Il degrado in città è, ormai, senza limiti, tempo fa, in un momento di temporanea accensione del faro di Controcorrente, alcuni adepti del Movimento segnalarono al loro leader, l’on.le Ismaele La Vardera, la presenza in centro città di un recinto dove veniva allevato un ovino.
Stamane, 7 giugno 2025, nella centralissima via Carducci, a poche decine di metri dall’angolo dove la consigliera Rossana Caruso segnalò una microdiscarica con rifiuti, mobili vecchi e materasso abbandonato accanto ai contenitori per la differenziata è stata vista passeggiare una gallina che, forse, per i primi caldi all’interno della sua abitazione, ha preferito prendere aria per strada.
Una città virtuosa, dove tutto va per il meglio, ma dove accadono anche queste cose.
Ma non era su questo che ci volevamo soffermare.
Ci interessava piuttosto fare delle riflessioni sul complicato rapporto fra consiglieri comunali e amministrazione, sull’eterna lotta politica, fatta di comunicati, di video, di interventi in aula e di interrogazioni che ricevono risposte parziali o non ne ricevono del tutto, in ogni caso con ritardi enormi sui tempi previsti dal regolamento. Strategie per far decantare i fatti, allungamento dei tempi per smaltire la foga dell’opposizione.
L’ultimo caso di cui siamo venuti a conoscenza ha dell’incredibile.
La consigliera Caruso interroga, in virtù del ruolo istituzionale di vigilanza e controllo affidato ai consiglieri comunali, il Sindaco e l’assessore al Verde Pubblico e all’Ambiente.
La consigliera, premesso che in diverse aree del territorio comunale, in particolare nei pressi di attività commerciali e residenze private, sono stati segnalati cumuli di erba tagliata abbandonati sul posto dopo le operazioni di scerbatura e cumuli di spazzatura e rifiuti vari, a bordo strada o sui marciapiedi, con evidenti conseguenze sul decoro urbano e sulla sicurezza igienico-sanitaria,
considerato che Il corretto svolgimento della scerbatura include non solo il taglio della vegetazione, ma anche la raccolta e lo smaltimento del materiale prodotto e visto che il persistere di tali disservizi danneggia l’immagine della città e rischia di compromettere la fiducia dei cittadini verso l’efficienza della macchina amministrativa, lamentando i cittadini una gestione incompleta e approssimativa di queste operazioni, che dovrebbero invece essere concluse con una pulizia accurata delle aree interessate, interroga per sapere:
-A chi spetti, secondo il contratto vigente o gli accordi con le ditte incaricate, la rimozione dell’erba tagliata e della spazzatura eventualmente presente dopo le operazioni di scerbatura;
-Se siano previsti controlli da parte dell’Amministrazione per verificare il completamento dei lavori, comprensivo della fase di pulizia finale;
-Quali azioni intenda intraprendere l’Amministrazione per evitare che situazioni simili si ripetano, garantendo maggiore attenzione alla pulizia post-intervento.
Tre domande facili facili: chi si deve occupare di quanto in oggetto, sono previsti controlli su questi interventi e da parte di chi, quali azioni saranno intraprese per andare incontro alle palesi criticità del servizio.
La risposta che viene consegnata alla consigliera ha del paradossale: non rispondono gli intestatari dell’interrogazione ma perviene alla consiglierea copia di una nota a firma del dirigente Brex e del RUP Scillone, quest’ultimo presumibile RUP del servizio di scerbatura, ma non è specificato, nella quale, rivolgendosi al Settore I Assistenza alla Presidenza del Consiglio, e per conoscenza al Sindaco e al Presidente del Consiglio, i firmatari prendono atto del disservizio, ed è già tanto, rassicurando che saranno impartite precise direttive al Direttore dell’Esecuzione del contratto, a cui compete il controllo sul corretto svolgimento del servizio, affinché lo stesso venga svolto in conformità alle disposizioni contrattuali.
Non viene specificato a chi tocca rimuovere gli sfalci di potatura e i rifiuti, assai generica e indiretta la risposta sui controlli eventuali, nessuna risposta sulle azioni che intraprenderà l’amministrazione in merito al disservizio.
A questo punto, altri consiglieri insorgerebbero per i tanti motivi evidenti, sindaco e assessore snobbano l’interrogazione, passano solo una risposta del dirigente, nemmeno a loro rivolta ma al collega di un altro settore che nemmeno era stato interpellato, come non era stato interpellato il Presidente del Consiglio.
Tutto ciò significa non avere il minimo riguardo nei confronti di un consigliere comunale, peraltro donna, per la cui difesa, come in altre occasioni, nessuno delle componenti femminili della giunta e del consiglio ha il coraggio e gli attributi di riprendere sindaco e assessore per questo misto di strafottenza istituzionale e di mancanza di rispetto, istituzionale e personale.
La consigliera Caruso non trova di meglio che rinnovare l’interrogazione, premettendo che nella risposta ricevuta si riconosce sì l’esistenza di un disservizio e si fa riferimento a una disposizione che verrà impartita al Direttore dell’Esecuzione del contratto, tuttavia, non vengono fornite risposte puntuali e dettagliate alle tre specifiche domande formulate nell’interrogazione iniziale.
La consigliera Caruso ribadisce i quesiti, per sapere a chi spetti la responsabilità della rimozione dell’erba tagliata e della spazzatura presente al termine delle operazioni di scerbatura; in pratica chiede di sapere se gli stessi operatori della scerbatura debbono portare via gli sfalci o è compito della ditta di raccolta dei rifiuti.
Ancora, chiede di sapere se siano previsti controlli sistematici da parte dell’Amministrazione comunale, finalizzati alla verifica del completamento dei lavori, inclusa la fase di pulizia finale, e con quale modalità tali controlli vengano effettuati.
Ancora, quali azioni concrete e operative intenda intraprendere l’Amministrazione per evitare il ripetersi di tali disservizi, anche in termini di eventuali richiami formali, sanzioni previste, revisione delle modalità di affidamento o rafforzamento delle attività di vigilanza.
Si chiede, in ultimo, che venga fornita una risposta puntuale, articolata e documentata per iscritto, nel rispetto delle prerogative del Consiglio comunale e nel pieno spirito di trasparenza verso la cittadinanza.
Questa è la città, questa è l’amministrazione eletta con consenso smisurato, queste sono le questioni con le quali debbono lottare ogni giorno i rappresentanti del popolo che dovrebbero essere agevolati nel loro compito e dovrebbero potersi dedicare a questioni più importanti, che non mancano.
Ma se non arrivano risposte per quesiti così semplici, c’è poco da sperare per le cose più importanti.
