‘Trapianto n. 4’ di Michele Digrandi, ‘Opera nell’opera’

Non ricordo se esattamente è stato 10 anni fa (21-01-2015) o qualche anno prima…

Mi ricordo che in quel periodo, la carissima amica comune mia e di Gianna, Giovannella Galliano, pubblicava delle opere che lei, considerava in quel periodo, “Opera nell’opera”, fra le quali pubblicò anche un’opera di Renato Guttuso.
Fui molto sorpreso e onorato quando, una mattina, pubblicò questa mia opera, considerandola attinente a queste caratteristiche.

1991-1993 – Trapianto n. 4 – Acrilico su MDF cm 100×85,3. di Michele Digrandi

Michele Digrandi

 

Così, oggi, scrive dell’opera Giovanna Cappuzzello

Perdere l’identità interiore per una patologia e poi ritrovarla, pian piano.
Una parte del nostro “io” resta nel buio, perduta nei meandri dell’anima ferita.
Ma poi, all’improvviso, il dolce ricordo dell’Eden, meta di tutti, se meritato, ci illumina, ci riconduce alla speranza.
Ecco il paradiso, qui identificato con la ferace terra ragusana, nutrice di allevamenti bovini e sede di foraggere rigogliose.
Ecco la metafora del ritorno alla generosa Madre Gaia, che illustra, pittoricamente, l’importanza dei veri valori della vita, quelli che la rendono degna di essere vissuta: la famiglia, l’amore, il lavoro, la libertà…
Valori dal Digrandi incorniciati e suggellati con gli atavici muretti a secco.
È come se lui dichiarasse che, dopo un’esperienza dolorosa, si può e si deve rincominciare a vivere, volgendo lo sguardo alla Bellezza del Vero e difendendoci dal male e dalla tentazione della disperazione.
Con questa opera etica e simbolica egli ci invita, quindi, alla rinascita e nel contempo, ci mostra i validi motivi per cui lottare o a cui aggrapparci per svelare finalmente il viso e ammirare, con occhi colmi di meraviglia e di gratitudine, il Creato, dono di Dio Salvatore.

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