Con una tempistica propria di una piccola struttura politica di paese, a tre mesi dal passaggio del sindaco Cassì in Forza Italia, dopo settimane estenuanti di riunioni di direttivo e di assemblea, con l’immancabile pausa di ferie, che in politica non dovrebbero esistere, perché la politica non va in vacanza, il direttivo del movimento politico di Ragusa Prossima si è pronunciato, a maggioranza, per il disimpegno dall’alleanza che ha sostenuto l’amministrazione Cassì.
L’incipit del comunicato stampa, farcito di qualche grave errore grammaticale, a firma della Presidente di Ragusa Prossima, sa di strappa lacrime, “Come movimento Ragusa prossima presentiamo alla città con grande rammarico, tristezza e delusione un documento che mai avremmo potuto immaginare di scrivere.
La maggioranza del direttivo di Ragusa Prossima, a conclusione di un dibattito interno, ampio, aperto e libero, si è pronunciato per il proprio disimpegno dalla maggioranza e dall’amministrazione guidata dal sindaco Cassì.”.
In una prima versione del comunicato si parlava solo di ‘direttivo’, poi corretto in ‘maggioranza del direttivo (ciò che ha creato lo svarione grammaticale NdR), cartina al tornasole di una decisione sofferta e non unanime.
Ragusa Prossima lascia la maggioranza a sostegno del sindaco Cassì “perché Il doppio patto politico preelettorale sottoscritto dal sindaco – da una parte, con il nostro movimento, centrato nella definizione di un confine netto con i partiti del centro destra, e dall’altra con la città e gli elettori, centrato sul civismo e sulla chiusura a tutti i partiti – è stato infranto con l’adesione del sindaco, del vicesindaco, del presidente del consiglio e di altri consiglieri ad un partito politico.
Nella nota si legge anche:
“Può la violazione di questo patto giustificare il nostro disimpegno e l’abbandono di importanti azioni amministrative messe in campo dai nostri rappresentanti istituzionali?
Il movimento ne è convinto perché, secondo noi, è in gioco la credibilità del movimento e di ciascuno di noi, visto che abbiamo chiesto il sostegno per un progetto civico.
Ma è in gioco anche la credibilità della politica e la qualità della Democrazia.
In tempi in cui il pragmatismo sembra affermarsi, rispettare i patti con il cittadino elettore è necessario per ridare credibilità alla Politica e limitare la disaffezione da pratiche democratiche come la partecipazione elettorale.
La nostra scelta non è la dichiarazione del fallimento del civismo.
Al contrario, con la nostra scelta affermiamo che il civismo, quello che si caratterizza attraverso una forte identità culturale e politica, è, oggi più che mai, una risorsa per la Politica, ma anche per i partiti, perché li spinge a mettere al primo posto l’autonomia delle realtà locali.
Ma, soprattutto, il civismo è una risorsa per la nostra comunità ragusana perché alimenta una forte riserva di risorse di etica politica e di valori, essenziali per inserire i fatti amministrativi dentro una visione di società, una prospettiva comunitaria che contrasti la dispersione individualistica ed egoistica del tempo presente.
Per questo civismo ci saremo lotteremo e ci impegneremo per organizzarlo sempre meglio.
La prossima settimana, il Movimento convocherà una conferenza stampa per illustrare dettagliatamente le proprie motivazioni.
Pubblichiamo, integralmente, il comunicato stampa
Ci permettiamo commentare la nota per esprimere un netto dissenso per la scelta decisa, ma soprattutto per censurare l’infingimento perpetrato ai danni dell’elettore e il tentativo di replicarlo all’atto del disimpegno dall’alleanza che ancora si vuol far passare per civica.
Un disimpegno che priva la città, la giunta, il Palazzo di una figura politica eccelsa, quale è quella dell’assessore Giorgio Massari che, verosimilmente, si dimetterà dalla carica, figura di grande levatura personale, politica e di amministratore, personaggio illibato sul quale mai nessuno ha potuto eccepire alcunché, con una grande storia politica alle spalle e una esperienza di sindaco della città, in tempi quando arrivare a fare il sindaco non era politicamente facile.
