A Palermo si lamentano, ma accade anche a Ragusa

di redazione
I deputati regionali del Movimento 5 Stelle lamentano scarsa attenzione per le interrogazioni, stesse accuse che le opposizioni rivolgono all’amministrazione a 5 Stelle di Ragusa

Dopo una delle ultime sedute ispettive, all’Assemblea Regionale Siciliana, i deputati del Movimento 5 stelle, hanno espresso il loro malcontento per la poca attenzione che sarebbe rivolta dal governo regionale alle interrogazioni presentate, arrivando, addirittura, a pensare di non presentare più atti di questo tipo.
Auspicano che il Presidente Ardizzone tuteli l’istituzione e pretenda rispetto per essa. Le risposte sarebbero, quasi sempre, inutili ed evasive, aleatorie, addirittura, in qualche caso, assurde.
“Interrogazioni? Così non servono a nulla. Ardizzone strigli il governo e pretenda risposte serie e il rispetto del parlamento. Continuare così non serve a nulla”, affermano deputati del Movimento 5 Stelle.
“Alcune volte – affermano i deputati Matteo Mangiacavallo e Valentina Zafarana – si ha quasi la sensazione che vogliano prenderci per i fondelli. La quasi totalità delle risposte mira a scaricare a terzi la responsabilità dell’oggetto della richiesta, oppure sono palesemente assurde”.
E’ il caso, ad esempio, della risposta data a Matteo Mangiacavallo che interrogava il governo “sulle sorti dell’istituto superiore statale musicale Toscanini di Ribera. A Crocetta il deputato chiedeva “nelle more della statizzazione degli istituti pareggiati musicali, quali azioni si intendano adottare per evitare la chiusura immediata ed immeritata dell’ISSM ‘Toscanini’, la lesione del diritto allo studio di centinaia di studenti e la perdita del lavoro dei 10 docenti di ruolo”.
“Mi è stato risposto – afferma Mangiacavallo – che la Regione Siciliana non ha competenze in ordine alla statalizzazione. Che è cosa che sapevamo e che non era certo quello a cui mirava l’interrogazione.
Delle due, quindi, l’una: o le interrogazioni alla Regione non le leggono nemmeno, o chi la fa ha seri problemi con la lingua italiana”.
Interpellanza forse neanche letta quella di Valentina Zafarana, che chiedeva la verifica dei requisiti di legge di enti di formazione professionale coinvolti troppo spesso in ruberie e cosa intendesse fare l’assessorato nei confronti di enti che non risultassero no profit e che, quindi, per legge, dovrebbero essere esclusi dall’erogazione dei finanziamenti.
“Ci è stato data una non risposta – ha detto la deputata – e cioè che l’albo dei lavoratori fa riferimento alle persone fisiche e non agli enti, quando è ormai noto come molti degli enti siano società Spa o Srl.
Ed era questo il nodo su cui intendevamo ottenere documentata risposta, ma  evidentemente il governo della rivoluzione preferisce nascondersi dietro ai giri di parole”.
Comprensibile la delusione per le mancate risposte che, quasi sempre, nascondono l’intenzione di aggirare, la problematica sollevata.
Curioso che, a parti invertite, simili siano le rimostranze, già inoltrate in passato, dalle opposizioni del Consiglio Comunale di Ragusa all’amministrazione che governa la città, quella della rivoluzione grillina: nel corso di interventi ufficiali, durante le sedute del Consiglio Comunale, non sono stati pochi i rilievi di consiglieri delle opposizioni che hanno lamentato risposte quasi fotocopia delle interrogazioni e spiegazioni non esaustive sui quesiti posti, rivolgendo appello al Presidente del Consiglio Comunale e al Segretario Generale per richiamare assessori e dirigenti che mostrano, spesso, scarsa considerazione verso interrogazioni e interpellanze dei consiglieri.

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