Nei giorni scorsi, dalla notizia di un incontro della CNA di Ragusa con l’assessore allo sviluppo economico del Comune di Ragusa, Giorgio Massari, competente per la zona artigianale, si era palesate le criticità ormai note del sito, oppresso dai cani randagi, dal proliferare di erbacce e sterpaglie, invasa sdai rifiuti e priva di decoro e della necessaria segnaletica orizzontale.
Si evinceva chiaramente che la zona non soffre tanto per carenze dell’assessorato competente, ma per il lassismo di una amministrazione che non tiene conto delle singole istanze degli assessori all’ambiente, per pulizia e decoro, alla tutela degli animali e al randagismo, alla viabilità, per la segnaletica stradale.
Per tentare di salvare la faccia, nell’ormai quotidiano rosario di critiche e di rilievi, la comunicazione di palazzo pensa bene di architettare un comunicato per salvare, intanto, capra e cavoli, mettendo insieme due azioni, di pulizia e di scerbatura assieme alla strategia per controbattere il randagismo.
E allora scrivono che “Nell’ambito del piano comunale per la lotta al randagismo, ieri mattina è stato eseguito un intervento di pulizia e sfalcio nella zona artigianale “Pippo Tumino” di contrada Mugno. In particolare, l’operazione ha riguardato la vegetazione e i rovi che da tempo rendevano difficoltoso il lavoro di prelievo degli animali finalizzato alla messa in sicurezza loro e dell’area”.
Da scompisciarsi dalle risate: una quanto mai attesa e necessaria operazione di pulizia e scerbatura, più volte sollecitata, accoppiata all’esigenza di eliminare i rovi che rendevano difficile catturare i randagi.
Ora si capisce perché il randagismo permane, se non prolifera: erano i rovi e la folta vegetazione che impedivano le normali operazioni di cattura dei randagi.
Loro, purtroppo, lo hanno capito in ritardo.
L’assessore alla tutela degli animali e al randagismo ci tiene a precisare che i programmi vanno avanti, all’avvio del progetto di ripristino del decoro dell’area erano stati censiti circa 38 cani. Oggi il branco si è ridotto a una decina di esemplari, ma restano alcune femmine non sterilizzate la cui gestione è assolutamente prioritaria per evitare nuove riproduzioni e scongiurare il ripetersi delle criticità.
“Questa profonda azione di pulizia, gestita in sinergia con l’Assessorato alla Protezione Civile e con quello al Verde, ci consentirà di completare la nostra azione”.
Quattro assessorati, una task force per vedere sempre, però, erbacce, sterpaglie, randagi meno che il decoro definitivo della zona.
Ma l’obiettivo è chiaro: garantire la sicurezza dei cittadini e tutelare, al tempo stesso, la dignità e il benessere degli animali, si guarda, ancora dopo due anni dall’insediamento e dopo cinque anni del primo mandato Cassì,
in un’ottica ampia alla riqualificazione dell’area, che deve tornare a essere un punto vitale e sicuro per l’intera comunità.
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