Come è stato più volte ribadito, il Comune di Ragusa, con l’Associazione Nazionale Centri Storici ed Artistici, (ANCSA), ha promosso percorsi di ascolto e partecipazione dei portatori di interessi per la definizione del Masterplan e delle Linee guida, per la rigenerazione urbana e la rivitalizzazione sociale del centro storico di Ragusa.
L’assessore ai centri storici, Gurrieri, e lo staff dell’Associazione, invitano, ora, la cittadinanza ad un incontro aperto, che si svolgerà venerdì 25 ottobre, presso il Centro Culturale di via Matteotti.
Sarà l’occasione per restituire le indicazioni e le suggestioni registrate durante la prima fase dell’ascolto, aperta a ricevere ulteriori suggestioni dei partecipanti su alcuni potenziali ambiti di intervento, presenza di giovani universitari in centro, relazioni con le comunità dei migranti, spazi pubblici e mobilità.
Nella lettera di invito alla partecipazione si legge che l’attività di ascolto, basata sull’apporto della comunità locale, per individuare le aspettative, i bisogni e le problematiche più urgenti da affrontare, si è sviluppata attraverso momenti di ascolto individuale e collettivo.
Sarebbero stati coinvolti Associazioni, Fondazioni, Organizzazioni che, a diverso titolo, svolgono attività per la città e per la comunità, oltre a Enti e Istituzioni.
Non avendo avuto nessuna notizia di tutti questi incontri e contatti, sarebbe quanto mai opportuno che la cittadinanza fosse messa a conoscenza di tutti momenti di ascolto,, quando e dove sono avvenuti, i risultati, a quanto si è capito, saranno resi noti nel corso dell’incontro di giorno 25.
Inoltre, è stato scritto che “le prime fasi di ascolto non sarebbero esaurite e continueranno ancora per tutto il 2025”: sarebbe utile capire quando tutto il processo sarà esaurito e quando il Masterplan e le Linee guida per la rigenerazione urbana e la rivitalizzazione sociale del centro storico di Ragusa saranno a disposizione per l’utilizzo e l’applicazione.
Si teme, come per tante altre operazioni di questa amministrazione, che l’avvio delle consequenziali attività necessarie per il raggiungimento degli obiettivi, possa essere solo successivo al termine del mandato di questa sindacatura, una sorta di indebitamento forzato, in termini di impegni, per chi governerà dopo, che si troverebbe a dover attuare strategie possibilmente non condivise.
Al riguardo. sarebbe bene conoscere i costi di questa operazione
E il tutto, ammesso che la sindacatura arrivi alla sua scadenza naturale