Attendiamo la conferenza stampa per poter interpretare bene i motivi che hanno portato il Direttivo del Movimento alla decisione, al momento incomprensibili.
Del tutto falso che l’accordo elettorale era legato al civismo, i partiti erano presenti dal primo momento, non possiamo nemmeno dire ‘Ragusa Prossima non poteva non sapere’ perchè ospitò in seno alla propria lista i candidati di un partito, Azione di Calenda, i cui dirigenti provinciali si recarono a Palazzo dell’Aquila, in sala giunta, per presentare la lista.
Tutti sapevano, tutti conoscevano l’accordo.
Ma non solo, erano noti a tutti i traccheggi che furono operati per mascherare la presenza dei partiti.
Il feeeling di Cassì, che, del resto flirtava con tutti, temendo di non farcela, tubando con elementi di destra e di sinistra, con Ignazio Abbate portò a presentare Gurrieri, al tempo vicino ad Abbate che aveva sostenuto nella campagna per le regionali, con la lista civica Terra Madre.
Gurrieri un soggetto politicamente sui generis, amicizie giovanili, tuttora coltivate, nel Movimento per l’Autonomia di Raffaele Lombardo, ex 5 Stelle nel primo mandato di Cassì, all’opposizione, poi vicino ad Abbate, oggi fedelissimo di Cassì. Un peripatetico della politica per eccellenza.
Con Gurrieri doveva essere nella lista Terra Madre anche Mario D’Asta, che si era avvicinato ad Abbate per le regionali, ma due galli nel pollaio non potevano coesistere, così Abbate fa ospitare suoi candidati nella lista Partecipiamo di Giovanni Iacono, D’Asta e l’eletta Rossana Caruso.
Quindi la DC di Totò Cuffaro era nell’alleanza, facevano solo ridere i tentativi del consigliere Iurato di scandalizzarsi di avere vicino una cuffariana.
Ma non solo questo: i rapporti di vicinanza, mai allentati, con l’on.le Giorgio Assenza portavano a candidare nella lista di Cassì un fedelissimo del deputato di Fratelli d’Italia, accordo che superava anche il fatto che ci fosse un candidato a sindaco di Fratelli d’Italia.
Se la lista De Luca per Ragusa poteva essere considerata una emanazione del movimento di Cateno De Luca, tutti erano a conoscenza che si stava lavorando per la trasformazione dello stesso in partito, come poi avvenuto con la costituzione di Sud chiama Nord.
Nella lista di Cassì c’erano anche candidati che facevano apertamente riferimento al Movimento per l’Autonomia di Raffaele Lombardo, movimento solo formalmente e di nome, in realtà partito a tutti gli effetti.
Potremmo continuare con altri agganci politici di Cassì che portarono candidati nella sua lista, gli uomini e le donne di Ragusa Prossima non erano così sprovveduti da ignorare tutto questo.
Fra l’altro, ci sono i titoli dei giornali che lo testimoniano, l’unico veto che poneva Giorgio Massari era per Fratelli d’Italia, considerato partito di estrema destra, fu quando si arenarono del tutto le trattative con Fratelli d’Italia che Giorgio Massari asserì che si poteva discutere di alleanza con Cassì.
Questa improvvisa repulsione per Forza Italia cela, invece, secondo noi, il tentivo di mascherare la profonda delusione per il totale fallimento dell’alleanza nella quale, in perfetta buona fede, voleva recitare un ruolo determinante a favore della città per la quale, evidentemente, si intravedevano criticità nelle risposte alle esigenze della comunità.
Le reali motivazioni del disimpegno saranno valutate prossimamente, facendo tesoro anche di quanto emergerà dalla conferenza stampa.
