Tanti, troppi, i candidati a Presidente della Provincia

Per fortuna, sono solo 12 i sindaci della provincia di Ragusa, quindi pochi rispetto alle ambizioni smodate che circolano.
A due mesi dalle possibili elezioni, non c’è ancora nulla di deciso, si naviga a tentoni anche perché non tutti hanno dimestichezza con il voto ponderato e nessuno è certo di poterla spuntare, non potendo controllare l’esercito di civici che inonda il territorio.
Tante teste dalla doppia faccia su cui nessuno ha fiducia, gente che ha già dato dimostrazione di passare dal civismo ai partiti, da destra a sinistra, da sinistra a destra,senza pudore e senza imbarazzi.
L’obiettivo è sempre e solo uno: la poltrona, c’è chi aspira per puro prestigio, c’è chi aspira per conto dei leader politici, chi per utilizzarla come trampolino di lancio.
In tanti dicono che il centro destra avrebbe, di certo, partita vinta, naturalmente se va compatto. Ma, dalle incertezze per il nome su cui puntare, si comprende che non c’è unità, peraltro sono solo due le componenti del centro destra in loco, Fratelli d’Italia e la DC.
Forza Italia e Lega tentano di piazzare qualcuno, magari facendogli cambiare maglietta, da civico a partito, dalla Dc alla Lega, ma sembrerebbe una partita persa, stante l’inesistenza sul territorio.
La DC può offrire solo, come candidato, l’avv. Fidone, primo cittadino di Acate, Fratelli d’Italia può puntare sull’ing. Dimartino, sindaco di Santa Croce Camerina, in alternativa si parla della Sindaca di Comiso, Schembari.
E siamo già a tre, senza dire che, se cambiano la norma che esclude i sindaci che esauriranno il mandato entro 18 mesi, entra in gioco anche Leontini, sindaco di Ispica.
A sinistra Alleanza Verdi Sinistra chiama all’appello PD e 5 Stelle, ma premette che vuole escludere i civici, quindi una partita persa in partenza, che, peraltro, dovrebbe essere gestita dal PD, unico ad avere consiglieri,se si fa eccezione per i due dei 5 Stelle, Firrincieli di Ragusa e Argentino di Vittoria.
E dire che la sinistra avrebbe nomi eccellenti da presentare, del PD solo Giaquinta, ma i civici Aiello sindaco di Vittoria e Cutello di Chiaramointe Gulfi sono decisamente di area, personaggi, addirittura, troppo esperti per guidare l’ente di viale del Fante.
Per l’occasione, non si sa mai, al PD si è avvicinato il sindaco di Pozzallo, Ammatuna.
Poi ci sono i civici ma non tanto, la Monisteri, civica per la Dc da cui ora si sgancia e il sindaco del capoluogo che tratta, da tempo, per entrare in un partito, quale che sia ha poca importanza.
E su questo agglomerato di civici e di falsi civici, si sta giocando una partita che impensierisce non poco il centro destra.
Il disegno, che naturalmente ha un grande vecchio (della politica) dietro, sarebbe portato avanti da Cassì che vorrebbe catalizzare Aiello, Cutello, la Monisteri, Ammatuna, il sindaco di Monterosso, Pagano, tutti formalmente civici, civica, sempre formalmente, sarebbe anche il sindaco di Comiso, Schembari.
Quest’ultimo nominativo sembrerebbe assurdo, ma gravita nell’area Assenza e si sanno i rapporti strettissimi fra il deputato di Fratelli d’Italia, che ha un suo uomo, in consiglio comunale, a Ragusa, e Cassì.
Fare salire Cassì potrebbe significare, per Assenza, avere partita vinta su Sallemi che del sindaco di Ragusa non vuol sentir parlare.
A questa mega aggregazione non potrebbe non guardare bene il PD per due motivi, la presenza di sindaci assai vicini al PD e una sonora batosta per il centro destra favorito.
Cassì in questa ‘congiuntura’ si troverebbe invitato a nozze, ci sarebbe solo da riflettere sul quasi certo prossimo passaggio dello stesso in un partito o, comunque, in un partito autonomista non certo di sinistra, il centro sinistra organizzerebbe un matrimonio destinato ad un inevitabile divorzio.
C’è da considerare, però, che la ricerca del partito, di Cassì, si potrebbe concretizzare con un ingresso nel PD, dove potrebbe trovare ideale sistemazione fra regionali e nazionali.
Di certo ci troveremmo davanti ad una ennesima ‘stangata’, come alle ultime comunali, un candidato apparentemente civico, che una volta eletto sceglierebbe un partito.
Ne vedremo delle belle, il centro destra è silente, vuol forse dare l’impressione di essere superiore e indifferente a queste manovre, vedremmo chi avrà ragione.

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