Strappalacrime uno degli ultimi comunicati della banda Cassì, una musica celestiale leggere di ‘profumi di macchia mediterranea e di aromi’ nel cuore del centro storico di Ragusa.
L’ennesima riqualificazione dello spazio Mons Tidona, fra piazza San Giovanni e la Prefettura, che vuole essere
spazio pubblico nel quale fermarsi e incontrarsi, viene esaltata dal Sindaco e dall’assessore ai centri storici che parlano di un intervento che si inserisce in una più ampia azione di recupero e riqualificazione del centro storico.
Inevitabile vedere i due amministratori avvinghiati sulla prua del Titanic, mentre l’orchestra suona e la nave affonda, sulle onde di un degrado incontrollato e incontrollabile per le scarse capacità di affrontare i mali del centro storico con il minimo di competenze.
Una minima rassegna fotografica del degrado è ormai impossibile, per la mole di segnalazioni su condizioni del centro storico che rasentano l’incredibile.
I consiglieri comunali non sanno più a che santo affidarsi, nonostante spesso le segnalazioni sono recepite e ci sono interventi immediati, con tanto di riconoscimento e di ringraziamento per il riscontro alla segnalazione.
Non si stigmatizza adeguatamente la totale inefficienza dell’amministrazione e dell’assessore all’ambiente in particolare, per quanto riguarda il decoro e la pulizia della città, stiamo arrivando al punto di assistere a ringraziamenti per il dovuto, per l’ordinaria amministrazione, senza mettere in risalto i livelli indicibili che si raggiungono.
Un’ultima trovata è quella della consigliera Caruso che, dopo la pausa estiva, passata a salire sul palco del Summer Vertical con sindaco e cerchio magico che tanto bistratta, torna alla carica e presenta e deposita un esposto collettivo firmato dai residenti e dagli operatori commerciali di un’area sempre più problematica.
L’area è quella compresa tra via Mario Rapisardi, via Armando Diaz, via Tenente Comitini, via San Francesco, via Antonio Criscione e le vie limitrofe del centro storico di Ragusa.
Un atto dettagliato, corredato da documentazione fotografica, che denuncia una situazione di degrado urbano, criticità igienico‑sanitarie, insicurezza, disturbo della quiete notturna e mancato rispetto delle regole ormai divenuta insostenibile per la comunità locale.
L’esposto, firmato da oltre 40 persone, nasce da una richiesta diretta dei cittadini residenti oltre che dei titolari di attività commerciali, di ristorazione e turistiche, che nelle ultime settimane hanno contattato la consigliera Caruso «esasperati da condizioni non più tollerabili».
A seguito delle segnalazioni, la consigliera ha effettuato un sopralluogo il 3 settembre scorso, insieme ad alcuni residenti, riscontrando personalmente molte delle criticità riportate nel documento.
Tra le problematiche più gravi segnalate figurano abbandono diffuso di rifiuti, presenza di microdiscariche, sacchi di indifferenziato lasciati a terra e spesso danneggiati, con conseguente dispersione di liquidi e cattivi odori.
«Sacchi contenenti rifiuti indifferenziati, materiale domestico, indumenti dismessi e, in alcuni casi, rifiuti ingombranti vengono lasciati sui marciapiedi…» si legge nell’esposto, che evidenzia anche il rischio di proliferazione di insetti, ratti e infestanti.
I residenti denunciano inoltre qualche schiamazzo notturno e musica ad alto volume fino alle 2 del mattino nell’area del belvedere tra via Armando Diaz e via Roma, carenze di illuminazione pubblica, ponteggi abbandonati che ostacolano la fruizione dei marciapiedi, ringhiere pericolanti, mancato rispetto degli stalli riservati ai residenti, e comportamenti scorretti da parte di alcuni conduttori di cani.
L’esposto chiede interventi immediati e coordinati a sindaco, assessori competenti, Asp, polizia municipale, uffici tecnici e servizio di igiene urbana, tra cui:
intensificazione dei controlli,
verifica di eventuali situazioni abitative irregolari,
installazione di fototrappole,
messa in sicurezza delle strutture pericolanti,
ripristino dell’illuminazione,
pattugliamenti notturni e bonifiche periodiche.
«Sono stata chiamata dai residenti, esasperati da una situazione che va avanti da troppo tempo. Ho voluto verificare personalmente e ciò che ho visto conferma la gravità del problema: rifiuti ovunque, schiamazzi continui, pericoli strutturali, incuria diffusa. Il centro storico non può essere lasciato in queste condizioni» dichiara la consigliera che sottolinea anche il danno d’immagine per una zona ricca di strutture ricettive e frequentata da turisti.
«Il decoro del centro storico – aggiunge – è un patrimonio di tutti. Chi investe in questa parte di Ragusa, chi apre attività o recupera immobili, non può essere abbandonato. Serve un’azione coordinata, costante e non episodica».
La consigliera conclude ribadendo il proprio impegno: “Ho presentato questo esposto per dare voce ai residenti. Mi aspetto risposte concrete, sopralluoghi immediati e un piano di intervento strutturale. Continuerò a monitorare la situazione e a rimanere accanto ai cittadini fino a quando non si migliorerà».
Nella documentazione fotografica testimonianze del degrado in centro storico e storie di ordinario degrado e inciviltà dei ragusani in altre zona della città.
