Quanto è piccola la politica ragusana lo si vede dalle diatribe che assurgono a caso del giorno: a Modica gli amministratori beccano in pubblico i giornalisti, addirittura una donna, l’inizio dell’anno scolastico è falcidiato da lavori non ultimati e da autobus che non passano, ancora a Modica si utilizzano classi disastrate non avendo avuto cura di preavvisare la fine dell’affitto, ma per organizzare la sagra della scaccia sono stati attenti a portare in Consiglio la relativa variazione di bilancio e si sono preoccupati, in tempo, di fare un lungo comunicato stampa.
Nessuno parla di autostrada, di sanità, di aeroporto, di necessità abitative, di soluzioni per i centri storici, di difficoltà finanziarie.
A Ragusa la inesistente realtà politica civica che si è voluto creare il sindaco, prima di trovare ricovero in Forza Italia, Direzione Ragusa, serve solo per comunicati di arringhe difensive, a nessuno della direzione è passato per la testa di chiedere conto agli assessori al ramo dei ritardi sui lavori nelle aule scolastiche, in tempo per l’inizio dell’anno scolastico.
Piuttosto, sono prontissimi a beccare il consigliere Mauro che sta diventando la loro ossessione.
In verità, in Direzione Ragusa sono sempre vissuti di ossessioni, da Calabrese e dal PD, alla vicepresidente del Consiglio comunale, Rossana Caruso, per ora nel mirino c’è Mauro che fra rilievi sulla gestione di Iblea Acque, domande scomode su quella della SRR, curiosità eccessiva sui modi degli amministratori di interpretare le norme urbanistiche, potrebbe diventare troppo ‘ingombrante’.
Mauro ci mette del suo perché fa dire a Raffaele Lombardo che MPA potrebbe anche rivendicare la candidatura a sindaco, nell’ambito degli accordi di coalizione, e i giovani cassiniani perdono la testa.
Mauro è confluito da poco nel Movimento di Lombardo che, per carenza di risorse umane valide, non riesce a imporsi all’attenzione sullo scenario provinciale, e con l’entusiasmo giovanile che lo contraddistingue, cavalca le tigri ora del turismo, del catamarano per Malta e del nuovo club MED, pardon Mangia, inneggia al corso di Laurea di una Università privata in Medicina, è di tutta evidenza che ne parla accademicamente per propaganda politica, in Direzione Ragusa non sono all’altezza di capire e invece di non considerare, si arrovellano.
Non solo nessuno può pensare che Mauro sia l’artefice di tutto, ma non esiste soggetto umano che possa immaginare che la gente ci creda e possa, cosa, più bestiale, preoccuparsene.
Accade che Maurio si fa introdurre da Raffaele Lombardo, per conferire con il Rettore dell’Università di Catania, assieme ad alcuni allievi della scuola per infermieri, per ottenere che possano svolgere il tirocinio curriculare nelle strutture sanitarie della provincia di Ragusa.
Come noi abbiamo precisato subito, in un nostro articolo, che faceva riferimento a questo incontro oltre che ad un post del sindaco Cassì, che sembrava ad orologeria dopo tanti silenzi sui contatti e sulle iniziative per l’Università a Ragusa, i tirocini in provincia degli allievi infermieri erano stati oggetto di un accordo, nel 2025, con il vecchio Rettore, sapevamo anche, e abbiamo scritto, di un incontro del nuovo rettore, in agosto, con il Direttore Generale dell’ASP, per fissare i decreti attuativi dell’accordo, non ancora definiti.
Colpevoli ritardi degli attori dell’accordo che, ancora, alla data della visita di Mauro al Rettore, non era stato ancora comunicato ufficialmente.
A questo punto il finimondo, espresso nel comunicato odierno di Direzione Ragusa: Mauro forse ha giocato sporco facendo credere di aver sbloccato la situazione, ma non ha fatto altro che farsi ricevere al Magnifico per dire ai giovani: “Sarete accontentati”.
La sfumatura se ha detto ai convenuti: “Tranquilli è già tutto pronto” oppure “Tranquilli, mi occuperò personalmente della cosa e subito” non dovrebbe rientrare fra gli oggetti di interesse della politica se non quella di bottega.
Se dovessimo fare le pulci alla comunicazione del sindaco, da otto anni a questa parte, lo dovrebbero interrare, basti quando affacciandosi al balcone di Palazzo dell’Aquila vide piazza Poste brulicare di gente, nessuno ne ha fatto una tragedia, meno che mai i rispettosissimi consiglieri di cosiddetta opposizione.
Mauro non sarà certo un santo, politicamente parlando, ma così lo si conduce alla beatificazione, e poi occorre ricordare che è di scuola democristiana, di quella di eccellenza.
I giudizi finali saranno affidati alle urne, per tutti, farne un martire lo favorisce, addirittura una marachella come quella contestata viene apprezzata dall’italiano medio … guarda che figlio di …..
Quanti suoi amici, in queste ore, parlano di candidature, di elezioni sicure, di sondaggi che li danno vincenti, se si dovesse andare incontro alle loro amenità, quanti comunicato occorrerebbero.
A noi, piuttosto, viene da fare una considerazione: intanto nasce dalla brutta abitudine del sindaco e della giunta di tenere tutto riservato, contatti, trattative, ipotesi di accordo, utilizzo di immobili comunali, per il sindaco sono solo affari di famiglia, di condominio, di cerchio magico, tutto conservato per farlo esplodere come giochi pirotecnici al momento opportuno, e questo, da un punto di vista della gestione della cosa pubblica non è del tutto corretto politicamente.
Ma non solo: perché Direzione Ragusa non chiede direttamente al Rettore di fare chiarezza sull’incontro?
In fondo, anche se Mauro ha cercato di vendere a Ragusa vetro per zucchero, il Rettore si è prestato alla foto e come terapia preventiva avrebbe potuto dire: “Ci penso io a fare un comunicato”.
Se abbiamo un rettore che subisce tali cose da un semplice consigliere comunale di provincia, siamo messi male.
Poi, in fondo tutto nasce dalla scarsa dimestichezza con la comunicazione, spesso affidata ad addetti stampa lontani dalla realtà ragusana, piloti di navi che hanno difficoltà nelle infide acque dei nostri porti.
Piuttosto, a Mauro, si doveva contestare un altro aspetto: quando esaltava la prossima presenza della Università privata con la Facoltà di Medicina si premurava di fare appello a svincolarsi da accordi di esclusiva con Catania, cosa che, per inciso, non è stata gradita a Catania anche se ritiene di giocare in Coppa Campioni di fronte all’Università ennese impelagata nei campionati dilettanti.
Si comprende che il pane è sotto le spine e il consenso si conquista porta a porta, ma c’era proprio bisogno di
andare in casa di chi vuole l’esclusiva?
E alla fine di queste lunghe considerazioni, quale digestivo migliore di un intervento diretto di Raffaele Lombardo nella diatriba? Ma, forse, è pretendere troppo.
