Declino irreversibile del centro storico, sicurezza zero, ma con questi oppositori non si va lontano

Sergio Firrincieli, coerente con la linea politica della formazione di appartenenza, vede la soluzione per l’assenza di sicurezza in centro storico, e più diffusamente per il suo declino, in un ennesimo tavolo di confronto, come se non ce ne fossero già abbastanza, attorno al quale raccogliere rappresentanti dei residenti, delle associazioni di categoria, delle forze politiche presenti in Consiglio comunale e, naturalmente, dell’amministrazione, senza dimenticare i rappresentanti delle Forze dell’Ordine, per un’analisi condivisa dei problemi e la definizione di possibili soluzioni.
“Perché Il discorso è ampio e complesso e non è possibile relegarlo solo alla repressione”, dice Firrincieli, aggiungendo: “L’emergenza che stiamo vivendo richiede un’azione straordinaria”
Di giudizi sull’azione del Sindaco e, soprattutto del suo delegato per il centro storico e la Polizia Locale, Firrincilei nemmeno parla, tanto meno chiede le dimissioni di qualcuno.
Ognuno fa politica a modo suo, certo non è politica dei 5 Stelle che chiedono sempre dimissioni come acqua.

Un’altra voce che si occupa di sicurezza in città e, segnatamente, per il centro storico, è quella del coordinatore cittadino di Italia Viva Ragusa, Filippo Angelica, che si rassegna a constatare come questa amministrazione ha perso la sfida per il centro storico. E si trastulla a ricercare una riflessione politica seria e responsabile mentre i coltelli in città girano più numerosi dei motorini.
La sua riflessione: “L’amministrazione comunale dimostra un atteggiamento di resa, priva del coraggio di riconoscere il fallimento delle politiche adottate per la riqualificazione urbana. È inquietante constatare come, mentre le commesse dei negozi sono costrette a pulire il sangue dalle vetrine, come accaduto in occasione di quest’ultimo accoltellamento, la politica continui a ignorare le proprie responsabilità”.
Belle parole ma non toccano nessuno, tutti possono restare al loro posto per prolungare la resa, l’immobilismo e la ricerca di fuochi fatui.
Poi Angelica passa in rassegna tutto quello che non c’è: Piano Particolareggiato del centro storico, misure concrete, tributarie e fiscali, a favore di chi vuole vivere e investire nel centro storico, incentivi per i giovani e i proprietari di immobili commerciali

“Non basta vantarsi di grandi progetti o applaudire investimenti turistici senza garantire la sicurezza e la vivibilità quotidiana. È inutile gestire immobili di pregio o conventi se le strade del centro rimangono luoghi di degrado e insicurezza. Invitiamo l’amministrazione a smettere di indossare la maschera dell’influencer istituzionale e a calarsi nella realtà, passeggiando tra le vie della città con occhi nuovi” dice e conclude: “Il fallimento è sotto gli occhi di tutti: teatro della Concordia incompiuto, palazzo Tumino ancora senza risposte, zero risultati in termini di ripopolamento e rigenerazione urbana.
È ora di dire la verità ai cittadini: questa amministrazione ha perso la sfida per il centro storico”

A nessuno dei due viene in mente di dire qualcosa sull’atteggiamento di sindaco e assessore successivo al consueto tempestivo intervento delle Forze dell’Ordine, segnatamente della Questura, unici baluardi che restano a difesa della tranquillità dei cittadini che, sotto questo aspetto, sanno di essere “ben amministrati” e ben difesi.
Il sindaco sembra cullarsi per il fatto che, in tutti i rari, ma ormai non tanto rari, ma non per questo da sottovalutare, casi di violenza avvenuti in città, i colpevoli sono stati individuati e consegnati alla giustizia.
Dovremmo gioire per la consapevolezza che da noi i colpevoli non fanno molta strada, tenuto conto che è impossibile azzerare il rischio di episodi criminali (che, guarda caso, nella nostra città zono stati sempre quasi inesistenti NdR )

Opinioni del tutto discutibili, ancor di più quelle dell’assessore alla Polizia Municipale e al Centro storico che scrive: “A chi ha immediatamente parlato di “ondata di violenza che sta investendo la nostra città”, Ragusa risponde con la tempestività di questo intervento e con la consapevolezza che ogni risorsa aggiuntiva per la sicurezza che il Governo vorrà concedere alla nostra città sarà ben utilizzata.”

A rispondere non è stata però Ragusa ma le Forze dell’Ordine.

Dal Palazzo la comunicazione fiorisce, opposizioni politiche e della stessa coalizione alla quale ormai appartiene il sindaco, tutti in silenzio.

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