A Ragusa serve, quanto prima, una sede adeguata, sul modello di quelle dove si svolgono le prove di esame per concorsi pubblici a livello nazionale: ormai, per ogni problematica, un tavolo di confronto, è, di certo, il segnale della scarsa autorevolezza della classe politica e di quella amministrativa-dirigenziale, ma si sta trascendendo nel ridicolo, da tempo.
Oggi, il vivace esponente dei 5 Stelle, che, ogni tanto rispolvera il gene originario dei grillini di un tempo, pone all’attenzione la questione dell’invasione di cinghiali sul territorio ibleo e sottolinea come i piani di contenimento esistono e sono le istituzioni che dovrebbero metterli in atto.
Si tratta, come nel caso dei daini, di questioni di sicurezza stradale e dei cittadini che vedono invase le proprietà private e luoghi pubblici frequentati, di difesa delle coltivazioni e di pericolo per il comparto zootecnico della peste suina africana.
Giustamente Firrincieli dice basta con i rinvii e con i dibattiti teorici: per la gestione della fauna selvatica le leggi esistono, la politica a tutti i livelli istituzionali si è già espressa con atti e regolamenti ufficialmente deliberati e gli enti preposti hanno unicamente il dovere di passare alla fase operativa.
«Le sedi opportune per legiferare o apportare modifiche alle norme sulla fauna selvatica sono i Parlamenti e le Assemblee legislative, non i territori in emergenza», afferma Firrincieli. «Sui nostri territori oggi abbiamo una sola priorità: applicare le leggi vigenti e attivare la fase operativa che serve a proteggere concretamente i cittadini, le infrastrutture viarie e gli allevamenti».
La presenza dei cinghiali nel territorio ibleo ha infatti raggiunto livelli d’allarme slegati dai normali equilibri naturali. A differenza di altre specie con ritmi di riproduzione contenuti, il cinghiale si moltiplica a velocità straordinaria con cucciolate numerose e, in assenza di predatori naturali, i branchi, come riporta la cronaca, spingono le proprie incursioni fino ai centri abitati e alla fascia costiera di Marina di Ragusa oltre che lungo arterie viarie nevralgiche come la Sp Ragusa-Giarratana (zona diga Santa Rosalia), la vallata dell’Irminio e le zone rurali di Modica, Chiaramonte e Monterosso.
«Gli esemplari in circolazione raggiungono stazze dell’ordine dei 150-200 chilogrammi», prosegue il consigliere del m5S. «Rappresentano un pericolo quotidiano e letale per automobilisti e motociclisti, oltre a violare le proprietà private dei residenti.
Ma c’è di più: muovendosi in modo incontrollato, sono il principale vettore potenziale della Peste suina africana (Psa). Se il virus dovesse fare ingresso negli allevamenti suinicoli locali, scatterebbe l’abbattimento coatto di migliaia di capi con l’immediata paralisi dell’intera economia zootecnica iblea».
Con l’atto di indirizzo depositato in Consiglio comunale, si chiede quindi all’Amministrazione di attivare senza indugio gli strumenti attuativi già previsti dalla normativa: invocare l’immediata convocazione del tavolo tecnico operativo tra Comune di Ragusa, Libero consorzio comunale, Regione siciliana, corpo forestale, polizia provinciale e servizi veterinari dell’Asp; sollecitare l’esecuzione immediata dei piani attuativi di contenimento e sicurezza previsti dalle leggi vigenti, garantendo la protezione della viabilità, delle proprietà private e il monitoraggio sanitario contro la Psa.
«Non dobbiamo stabilire oggi cosa sia politicamente o eticamente corretto o discutere di nuove leggi: le norme nazionali e regionali ci sono già e vanno solo applicate», conclude Firrincieli.
«Il Consiglio comunale approvi questo atto per impegnare la Giunta a esigere dalle autorità competenti l’avvio immediato delle operazioni sul campo a tutela della nostra comunità».
Come nella maggior parte dei casi, puntuale e competente la posizione del consigliere Firrincieli sulle emergenze importanti. Legittime le sue rimostranze e l’appello al rispetto di leggi e normative.
Ma, come spesso avviene, sbaglia nell’identificare gli interlocutori: presenta un atto di indirizzo al Consiglio comunale, ma si sa che la risposta sarà sottoposta al vaglio del sindaco che, peraltro, chiama in causa come vicepresidente del Libero Consorzio.
E qui sta l’errore madornale, il sindaco già per i cinghiali, invece di invocare il rispetto della Legge, opta per il tavolo di confronto che addirittura, organizza al Comune.
Per quanto riguarda il Libero Consorzio, sarebbe troppo bello che si occupassero di questioni reali: sono già impegnati, reduci dalle fatiche del Summer vertical, a trovare il sostegno economico per il prossimo anno, per far felice l’avversario di opposizione, al Comune e alla Provincia, l’on.le Ignazio Abbate.
Come potrebbero occuparsi di daini e cinghiali, che venga la Peste suina africana, ci sono cose più importanti per gente che di normative se ne sbatte, come quelle per tutela dell’accessibilità per i disabili negli eventi in questione.
Gente che ha lasciato basiti nel far vedere come si è andati incontro alle esigenze del leader dell’opposizione, alla provincia e al Comune, con enorme sostanzioso contributo economico: epocale la scena di Cassì, Digrandi, Ilardo e Giuffrida con la consigliera e vicepresidente del Consiglio Rossana Caruso, rappresentante di Ignazio Abbate, artefice della presenza dell’evento a Marina di Ragusa, tutti sul palco con l’esponente dell’opposizione che, ultimamente li ha fatti nuovi.
O, forse, qualcosa sta cambiando nell’aria?
