I trasporti pubblici a Ragusa

di redazione
Una nota del responsabile dell’associazione dei giovani renziani, FuturDem

Riceviamo con piacere una nota di una associazione politica giovanile, la FutureDem dei giovani renziani, rappresentata da Enrico La Rosa. Tema del comunicato i trasporti pubblici a Ragusa, che sono affrontati con un approccio giusto e con quel pizzico di ventata giovanile che è oggi indispensabile per affrontare i problemi al passo con i tempi. Alcuni passaggi della nota ci spingono a intervenire criticamente, non tanto sui contenuti, ineccepibili, né sull’estensore della nota, quanto su alcuni aspetti del fare politica che, purtroppo, dobbiamo notare sono stati assimilati dalle giovani generazioni. Nella speranza di essere interpretati nel modo giusto dai giovani renziani, consideriamo la nostra non una critica ma una esortazione, in forma costruttiva e politicamente educativa, a fare politica in modo diverso da come viene fatta finora. Utile il sondaggio turistico per acclarare la scarsa funzionalità del trasporto pubblico nella nostra città. Ma non c’era bisogno del sondaggio per poter dire dello stato ancestrale del servizio in città. Come pure occorre rallegrarsi per le classifiche che, pur attestando una arretratezza di fondo per ogni forma di nuova tecnologia, ci vedono ai primi posti fra le città del mezzogiorno d’Italia. Quelli che potevano essere spunti per una seria e articolata azione politica dei giovani renziani sui temi oggetto della discussione, diventano strumentali obiezioni da porre all’amministrazione della città. In pratica si continua a marciare nell’alveo dettato dai politicanti tradizionali, conformandosi alle loro strategie e ai loro tempi biblici per affrontare le questioni, sempre con eccessiva moderazione e attenzione a non calpestare personaggi del proprio partito. Vero è che in campagna elettorale i grillini avevano promesso di trasformare Ragusa in una città del futuro, ma cosa ha fatto il rappresentante renziano in Consiglio, per diciotto lunghi mesi, sulla materia, su questo come su altri temi importanti ? Pensano i giovani renziani che una esortazione all’amministrazione pentastellata possa servire a cambiare le cose ? Come possono pensare di installare sistemi di pagamento tramite smartphone, quando i bus rischiano di rimanere alla stazione di partenza con i serbatoi vuoti per le inefficienze del governo regionale di cui fa parte il Partito Democratico e la corrente renziana in particolare ? Pensano i giovani renziani, o qualcuno glielo fa credere, che possa avere peso sulla impassibile compagine amministrativa di palazzo dell’Aquila una interrogazione o l’inserimento all’ordine del giorno dell’argomento in questione ?   Encomiabile l’iniziativa, ma i giovani renziani farebbero molti proseliti se fossero capaci di convocare i loro leader regionali e locali per fornire risposte in merito a quanto in argomento, ognuno per le relative competenze. Ci sono stati e ci sono ancora assessori regionali al bilancio di appartenenza o di area PD, che sono quelli che possono dare risposte sulle condizioni dell’azienda regionale del trasporto pubblico e sul futuro del trasporto pubblico locale. Una seria contestazione, prima di tutto agli uomini del proprio partito accrescerebbe la credibilità politica dei giovani che si avvicinano alle problematiche della collettività e consentirebbe loro di ricevere un non indifferente consenso che forse è quello per cui sono tenuti a bada dai leader che li fanno ‘’giocare’’, li fanno ‘’allenare’’ con la solita politica che ci ha portato alla situazione di sfascio in cui ci troviamo, a livello locale, regionale e nazionale, fatta di interrogazioni, di ordini del giorno, di atti di indirizzo che servono solo per crearsi visibilità vuota di contenuti, lasciando irrisolti i problemi.

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