Riuscirà Giorgio Massari a trasformare l’asfittica zona dell’ex Scalo Merci in un centro vitale?

Il comunicato inizia con lo stile ampolloso e come sempre non veritiero di Palazzo dell’Aquila: “Il Comune di Ragusa ha avviato da tempo un processo virtuoso di miglioramento diffuso del territorio per rivitalizzare gli spazi pubblici e trasformarli in luoghi di incontro”
Ma dov’è questo processo virtuoso e, considerato che è avviato da tempo, quali sono stati i risultati finora?
Si legge ancora che l’Amministrazione Comunale intende fornire slancio alle attività imprenditoriali, per ridare senso e vita al centro storico di Ragusa, fra le opere intraprese rivestono una notevole importanza i lavori di riqualificazione della zona della stazione di Ragusa ed in specifico anche dell’area dello scalo merci, dove insistono già delle opere di riqualificazione come i giardinetti già in parte completati, per far tornare viva e funzionale una parte nevralgica di Ragusa (che non lo è mai stata NdR)

Al d là delle belle parole d convenienza, c’è il tentativo, tramite una manifestazione di interesse, di concedere in uso l’immobile, in costruzione, all’interno dell’area dell’ex scalo merci, da destinare a bar e ristorante, nonché l’immobile che fu deposito merci delle ferrovie, sempre all’interno della stessa area, da destinare ad attività commerciali.
Tutta fuffa la recita della poesia sul processo virtuoso di miglioramento diffuso del territorio per rivitalizzare gli spazi pubblici e trasformarli in luoghi di incontro mediante perseguimento di obiettivi di interesse collettivo capaci di coinvolgere e valorizzare interessi privati e sull’intendimento dell’assessorato di fornire slancio alle attività imprenditoriali a prioritario servizio della popolazione residente.
L’unica speranza, dopo anni di colpevole deleterio immobilismo, dovuto all’incapacità di chi dirigeva l’assessorato e alla scelta del sindaco di non inchinarsi alla realtà e porre rimedio alla dannosa situazione, è solo Giorgio Massari, che, teoricamente, sa cosa si dovrebbe fare ma non sappiamo se tutto è consentito dalle normative.
Per uscire dalla metafora, occorrerebbe incentivare presenze illustri, invogliare gente come Enzo Dipasquale o come Chessari del Caffè Italia a dare vita ad un grande ed elegante locale dove la gente farebbe la fila per entrare, occorrerebbe solleticare Mc Donald per aprire un ristorante, non a caso gli imprenditori catanesi che devono costruire nella zona del Parco urbano, hanno già i contratti di tal genere, senza ai quali non si va avanti.
Se le norme non consentono ampie libertà di scelta, inutile anche tentare.
E’ lo stesso discorso che abbiamo fatto, per esempio, per i locali dell’Ufficio Turistico di piazza San Giovanni: invece di dare sfogo all’estro di qualche esperto, colorando di immagini le vetrine per opinabili finalità, mettici un Mc Donald e tutta la zona sarà viva dalla mattina alla sera inoltrata.

Lo spiega anche Giorgio Massari, nella nota dell’Ufficio Stampa, “si tratta – prosegue Giorgio Massari – di realizzare delle attività importanti non solo dal punto di vista economico ma principalmente dal punto di vista sociale, perché solamente una stretta connessione fra il territorio le esigenze di una comunità il ritorno alla vita di vecchi e storici luoghi attraverso la loro rinascita e la loro piena fruizione, possono essere essi stessi protagonisti di una comunità che crede e che vuole vivere, investendo sulla nostra storia sul nostro passato possiamo con gli strumenti che abbiamo a disposizione scegliere il nostro futuro”.

O si realizza qualcosa di grande, e il Comune deve incentivare, trovando le vie anche per aggirare le norme, legalmente, oppure saranno zone che vivranno, se va bene, nell’ordinario, senza benefici per la città e per i cittadini.

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