C’era stata una anteprima nei giorni scorsi, quando, nel corso di una riunione di maggioranza alla provincia di Ragusa, il responsabile di MPA per la provincia di Ragusa, sollecitava un comportamento più consono ai doveri di coalizione da parte di appartenenti a Forza Itali, nei confronti del sindaco Cassì
Un primo bollino di certificazione della vicinanza del sindaco di Ragusa alla componente politica di Raffaele Lombardo.
In queste ore, mentre si affollano voci circa la formalizzazione dell’ingresso nel movimento da parte di Peppe Cassì, nemmeno smentite dall’interessato, ma nemmeno confermate, arriva un secondo bollino di certificazione, sempre per bocca dello stesso difensore d’ufficio.
Circolano sui social dichiarazioni di quest’ultimo, tratte da una intervista a lasicilia.it, a proposito della polemica innescata dal leader di Fratelli d’Italia, senatore Sallemi, sulla necessità di una dichiarazione di appartenenza da parte di Cassì.
Le dichiarazioni lette hanno suscitato non poca ilarità a Ragusa e qualcuno ha voluto stabilire un parallelo con l’ultimo spot di Fiorello per Wind TRE, dove l’artista si scompiscia dalle risate, con un amico, quando la commessa del negozio dice loro che il passaggio al 5 G è gratis.
Il perchè di tante risate nelle considerazioni dell’autonomista Mancuso che, contestando le richieste di “chiarimenti”, “appartenenze”, “autodefinizioni”, afferma che il dibattito politico non si può ridurre a una questione di etichette e collocazioni, invece che di idee, risultati e responsabilità verso i cittadini.
Continua affermando che l’azione politica, specie quella amministrativa, si misura nei fatti e non nei comunicati, a questo punto giravano sui social le domande: “Ma di chi sta parlando?”, nonostante fosse chiaro a molti, anche per la citazione del progetto civico Voce Comune che è stato sostenuto con convinzione dal Movimento per l’Autonomia.
Ancora Mancuso aggiunge che il progetto nasce con l’intento di superare le vecchie logiche di apparato per valorizzare la buona politica che nasce dai territori, che conosce le esigenze delle famiglie, delle imprese, dei giovani, e che si misura ogni giorno con le sfide della realtà, non con i regolamenti di un congresso.
Oggi i cittadini si chiederebbero: “Chi è in grado di risolvere i problemi? Chi riesce a far crescere i Comuni?”, e conclude: “La politica, quando è matura, parla poco e lavora molto”.
Del tutto naturale chiedersi di chi stava parlando, considerando che il diretto interessato, almeno a Ragusa, non corrisponde al profilo delineato, addirittura sono evidenti le contraddizioni quando si riferisce all’azione politica che si misura sui fatti e non sui comunicati e quando fa riferimento a chi sarebbe in grado di risolvere i problemi, fattispecie per la quale il sindaco di Ragusa ha mostrato evidenti limiti, vedi verde pubblico, rifiuti, centri storici, sicurezza, decoro urbano e tanto altro., oppure quando fa riferimento a chi farebbe crescere i Comuni, stante la persistente posizione nelle parti basse delle più importanti classifiche ambientali, socioeconomiche e sociali dei più importanti quotidiani nazionali.
Pensiamo che il ‘caso Ragusa’ non sia destinato a esaurirsi tanto presto, avremo altre risate da farci.
