Anche la semplice seduta di consiglio comunale ispettiva, dedicata solo alle comunicazioni, offre uno spettacolo deprimente in ordine all’amministrazione della città.
Sotto certi aspetti, si potrebbe apprezzare l’azione delle minoranze che fanno emergere argomenti assai delicati, ma manca una incisiva azione di opposizione, di contrasto, di lotta politica, ancorché di una minoranza non in grado di incidere politicamente.
E venuto fuori che c’è stata una conferenza dei capigruppo, nessuno, né il Presidente del Consiglio, né i componenti si sognano di riferire dei contenuti della riunione, per caso, però, vengono fuori argomenti delicati, il nuovo piano, o la sua bozza, per la raccolta dei rifiuti che, peraltro, pare non dovrà passare in consiglio comunale, si è parlato del tentativo dell’amministrazione di far esaminare le osservazioni al piano regolatore, prescindendo dalla compatibilità o meno dei singoli consiglieri per il PRG.
Nessuno può eccepire riserve su quelle che, in entrambi i casi, per limitarci a questi, sono le normative, ma una maggiore trasparenza su queste questioni non guasterebbe.
Si vive in un clima da santa inquisizione, da guerra fredda, una amministrazione, meglio dire il cerchio magico del sindaco, arroccata nel palazzo, gli alleati allineati e a difesa della linea del sindaco, i 14 consiglieri di maggioranza rigorosamente proni al potere.
Il clima che si vive è tutto nell’intervento della vicepresidente del consiglio, Rossana Caruso, che apre la seduta.
Molti si sono detti basiti per l’intervento, alcuni, addirittura, hanno chiesto una breve pausa della seduta, ma non c’era molto da stupirsi per quello che è venuto fuori, situazione scontata e prevedibile, peraltro già nota dal precedente mandato, in tutti i suoi particolari.
La questione è quella delle funzioni del vicePresidente del Consiglio Comunale che dovrebbe sostituire il Presidente in caso di impedimento dello stesso: in pratica, se il Presidente non è mai impedito, se è sempre presente, non ci dovrebbe essere spazio per il vice, perché nessuna norma impone che possa esercitare, comunque, il suo ruolo in aula, per una o più sedute.
Sulla materia, già nella passata consiliatura, sono emersi contrasti, ma molto contenuti, in merito, fra Presidente e vice, negli scorsi 5 anni la consigliera Cettina Raniolo.
Il problema è esploso in questo secondo mandato dell’amministrazione Cassì, in quanto la vicepresidente Caruso pretende di presiedere, in ogni caso, sedute del consiglio comunale, accontentandosi, anche di sedute ispettive o con ordini del giorno di scarsa rilevanza.
A suo dire, ci sarebbero accordi, non rispettati, con il Presidente che, anche in passato, avrebbe concordato con la vice un suo “impedimento” di facciata per consentire la guida di alcune sedute.
Non sappiamo quanto legittimi o opportuni sarebbero questi accordi, comunque ci sono o ci sono stati, in quanto confermati dalla consigliera Caruso e non smentiti dal Presidente Ilardo.
C’è, comunque, un aspetto più cogente della questione, relativo alla funzione della vicepresidente nell’Ufficio di Presidenza, ruolo che, pare, non sia rispettato e non considerato.
In questo primo anno di sindacatura Cassì, la consigliera Caruso, eletta nella lista di Partecipiamo Ragusa Futura, non si è mostrata perfettamente allineata alle posizioni del sindaco e del suo cerchio magico e ha decretato, automaticamente, la sua emarginazione.
Di tutta evidenza che il sindaco adotta trattamenti diversi per i dissidenti: sin dalle prime fibrillazioni con il consigliere della sua lista civica, Federico Bennardo, ha decretato, sia pure in maniera riservata, che non avrebbe più voluto sentir parlare di lui. Emarginato e tenuto fuori dalle riunioni e dalla chat di maggioranza.
Con il consigliere Zagami, altro non allineato, espulso, ma solo teoricamente, dal gruppo di elezione, rifiutato dalla componente politica nella quale si era candidato a consigliere, pur appartenendo, con la consapevolezza di Ragusa Prossima, di cui non faceva parte, ad altro partito, c’è un atteggiamento soft. Anche Zagami escluso dalla chat e dalle riunioni della maggioranza.
Stesso atteggiamento soft con la consigliera Caruso, eletta vicePresidente del Consiglio, comunque, dalla maggioranza, dalla quale sono stati accettati concreti interessamenti, tramite il suo leader politico, l’on.le Ignazio Abbate, per finanziamenti al Comune, in occasione del Natale e per la ristrutturazione di un immobile rurale a Marina di Ragusa, da destinare a fini sociali. Anche lei esclusa dalla chat e dalle riunioni della maggioranza.
In tutti e tre questi casi, sorge spontanea la domanda: perché non abbandonano il gruppo di maggioranza e non vanno nel gruppo misto?
Nessuno vuole spiegare, desiderano restare nei gruppi di appartenenza, pur dichiarandosi liberi di valutare ogni atto loro sottoposto in Consiglio.
La politica è molto complessa di suo, in questi casi la confusione è grande.
Per Bennardo, la dissidenza nasce dalla scarsa considerazione del sindaco, nei suoi confronti, nonostante risultato il terzo degli eletti in Consiglio comunale. Bennardo non ha mai nascosto che avrebbe preteso maggiori attenzioni, anche in relazione a certe scelte fatte dal sindaco, soprattutto nei confronti dei giovani del civico consesso.
