Per la Presidente di Ragusa Prossima, Lilla Anagni, «La riapertura al traffico di via Roma carta della disperazione dell’amministrazione Cassì-Giuffrida»

Ragusa Prossima valuta l’attivazione del referendum cittadino

Una nota della Presidente di Ragusa Prossima per dissentire in assoluto dalla scelta del sindaco Cassì di aprire la via Roma al traffico veicolare:

La decisione del sindaco di Forza Italia di riaprire via Roma al traffico con un post sui social non ci convince. Sul metodo prima che nel merito sul quale ci sarebbe piaciuto che il consiglio comunale, la massima assemblea cittadina, potesse pronunciarsi.
L’annuncio sui social non può sostituire il doveroso confronto i cittadini e il Consiglio comunale. I primi hanno votato un sindaco e un programma che diceva tutt’altro, il secondo ha potere di indirizzo che ha manifestato bocciando un ordine del giorno presentato dai consiglieri Caruso, Bennardo e Mauro e sul quale, a difesa della pedonalizzazione di via Roma, furono invitati a intervenire come portavoce dell’allora maggioranza e della stessa amministrazione civica i consiglieri Gianni Iurato e Marco Antoci.

Ogg, con una maggioranza diversa, a trazione Forza Italia, l’amministrazione Cassì-Giuffrida assume una decisione diversa e opposta fuggendo dal confronto democratico con i cittadini, il Consiglio comunale, i residenti, le organizzazioni professionali e di categoria, i portatori d’interesse.
Come già accaduto per il parcheggio di Ibla, sul quale si è tentato il blitz alla vigilia di Ferragosto e si è strozzato un dibattito in Consiglio che poteva sicuramente migliorare le scelte, il sindaco preferisce un post sui social come se la riapertura al traffico di uno degli assi viari più importanti della città fosse un aspetto di ordinaria amministrazione.
E invece è un atto complesso che tocca aspetti che riguardano viabilità, urbanistica, sviluppo economico, sicurezza e la stessa idea di città che vogliamo vivere e lasciare a chi verrà dopo di noi.
Una decisione che, proprio per la sua complessità, meritava anche più sessioni del consiglio comunale, magari con una o più sedute aperte ai cittadini e a quanti potevano arricchire il confronto e contribuire a migliorare la vivibilità del quartiere San Giovanni che interessa tutti.

Ci piace ricordare i passaggi che il programma “Direzione Ragusa 2028” suggeriva come impegno dell’amministrazione e della maggioranza Cassì su via Roma e sulla viabilità: «E alle città europee che dobbiamo guardare perché hanno mostrato i vantaggi della micromobilità elettrica anche in territori con pendenze, hanno attuato quel cambiamento di prospettiva, passando dalla centralità dell’auto alla centralità del pedone che è il fulcro della nostra prossima azione urbanistica».
E poi, più specificamente, su via Roma si prevedeva di riqualificare il tratto da corso Italia alla rotonda Maria Occhipinti e di progettare per la parte già pedonalizzata «un porticato a basso impatto».
Se il programma si chiamava Direzione Ragusa 2028 possiamo affermare che il sindaco sta andando nella direzione opposta a quella votata dai cittadini e affidata alla sua cura e alla sua amministrazione.

Parimenti nel merito è una decisione che riteniamo troppo superficiale anche se, non essendo stati resi noti i particolari (senso di marcia, orari e giorni di apertura al traffico, aree di sosta e di fermata, sicurezza dei pedoni, misure compensative per i commercianti) è impossibile da giudicare.
Sappiamo che andrà rivista la sistemazione delle aiuole, delle panchine, creare gli spazi per il passaggio dei mezzi di soccorso e antincendio, messi in sicurezza i nuovi percorsi pedonali.
In ogni caso segna un ritorno a un passato che non c’è più, un passo indietro rispetto alla storia anche di questa città. Non c’è infatti bisogno di andare a scomodare le città europee e quel che hanno dimostrato per capire che si tratta di una carta della disperazione che l’amministrazione Cassì-Giuffrida sta giocando sul tavolo del quartiere San Giovanni e del centro storico.
Gli studi più recenti, condotti dall’associazione Insieme in Città e dal sociologo Filippo Spadola, ci dicono come il commercio nel centro storico negli ultimi decenni sia cambiato.
Meno attività di calzature, abbigliamento e liste nozze e più attività legate al food, al drink, all’accoglienza (bed and breakfast e alloggi turistici), al commercio etnico.
Far passare le auto aumentando i livelli di smog non crediamo che per le attività esistenti possa aumentare gli scontrini.
Le auto andranno, peraltro, sempre lasciate a distanza nei parcheggi a pagamento e, a questo proposito, diventa ancora più evidente come non rientri nell’interesse della città e dei cittadini l’aver regalato per 32 anni la gestione dei parcheggi di Ragusa a una ditta privata.
Se c’è un’attività che trarrà di sicuro vantaggi è quella della gestione dei parcheggi a pagamento.
Le nuove attività economiche esistenti nel centro storico hanno orari diversi da quelli del commercio tradizionale e, così come avevamo suggerito, poteva essere utile, almeno nelle ore pomeridiane, consentire la sosta gratuita nel parcheggio già comunale sottostante piazza Matteotti.
Siamo certi che la nuova viabilità aumenterà il traffico e lo smog (a danno soprattutto delle famiglie che hanno scelto di abitare il quartiere San Giovanni e il centro storico) mentre non sappiamo quali effetti potranno avere sulle attività economiche.
Ci sarebbe piaciuto conoscere i risultati della sperimentazione dell’apertura al traffico da via Sant’Anna al Ponte Pennavaria mentre i risultati della pedonalizzazione di piazza San Giovanni e di via Mariannina Coffa sono sotto gli occhi di tutti, così come la desertificazione commerciale di via Mario Leggio, corso Italia e del tratto di via Roma lato rotonda Maria Occhipinti, tutte strade aperte al traffico e anche, per corso Italia e via Roma, a doppio senso di circolazione.

Per fare via Roma e il centro storico great again forse ci vuole altro e il recupero della vallata Santa Domenica poteva offrire un’ulteriore occasione per tornare a vivere diversamente questa parte della città.
La nostra immagine di via Roma è quella del cuore del centro storico di Ragusa superiore, una strada che migliori la qualità della vita dei residenti e di chi ha piacere di tornare nei luoghi e negli spazi che hanno segnato pagine di storia della città, una strada piena di persone, di attività sociali, culturali, ricreative, economiche di ogni genere.
Tutto ciò non trova nella riapertura al traffico alcun vantaggio. Occorreva piuttosto inserire via Roma in un contesto più ampio, valutando se fosse il caso di estendere la riqualificazione ad altre aree del centro ed evitando che via Roma restasse il simulacro di un’idea portata avanti senza passione ed entusiasmo.

Ragusa Prossima intende valutare la possibilità di attivare lo strumento del referendum cittadino per favorire attorno alla scelta un dibattito più ampio e consapevole e, soprattutto, per ridare legittimità politica a una decisione non prevista dal programma elettorale votato dai cittadini e che contraddice un atto di indirizzo votato a larga maggioranza (anche da questa maggioranza) in Consiglio comunale.

Ultimi Articoli