A fine agosto registrate 835.566 presenze turistiche nei quattro comuni analizzati. Ad agosto oltre 348 mila presenze aggiuntive rispetto al dato cumulativo di luglio.
Il Forum Operatori Turistici: «Il turismo ibleo ha ormai dimensioni tali da richiedere una programmazione fondata sui dati»
Il turismo non è più un fenomeno marginale o stagionale da considerare soltanto nei mesi estivi.
I dati elaborati dal Forum Operatori Turistici sui quattro principali comuni dell’area iblea analizzata — Ragusa, Modica, Scicli e Santa Croce Camerina — restituiscono un fenomeno di dimensioni ormai rilevanti per l’economia del territorio.
Al 31 agosto 2026 il dato cumulativo raggiunge 835.566 presenze turistiche, il +71,55% rispetto al 31 luglio, quando le presenze cumulative erano 487.076, così come elaborato dalla piattaforma Pay Tourist.
“835 mila presenze in quattro comuni non sono più un fenomeno da osservare con la lente della semplice stagionalità. Sono numeri che raccontano una vera e propria dimensione economica del turismo ibleo”.
Lo afferma il Presidente del Forum Operatori Turistici, Maurizio La Micela, sottolineando come la crescita dei volumi renda ormai necessario un salto di qualità nella capacità del territorio di leggere e governare il fenomeno.
I NUMERI DELLA STAGIONE: UN COMPRENSORIO CHE SUPERA LE 835 MILA PRESENZE
La distribuzione territoriale conferma il peso differente dei quattro comuni, ma evidenzia anche dinamiche di crescita significativamente.
Ragusa passa dalle 315.527 presenze cumulative al 31 luglio alle 500.709 del 31 agosto, con un incremento del 58,69%. Il comune rappresenta circa il 59,92% del totale delle presenze registrate nei quattro territori.
Modica passa da 102.099 a 188.872 presenze, con una crescita dell’84,99%, mentre Scicli passa da 63.587 a 133.252, registrando un incremento del 109,56%.
Santa Croce Camerina passa infine da 5.863 a 12.733 presenze, con un incremento percentuale del 117,18%.
Cioè oltre 835 mila pernottamenti registrati entro la fine di agosto costituiscono una massa di domanda turistica che produce effetti sull’economia locale, sui servizi, sul commercio, sulla ristorazione, sui trasporti e sull’intero sistema dell’ospitalità.
“Il dato che più ci interessa non è soltanto la cifra assoluta, ma quello che questa cifra ci obbliga a fare – conferma La Micela. Quando un territorio raggiunge questi volumi, non può più affidarsi soltanto alla percezione occasionale o alla fotografia autoreferenziale pro-social della stagione appena trascorsa. Deve dotarsi di strumenti permanenti di analisi.”
IL VALORE ECONOMICO: DALLE PRESENZE ALLA SPESA TURISTICA
Assumendo, come parametro di lavoro, una spesa media compresa tra 100 e 130 euro per presenza, le 835.566 presenze cumulative registrate al 31 agosto corrispondono a una spesa turistica diretta stimabile in un intervallo compreso tra 83,6 e 108,6 milioni di euro. Si tratta di una stima inferenziale, non di un dato contabile effettivamente rilevato.
Il dato consente però già di comprendere un elemento fondamentale: la dimensione economica potenziale del fenomeno turistico ibleo è significativa e merita di essere misurata con strumenti statistici adeguati.
LA DICOTOMIA DIGITALE E LA NECESSITÀ DELLA CONTINUITÀ STAGIONALE
Un altro elemento che emerge dall’analisi riguarda la distanza tra il volume di presenze effettivamente registrato nel periodo di punta e la capacità del territorio di generare domanda nei mesi successivi.
Gli indicatori di domanda digitale osservati dal Forum mostrano, per esempio, una contrazione delle ricerche sulle principali piattaforme di prenotazione per alcune destinazioni dell’area nel periodo post picco di agosto.
Nel periodo analizzato, le ricerche esempio relative ai soggiorni a Scicli risultano in calo del 32%, mentre quelle relative a Noto del 36%.
Questi dati non rappresentano presenze effettive e non consentono, da soli, di stabilire un rapporto causale tra eventi, comunicazione territoriale e andamento delle prenotazioni. Sono tuttavia segnali di domanda futura che meritano di essere monitorati.
Non esistono stagioni belle o brutte, ma stagioni diverse
Il problema non è considerare luglio e agosto come un errore del sistema turistico. Al contrario: i mesi di picco rappresentano una componente fondamentale della capacità attrattiva del territorio.
“Diventa una questione di politica economica territoriale – dice il Presidente del Forum Maurizio La Micela. Il problema non è riempire il territorio ad agosto. Il problema è fare in modo che una parte significativamente di capacità di spesa, di quella domanda e di quella filiera economica venga distribuita anche nei mesi di spalla e nella stagione invernale. Noi da tempo spingiamo per fare entrare un concetto nella discussione: la Continuità Stagionale che deve essere interpretata come una condizione strutturale e da gestire con strategie con proprie specifiche. È una strategia di sviluppo economico che serve a dare continuità imprenditoriale, stabilità lavorativa per tante figure, possibilità di attrazione di investimenti”.
La domanda turistica estiva viene in larga parte costruita e acquistata con largo anticipo rispetto al momento della presenza fisica. Per questo motivo, intervenire esclusivamente nel mese di agosto con eventi e iniziative promozionali non significa necessariamente generare nuova domanda turistica.
