranno nel suo cassetto.
Finiranno come i 70.000 euro per le contrade, sbandierati dai deluchiani ma, forse, non ancora nella loro disponibilità.
Mario D’Asta, forza nuova ed emergente della nuova coalizione di Cassì, avrebbe dovuto puntare i piedi sin dal suo ingresso in giunta, denunciare subito, con piena trasparenza, cosa non andava nel capitolato del servizio di raccolta dei rifiuti, in quello del verde pubblico, e porre in essere i correttivi necessari,
Un assessore con gli attributi questo lo fa senza temere di perdere la poltrona, lo deve fare per dimostrare che c’è una ventata di novità contro le stantie strategie della vecchia amministrazione Cassì.
Nei cinque anni del primo mandato Cassì, si deve ai salti mortali dell’ex assessore Iacono se la situazione era, a stento sotto controllo, Fu Iacono, per esempio, che ebbe il coraggio di fare chiarezza su chi doveva pulire i marciapiedi dalle erbe spontanee.
L’assessore al verde pubblico deve curare il verde, non occuparsi dei rifiuti, certo se sotto un albero cresce una foresta, è compito di chi cura il verde pubblico dare decoro alla pianta.
D’Asta non ha fatto quello che doveva fare Iacono e che, ancor prima, doveva fare Corallo dei 5 Stelle, eliminare le cancrene del settore, fare rotazioni di funzionari e mettere a posto i dirigenti dai quali, in fondo, dipende se il settore è sempre in alto mare.
Nessuno è immune da responsabilità, in una recentissima intervista in televisione, D’Asta ha citato che c’è ancora un contratto con al Sicilville per la cura del verde.
In un ordine normale delle cose, opposizioni degne di tale nome e non asservite al potere, per questioni che ormai, peraltro, tutti hanno capito, coglierebbero la palla al balzo e chiederebbero, tramite un accesso agli atti, il contratto con la Sicilville: cosa era previsto, cosa è stato fatto, cosa mancava nel capitolato o nell’esecuzione della Sicilville?
E, contestualmente, andare sul pratico e chiedere: a chi tocca pulire il viale delle Americhe, per esempio, dove è scritto, ogni quante settimane si deve intervenire. E così per ogni strada.
In questa maniera, Chiavola non può lamentarsi del perché si arrivi in determinate situazioni ma può identificare subito chi non ha eseguito il proprio lavoro come stabilito.
Non lo volle fare Iacono, non lo farà nemmeno D’Asta: basterebbe avere il calendario giornaliero, anticipato, dei lavori del verde pubblico, quelli previsti per Sicilville, quelli preisti per la ditta Busso, quelli previsti per il personale comunale, Sarebbe una forma di controllo diretta, sui programmi e sugli interventi, alla luce del sole, indipendente dagli sbalzi umorali di qualche funzionario, notoriamente abituato e tollerato a farsi i cavoli suoi, da anni, per come sempre riferito da tutti gli assessori in carica.
Piuttosto, e a Chiavola in un passaggio scappa, nel mirino deve andare tutta l’amministrazione, perché sono tutti responsabili con il loro silenzio: perché ci sono assessorati e assessori sui quali nulla si eccepisce, mentre su altri c’è la tempesta e non si può mandare nessuno a casa?
Sono responsabilità del capo dell’amministrazione, le stesse che da sei anni fanno emergere sempre le stesse criticità irrisolte.
Tanto da far pensare che il danno non viene da D’Asta o altri, ma dall’incapacità di avere sotto controllo tutti i rami dell’amministrazione.
