Sergio Firrincieli non è in rotta con i 5 Stelle

Il dubbio c’è stato, dopo il voto “secondo coscienza” di Sergio Firrincieli alle provinciali, che provocarono le ire di quella che dovrebbe, ma, soprattutto, vorrebbe, essere la leader del Movimento 5 Stelle in provincia, la deputata Stefania Campo, si è avvertita, non smentita dall’interno del Movimento, una certa freddezza nei rapporti fra gli interessati.
In ogni caso lo sbandierato deferimento ai probiviri non c’è stato, come spesso avviene per queste beghe interne di partito, tutto è finito a tarallucci e vino.
Che l’aria sia tornata normale si percepisce anche dal tono degli ultimi comunicati di Firrincieli che, contrariamente al recente passato, fatto di comunicati con contenuti “qualificati”, pregnanti e sensati, sono ritornati alla tipologia tipica dei comunicati dei 5 Stelle, dai contenuti molto discutibili, per usare un eufemismo.

La riprova nell’ultimo comunicato che, in maniera quasi farneticante, mette assieme gli allagamenti in città per la bomba d’acqua e le vicende del caso Cuffaro.

Per gli allagamenti ci manca poco che il consigliere Firrincieli lanci l’ennesima proposta per un tavolo di confronto, allargato alle organizzazioni datoriali e alle associazioni: per ora si ferma ad una riflessione e si mantiene sulla solita opposizione al borotalco.
Vero è che i disagi sono stati diffusi anche su altri centri della provincia, da quello che è accaduto alla zona industriale, in corso Vittorio Veneto, in via Archimede e in zona Sacra Famiglia è chiaro che la situazione normale non è, un tempo questi episodi erano rari, Ragusa non è una città in pianura, come Catania, dove si riversano le acque meteoriche delle colline e delle montagne circostanti.
Al di là della bomba d’acqua, che è difficile misurare nella sua potenza, più che una riflessione ci vorrebbe un controllo sulle manutenzioni e sui controlli effettuati dall’ufficio tecnico, c’è la sensazione che i tombini non siano adeguatamente puliti e controllati.
La cosa ci è servita per divertirci, perché il sindaco, per tamponare le critiche che sono piovute dopo glia allagamenti ha pubblicato il suo post dove un po’ ammetteva i disagi, un po’ ammetteva che i collettori costati due milioni di euro avrebbero dovuto risolvere la situazione, ha detto che, infondo, il fenomeno atmosferico è stato contenuto, il deflusso è stato immediato (e questo è vero) concludendo che ogni sistema di scarico ha una portata massima e ripromettendosi, rimanendo un rischio calcolato, di cercare di eliminare lo stesso.
Una lezione di idraulica, ma con un assessore ingegnere e con il nuovo AU di Iblea Acque, proprio specializzato in idraulica, per Cassì anche questa materia è ormai pane quotidiano.
L’amenità non è mancata, perché nei commenti al post nel quale Cassì ammetteva il disagio e allegava una foto della situazione alla Sacra Famiglia, un noto suo sostenitore addirittura scriveva “a me sembra una foto risalente a prima degli interventi fatti a monte” – come per dire il nostro sindaco è un allocco, si è fatto prendere in giro con una foto vecchia.
Cose da Striscia la Notizia con tanto di Tapiro d’oro.

Poi, Firrincieli passa al caso Cuffaro e vede il governo regionale che sta affondando travolto dagli scandali, che, ritiene, abbiano coinvolto la maggioranza.
È da tempo che ci sono scandali sulla maggioranza del governo regionale, che toccano tutti i partiti, eccezion fatta, almeno per ora, per Forza Italia.
Finora, non è accaduto nulla, e nulla accadrà perché difficilmente andranno a casa spontaneamente.

Preoccupandosi accuratamente di rivolgere al sindaco Cassì alcune domande, con spirito costruttivo e nel rispetto del confronto istituzionale, precisando che l’intento non è assolutamente quello di alimentare polemiche, tenta di promuovere un dibattito trasparente e consapevole, nella convinzione che solo attraverso il dialogo sia possibile rafforzare la fiducia dei cittadini e garantire risposte concrete ai bisogni della città.
Qui non è solo questione di borotalco, c’è il miele e profumi d’oriente.

Firrincieli chiede: come vive questa fase di incertezza politica?
Ma come la dovrebbe vivere, solo sciacquandosi le palle: i partiti maggiormente coinvolti in scandali giudiziari sono la DC e Fratelli d’Italia, partiti accuratamente evitati in seno al consiglio comunale, in malcelata antipatia con i leader locali.
Qualche piccolo problema lo ha il Movimento per l’Autonomia di Raffaele Lombardo, ma il leader non è coinvolto e poi Cassì con MPA non ha amai avuto a che fare. O NO?
Cassì ne esce beatificato per le scelte.
E poi, se anche Schifani cadesse, Cassì, dopo il pranzo di Caltagirone ha rapporti diretti con i vertici nazionali del partito, quindi, se salta Schifani, poco importa, anzi meglio.
Firrincieli insiste su un Cassì organico alla corrente politica di Schifani, ma non lo conosce bene: in un lampo è passato da Falcone ad Assenza, poi ha scelto Schifani rifuggendo dai tentativi di patronato di Minardo, cosa volete che sia un altro cambio di residenza.
Preoccupazioni inutili quelle di Firrincieli, si preoccupi, piuttosto di trovare una sistemazione solida all’interno del suo Movimento, dove già le acque sono agitate fa candidature per le comunali, per le regionali e, abbiamo saputo ora, anche per le nazionali

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