Aperitivo a Ragusa, per Ismaele La Vardera, pranzo di gala ad Agrigento e, se va bene, cena in trattoria a Ispica

Il primo turno della tornata amministrativa ha sancito che il Movimento di Ismaele La Vardera è definitivamente sbocciato, candidato a diventare il ‘primofiore’ di un eventuale campo largo.
I successi, per ora parziali, soprattutto quello di Agrigento, definiscono un orizzonte limpido che consentirà una navigazione spedita, senza ostacoli, considerate anche le crisi interne alla coalizione di centro destra e la non convinta propensione degli eventuali alleati del campo largo a quella unità che sarà indispensabile per vincere. C’è anche la variabile De Luca che qualcuno considera ago della bilancia e la pretesa di una leadership, per certi versi, pretenziosa, soprattutto in politica
Ma, a Ismaele La Vardera non manca la grinta tale da fargli annunciare, per Ragusa, la inevitabile presentazione di una lista, di un candidato a sindaco che sarà, eventualmente, messo a confronto, per la selezione, con altre candidature che devono essere però di superiore riconosciuto livello, di un candidato alle regionali che deve portare a Palermo la voce del nostro territorio.
Non lo ha detto lui, ma gli altri notabili del Movimento, naturalmente sullo sfondo di Ismaele La Vardera Presidente della Regione.
L’entusiasmo è alle stelle, soprattutto dopo i recenti risultati, e ricalca quello per i sondaggi che hanno dato Controcorrente anche vicino al 20%.
La visita a Ragusa di La Vardera, accompagnato dal segretario regionale Gandolfo Lo Verde e dall’affascinante Sonia Alfano, ha visto una nutrita partecipazione di iscritti e simpatizzanti, anche al seguito del nuovo acquisto, il consigliere comunale Federico Bennardo.
Dopo il saluto del segretario regionale che ha esaltato la crescita di Controcorrente nelle città, sottolineando la presenza anche nel consiglio comunale di Ragusa, dopo Palermo e Agrigento, è stata Sonia Alfano a evidenziare come i numeri stanno dando ragione alle strategie del leader, in pochi mesi sono accaduti fatti sbalorditivi, ha detto, in particolare: “Stiamo facendo tremare il potere, molto probabilmente, dalla prossima settimana potremo ostentare il modello ‘Agrigento’, in questa terra siamo ad un passo dalla rivoluzione, da una sana rivoluzione sociale che mette a confronto la gente onesta con la politica affaristica.
La Alfano non ha potuto evitare di vantare i suoi buoni uffici per l’ingresso di Bennardo che apporterà al Movimento non solo il suo impegno e l’entusiasmo giovanile ma anche la sua già consistente esperienza acquisita a livello nazionale ed europeo, con l’ANCI e con altri organismi.
Ismaele La Vardera ha voluto precisare che non c’è stata alcuna contropartita per Bennardo, apprezzato per il suo bagaglio di consenso personale e per la fitta rete di relazioni con la politica di livello.
Non sono mancate le frecciatine all’indirizzo del sindaco di Ragusa, passato, con nonchalance, dal civismo puro a Forza Italia, con il deciso intento di voler costruire una valida alternativa all’attuale governo della città.
C’è stato qualche momento imbarazzante, quando ha dovuto ammettere: “abbiamo sostenuto questo sindaco”, amplificato dalla precisazione di Massimo Iannucci, in platea, che ha sottolineato come lui era dall’altra parte e non aveva sostenuto Cassì.
In effetti, due acquisti, quelli di La Vardera a Ragusa,che valgono per l’immagine del posto in consiglio comunale ma, con storie  discutibilissime per coerenza politica.
Saverio Buscemi, fino alla sera prima della presentazione delle liste, alle comunali del 2023, faceva la spola fra la segreteria del candidato Schininà e quella di Cassì, come cortigiano di Cateno De Luca, fra destra e campo riformista.
Una volta rotti i rapporti con Sud chiama Nord tentò, in tutti i modi, di ottenere la nomina assessoriale, scalzando l’assessore che lui stesso aveva scelto da indicare a Cassì, dopo la sua folle rinuncia.
Quindi, uno che ha tentato, fino all’ultimo, di restare attaccato a Cassì e passato ad altri lidi solo quando abbandonato al suo destino.
Federico Bennardo non fu solo uno che sostenne Cassì ma si presentò nella sua lista civica, per cui azzardato affermare “ ci siamo separati quando ho visto che le nostre idee erano difformi”, casomai si doveva accorgere prima del mancato rispetto del programma elettorale e dovrebbe ammettere che gli attriti cominciarono, subito, all’insediamento, quando, in maniera assolutamente legittima, per il suo forte consenso, terzo degli eletti in Consiglio comunale, pretendeva considerazione per sé e per l’ala giovane del Consiglio, ma fu il solo a essere emarginato, chi diventò capogruppo, chi diventò Presidente del Consiglio, chi Presidente di Commissione, lui a stento vicepresidente di Commissione, carica che rifiutò, a ben ragione, senza dire che Cassì escluse, in assoluto, per lui, ogni ipotesi di incarico assessoriale, anche nel prosieguo della sindacatura..
Da ultimo, uscito con ritardo dalla maggioranza, si avvicinò alle posizioni di Ignazio Abbate, dopo contatti con Marco Falcone, e per la DC di Totò Cuffaro fu candidato al Consiglio provinciale, oltre ad avere condiviso, fino agli ultimi giorni le battaglie politiche in Consiglio comunale con la referente ragusana di Ignazio Abbate, la vicepresidente del Consiglio comunale, Rossana Caruso.

Ma c’e anche chi ricorda, noi non abbiamo contezza diretta, i suoi primitivi contatti con il PD, quando lavorava per il voto agli studenti fuori sede, la collaborazione con Davide Faraone, di Italia Viva, i video con Carlo Calenda, leader del suo primo amore, come formazione politica, appunto Azione di Calenda.

Ismaele La Vardera potrà vantare due consiglieri comunali a Ragusa, che potranno arrecare consensi al Movimento, ma in termini di azione politica di contrasto all’amministrazione potranno fare ben poco, come nulla hanno ottenuto finora, anche in termini di consenso personale, per l’azione svolta come consiglieri.
In pratica, tutto è rimandato alle prossime comunali, ci potrà essere, di mezzo, solo la scelta del candidato alle regionali, che non è detto, però debba uscire necessariamente dal capoluogo, vedi, per esempio una candidatura di Serafino Arena da Ispica.

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