18 dicembre 2014: il fondo dell’abisso

di Vilnius Nastavnic

Forse non si potrà andare oltre: la prossima volta votate pure per il cambiamento, ma ricordatevi di questa giornata. Disatteso, fra l’altro, il comma 4 dell’art. 77 del Regolamento: la seduta di Consiglio Comunale del 18 dicembre è comunque valida ?

Aberrante, scandaloso e indegno, offensivo per la città, lesivo della dignità degli stessi consiglieri comunali.

Un ritardo di oltre sei ore nel riaprire la seduta di consiglio comunale, aperta solo formalmente dopo le pressioni insistenti del presidente del Civico Consesso, rimarrà, di certo, nella storia del Comune di Ragusa.

Il fatto lascia il segno considerato che, in occasione della recente elezione dei revisori dei conti, le insistenze del gruppo del Movimento 5 Stelle, per aprire la seduta, favorirono il colpo di mano ai danni delle opposizioni dopo appena due ore d’attesa, superate le quali i grillini non vollero sentire ragioni.

Questa volta solo l’approssimarsi della mezzanotte, che per qualcuno degli assenti alla prima chiamata avrebbe significato perdere la ‘giornata’, ha indotto all’inizio della seduta.

Semplicemente scandaloso che dalle 17, ora della convocazione, si sia arrivati ben oltre le 23 per dare inizio ai lavori d’aula.

In ogni caso, trattasi di seduta fuori dal regolamento, irregolare, in quanto non è stato rispettato il comma 4 dell’art. 77 del Regolamento del Consiglio e delle Commissioni Consiliari 

Se si vanno a vedere i motivi del ritardo, c’è da preoccuparsi per le sorti della città, con un Consiglio affidato a novizi della politica; si resta attoniti, invece, prestando ascolto alle illazioni, da fonti attendibili, circa l’esistenza di presunti gruppetti di contestatori dell’amministrazione che, per contare di più nelle scelte importanti, vorrebbero condizionare l’operato della Giunta Piccitto.

In ogni caso, c’è stato l’ennesimo canovaccio di una rappresentazione drammatica da primissima repubblica, con accordi sottobanco fra maggioranza e opposizioni, peraltro inspiegabili alla luce dei numeri in aula, ma ormai divenuti consuetudine per determinati appuntamenti. 

Contravvenendo ai principi classici del Movimento 5 Stelle, ma nessuno, finora, ha mai pensato di trovarsi davanti a veri grillini, riunioni a porte chiuse, confronti seguiti da riunioni riservate per sancire, successivamente, accordi tutti da scoprire, ammantati, alla fine, da un delicato velo fatto di buone intenzioni, di condivisioni, in nome del bene comune della città e della collettività, di emendamenti dal carattere costruttivo.

Tutti da scoprire i veri motivi di questi accordi nascosti, di queste concessioni alle minoranze che, di fatto, snaturano i progetti dell’amministrazione che vengono, talora, stravolti in nome di occulte strategie che ne acclarano i contenuti da migliorare, come anche dichiarato apertamente nel corso degli interventi in aula.

I consiglieri comunali, spesso, nei loro interventi, si appellano e fanno riferimento a quanti seguono la diretta televisiva e lo streaming delle sedute del civico consesso: immaginate chi, per disgrazia, ieri, avesse avuto l’idea di restare davanti allo schermo per non perdere l’inizio dei lavori che si attendeva da un momento all’altro, senza, peraltro, che fosse dato un avviso con i motivi del ritardo.

Ma si poteva spiegare che dopo una riunione per concordare la condivisione di una parte degli emendamenti presentati dalle opposizioni, le teste pensanti del Movimento 5 Stelle avevano da perdere ore per tirare le fila dei nuovi accordi e armonizzarle, nella fattispecie, con il piano di spesa della Legge su Ibla?

Il paradosso è che, forse, nemmeno i protagonisti di questa storia surreale sanno dare una spiegazione logica.

Consoliamoci con il cambiamento che, effettivamente, c’è stato, ma in peggio. E, per le giovani generazioni, un insegnamento: i Regolamenti, quando si vuole, possono essere disattesi.

 

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