Le cerimonie del nulla

Con tanto di gonfalone portato da due vigili urbani e sindaco con la fascia tricolore, c’è stata una vera e propria cerimonia, in contrada Donnafugata, per intitolare una via adiacente all’area del Castello, quella trasversale al viale di ingresso, dove c’è un accesso al Parco.
Viene difficile comprendere quale sia stata la necessità dell’intitolazione, di cui si sarebbe fatto promotore, non è spiegato a quale titolo, l’assessore Iacono.
Oltre al sindaco e a Iacono erano presenti il Presidente del Consiglio Comunale, Ilardo, l’assessore Distefano, l’on.le Stefania Campo e il consigliere Sortino
Si vocifera che ci possa essere stata l’esigenza dei pochi residenti della via di avere un indirizzo ben preciso, ma riteniamo che anche con quello di contrada Donnafugata, i postini, delle Poste o privati non avrebbero avuto difficoltà a identificare i destinatari.
In ogni caso, dare un nome alla via ci può anche stare ma la cerimonia in pompa magna si può ascrivere a quelle del nulla, tipiche dell’attività di questa amministrazione.
Sarebbe stato più logico intitolare la via a qualche personaggio più o meno illustre, peraltro definire “borgo” Donnafugata non trova riscontro nelle enciclopedie e nei vocabolari, in un fazzoletto abitato ci sono solo, prevalentemente, attività commerciali legate alla presenza del Castello, non ci sono presupposti reali per poter definire borgo l’agglomerato del Castello, dove non ci sono abitazioni, e le poche case di campagna.
Gli stessi locali della corte del castello non erano casette degli abitanti ma locali di abitazione di contadini e artigiani al servizio del Barone di Donnafugata.

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