di Vilnius Nastavnic
Si pensava che fossero stati nascosti ai cittadini solo i fondi distratti della Legge su Ibla e qualche bolletta arrivata in ritardo, ora affiorano tributi speciali non pagati e indennità di esproprio gravate da interessi quasi pari al risarcimento
Non resta che investire in turismo, cultura e beni culturali, vere risorse del territorio
L’interrogativo dominante è uno solo: perché i grillini, che dovevano aprire tutto come una scatola di sardine, ancora dopo due anni e tre mesi di amministrazione ci propinano la melma politica del passato con il contagocce ?
Non sarebbe loro interesse mettere in piazza le cattive gestioni del Comune, come, del resto, documentano, ampiamente, nel corso degli interventi in Consiglio Comunale ?
L’attesa, che, stando ai si dice, sarebbe arrivata al suo epilogo, è per la destinazione dei fondi mancanti della Legge su Ibla, circa 16 milioni di euro, stando ai dati forniti in conferenza stampa dall’assessore al bilancio Stefano Martorana. Cifra destinata ad essere rettificata, perché ogni giorno si scoprono nuovi particolari, pur sempre nell’ambito di una consistente distrazione di fondi, comunque contro legge.
Interessante, oltre all’utilizzo che se ne fece dei fondi, sarà conoscere quali saranno le strategie per rimettere i soldini nel salvadanaio, ma anche perché il misfatto, perché di misfatto si tratta, ha visto la connivenza, di maggioranze e opposizioni che si sono alternate negli anni, nel tenere nascosta la realtà alla città, connivenza che si è allargata anche ai nuovi inquilini di palazzo dell’Aquila. Perché ?
Ostentata indifferenza, soprattutto delle attuali opposizioni, anche per gli 8 milioni e 400.000 euro di risarcimento per le indennità di esproprio dei terreni di Contrada Serralimena utilizzati per i piani di edilizia economica e popolare.
Un debito noto che aspettava la sentenza definitiva della Cassazione per essere riconosciuto, risalente agli anni 1994/1996. Un debito che viene a cadere in un momento di particolare crisi economica e che, con il senno di poi, forse, sarebbe stato meglio pagare in anni migliori per le casse del Comune.
Inutile disquisire ora sulla opportunità del mantenimento del contenzioso, anche se qualcuno ricorda che, ai tempi, qualche cooperativa preferì acquistare il terreno dal proprietario, a prezzo di mercato, per non avere sorprese nel futuro.
Inevitabile poi, non guardare all’elevata cifra degli interessi che, forse, si poteva abbattere non attendendo i tempi lunghi della Cassazione. Non sempre conviene, in Italia, affidarsi ai tempi lunghissimi della giustizia.
Ma se questo debito fuori bilancio è stato accolto, quasi, con nonchalance, lo stesso non si potrà dire per un altro grosso debito derivante dal mancato pagamento, per oltre 10 anni, dal 1999 al 2008, di un tributo speciale per il conferimento in discarica che doveva essere versato alla ex provincia regionale.
Un debito che, per il momento, ammonta, per quota, a 555.000 euro ma che si sa di importo totale di circa 6 milioni di euro. Un debito che gli strateghi finanziari e legali del Comune di Ragusa non ritenevano di competenza dell’ente ma del gestore della discarica, a quanto pare, sbagliando.
Altro non dovrebbe esserci, a meno che negli armadi del terzo piano di Palazzo dell’Aquila, sede, da anni, degli uffici di ragioneria, non ci siano altri scheletri, a parte qualche bolletta di utenze varie che, a questo punto, fa anche pendant.
Resta da sperare un proficuo utilizzo delle royalties, secondo quanto dettato dalla normativa, per cercare di dare nuovo impulso all’economia del territorio che risulterà, comunque, appesantita dalle difficoltà di bilancio e da questi fardelli che, unitamente alla spalmatura su trent’anni dei residui attivi non esigibili, costituiranno peso non indifferente negli anni a venire.
Una nota positiva si avverte nello sforzo dell’amministrazione di investire in cultura, come fonte di promozione e sviluppo, strategia che dovrebbe essere posta sotto i riflettori, anche per impedire sprechi di vario genere come, di recente, avvenuto con i fondi ex INSICEM a livello provinciale, per iniziative che di culturale e di promozione allo sviluppo hanno avuto ben poco.
In fondo, scelte lungimiranti come quelle portate avanti dall’amministrazione, sul turismo, sulla cultura e sulle attività culturali a forte valenza turistica, possono dare vita ad un circuito virtuoso di ritorni per il territorio, un segnale di svolta dopo anni di immobilismo.