Nel modello analizzato, l’effetto sulla capacità di generare nuove presenze incrementali può risultare difficile, se l’intervento viene effettuato quando la domanda principale è già stata acquisita. La questione non è quindi stabilire se un evento sia bello, attrattivo o partecipato. La questione è capire quando un territorio deve investire per modificare le decisioni di acquisto del turista e misurare la performance di questo evento.
PROFESSIONALITÀ, ALLINEAMENTO E GOVERNANCE
Se il turismo ha raggiunto dimensioni economiche di questa portata, anche la sua gestione deve evolvere. Per il Forum, quindi, non è più sufficiente una politica turistica fondata esclusivamente sulla promozione casuale o sulla sommatoria di iniziative.
In questa prospettiva emergono almeno tre priorità.
Concentrare le risorse sugli eventi capaci di generare domanda
Il territorio dispone di un patrimonio culturale eredità dei nostri padri, paesaggistico regalo della Natura ed enogastronomico straordinario frutto della nostra Cultura. Ma non si può vivere di rendita all’infinito.
La questione non è aumentare indefinitamente il numero degli eventi, ma comprendere quali siano effettivamente capaci di produrre domanda turistica aggiuntiva, in quali periodi dell’anno e su quali segmenti di mercato. E misurare concretamente i risultati dei soldi spesi. La programmazione degli eventi dovrebbe quindi essere sempre più collegata a una valutazione preventiva e successiva dei risultati e non a post sui social di auto compiacimento.
Allineare le banche dati e emersione dell’abusivismo
Uno dei risultati più interessanti dell’analisi condotta dal Forum riguarda proprio la qualità e la coerenza delle informazioni disponibili. L’incrocio effettuato tra l’anagrafe regionale delle strutture ricettive dotate di CIN e i dati presenti sulla piattaforma PayTourist dei quattro comuni evidenzia 1.148 strutture non allineate, pari al 37,49% dell’universo considerato.
La percentuale presenta inoltre differenze molto significative tra i comuni, raggiungendo il 74,42% a Santa Croce Camerina e il 40,10% a Scicli.
Il dato non consente, da solo, di affermare che le strutture non allineate siano irregolari. Evidenzia però una significativa mancata corrispondenza tra sistemi informativi che dovrebbero dialogare tra loro.
Il tutto da coordinare con una attiva e concreta per l’emersione dell’abusivismo, delle strutture del tutto irregolari che sono facilmente riscontrabili in piattaforme social come Facebook, Subito.it in cui è evidente l’offerta di alloggio turistico fatta in assoluto abuso regolamentare e che richiedono forti azioni controllo da parte delle autorità.
Programmare prima, non inseguire dopo – La programmazione turistica non può iniziare quando la stagione è già cominciata. Eventi, promozione, infrastrutture, mobilità, servizi, calendario culturale e comunicazione dovrebbero essere inseriti in una strategia condivisa con sufficiente anticipo, consentendo agli operatori di prepararsi e al territorio di costruire una proposta coerente.
“Un operatore turistico non può programmare il proprio lavoro a stagione iniziata. E neppure un territorio dovrebbe farlo. La programmazione deve arrivare prima della domanda, non dopo”.
Il turismo non può essere governato soltanto attraverso l’emergenza della stagione in corso.
NASCE NEXUS: DATI, ANALISI E CONOSCENZA AL SERVIZIO DEL TERRITORIO
È in questo contesto che il Forum Operatori Turistici sta lavorando da tempo alla costruzione di Nexus (New Evaluation, X-ray, Understanding, Strategy), un laboratorio statistico e di analisi promosso su base volontaria dagli operatori.
L’obiettivo non è creare un’ulteriore banca dati fine a se stessa come le tante che ci sono e stanno nascendo, spesso con fondi pubblici. Nexus nasce per trasformare informazioni frammentarie in conoscenza utilizzabile secondo una traccia chiara come DACP:
Dati → Analisi → Comprensione → Proposte.
Il laboratorio intende mettere a confronto dati pubblici, informazioni territoriali e indicatori provenienti dagli operatori, con l’obiettivo di costruire progressivamente una lettura più precisa dell’economia turistica iblea. È un approccio necessariamente progressivo.
Non tutte le informazioni oggi disponibili sono complete e non tutte le stime hanno lo stesso grado di affidabilità. Proprio per questo è necessario distinguere sempre tra dato rilevato, dato elaborato, stima statistica e ipotesi di lavoro.
«Nexus nasce anche per questo che vogliamo aprire alla collaborazione con altre associazioni, rappresentanze, organizzazioni – chiarisce La Micela. Non vogliamo trasformare i numeri in slogan, comunicato, foto sui social. Vogliamo invece trasformarli in conoscenza e fattibilità operativa, ciò che gli operatori privati hanno nella propria essenza: a noi non interessa apparire, interessa Essere. E dalla conoscenza arrivare a proposte che possano essere discusse con le istituzioni e con l’intero eco-sistema turistico.»
Questa distinzione, apparentemente tecnica, rappresenta invece uno dei presupposti fondamentali per costruire una politica turistica credibile.
Il Forum intende quindi mettere a disposizione il proprio lavoro non come verità definitiva, ma come strumento di conoscenza condivisa, da verificare, migliorare e integrare nel tempo.
“Proprio per questo – conclude La Micela – chiederemo di poter entrare a conoscenza di tutti i dati pubblici disponibili per fare analisi, elaborare report e fare proposte che spesso mancano nell’alveo della pubblica amministrazione”.
«Se il turismo è un’industria, deve essere governato con strumenti industriali: dati, analisi, programmazione, professionalità e continuità.»