Per Zagami la dissidenza non è tanto concreta quanto piuttosto formale, in sostanza una rottura con Ragusa Prossima e una sua vicinanza alla DC di Totò Cuffaro.
Assai complessa la posizione di Rossana Caruso che, onestamente, richiederebbe maggiore chiarezza, ancorché non obbligatoria.
Il quibus della questione Caruso sta nel forziere dei segreti che hanno portato alla coalizione di maggioranza.
I segreti li conoscono il sindaco, l’on.le Abbate e Giovanni Iacono.
Gli attuali assessori D’Asta e Gurrieri, già consiglieri di opposizione nella passata consiliatura, sono vicini, prima della campagna elettorale, all’on.le Abbate, dovevano fare fronte comune nella stessa lista civica, Cassì non ammetteva partiti a sostegno, immediati dissidi fra i due portavano D’Asta, sempre sotto l’egida di Abbate, a confederare, per un accordo solamente elettorale, una sua sigla, Ragusa Futura, con Partecipiamo di Giovanni Iacono.
Stranezze su stranezze, quali gli accordi fra Cassì, Abbate e Iacono? Già Partecipiamo accoglie in lista i già consiglieri Occhipinti e Cilia, esponenti della lista Cassì Sindaco, perché cambiano casa? Non è dato sapere.
Voci recitano che nella lista Partecipiamo c’erano 8 elementi che facevano capo a Iacono, 8 nomi del sindaco e 8 di D’Asta.
Di quest’ultimo si diceva che, come strategia, aveva cercato di mettere in lista donne per sfruttare l’accoppiata con il suo nome per le preferenze.
Spunta il nome di Rossana Caruso che, però, ben presto, si rivela essere di stretta appartenenza all’on.le Abbate.
In pratica, Partecipiamo Ragusa Futura conquista quattro consiglieri, D’Asta, Caruso, Mezzasalma e Occhipinti, a D’Asta assessore subentra Sortino.
Tirando le somme Caruso resta nel gruppo ma la sua appartenenza è chiara e definita, Abbate e DC, non riconosce come leader né D’asta né Iacono, ma diventa vicePresidente del Consiglio comunale.
Sortino e Mezzasalma sono vicini a D’Asta, Sortino ottiene la carica di capogruppo.
A Iacono resta solo la presidenza della IV commissione per la Occhipinti.
Quali siano state, dopo, le evoluzioni di queste complesse alleanze e elettorali lo sanno, appunto, solo i protagonisti, che non si vogliono sbottonare.
E dopo questa ampia disquisizione, che riteniamo essenziale per comprendere le situazioni, veniamo all’intervento, pesantissimo della consigliera Caruso, a difesa del suo ruolo di vicePresidente del Consiglio:
“Non mi è stata concessa la possibilità di presiedere questa seduta ispettiva nonostante un precedente accordo verbale con il Presidente Ilardo.
Mi sono state fornite motivazioni che fatico a comprendere, Desidero ricordare che la figura del vicePresidente del consiglio è una figura istituzionale, non politica, eletta da un organo democratico, quindi al di sopra delle parti.
Telefonicamente, il Presidente Ilardo mi ha detto testualmente: “” Da uomo di maggioranza, ho ricevuto l’input di condurre il consiglio comunale di questa sera per via delle fibrillazioni all’interno della maggioranza””
A questo punto, la Caruso si chiede: <Presidente, Lei è il presidente di tutto il consiglio comunale o solamente della maggioranza?>
La vicepresidente sottolinea anche come il regolamento del Consiglio comunale e delle Commissioni stabilisca che <è costituito l’ufficio di Presidenza, formato dal Presidente e dal vicePresidente, che provvede a predisporre e coordinare gli affari da sottoporre al Consiglio Comunale e alla Commissioni Consiliari.>
La sua esclusione mina, quindi, anche per quanto riguarda l’Ufficio di Presidenza, il corretto funzionamento dell’ufficio di Presidenza che richiede la piena collaborazione di entrambe le figure.
La Vicepresidente Caruso specifica che ha richiesto al Segretario Generale di essere messa nella condizione di esercitare appieno il suo ruolo istituzionale, senza riscontrare riserve alla sua richiesta.
Rincara, poi la dose, paventando la possibilità, preoccupante, che le sia stato impedito, non fornendo le credenziali di accesso, di utilizzare una casella e-mail del vicepresidente del Consiglio, per la quale chiede al Presidente se, eventualmente, qualcuno ne ha avuto accesso.
La vicepresidente Caruso ha concluso il suo intervento chiedendo al Segretario Generale di mettere agli atti l’intervento e di trasmetterlo all’Assessorato agli Enti Locali, unitamente alla parte di verbale interessata.
Si spera che, come per tante altri esposti, segnalazioni e denunce, alle Procure, al TAR, all’Assessorato agli Enti Locali e alle autorità in ogni caso preposte, possano arrivare risposte esaustive e dirimenti, altrimenti, come ha detto il sindaco, per le tante questioni sul tavolo, Gestione del Castello, Iblea Acque, gestione piscina comunale, fin quando non arriveranno precise contestazioni delle autorità, l’agire dell’amministrazione è da considerarsi del tutto legittimo e aderente alle normative, tale da rendere inutili, strumentali e ostruzionistiche tutte le forme di opposizione, di contestazione e di denunce di cattiva amministrazione.
