di redazione
‘Orizzonti’: una serie di riunioni per condividere esperienze e soluzioni amministrative
E’ innegabile che occuparsi di politica e di amministrazione in un caldo pomeriggio estivo è segnale di una diversa maniera di intendere la gestione della cosa pubblica
Ai Giardini Iblei di Ragusa Ibla, sono convenuti i Sindaci siciliani del Movimento 5 Stelle, gli assessori e i consiglieri comunali, per una serie di incontri finalizzati a condividere esperienze e soluzioni amministrative.
A Ragusa il Sindaco Federico Piccitto amministra da due anni e l’esperienza accumulata lo rende, per i colleghi del Movimento, fonte inesauribile di consigli e di procedure
Dopo una prima parte riservata al confronto fra i consiglieri comunali e gli assessori del Movimento, l’attesa era tutta per ‘Orizzonti’, l’incontro pubblico fra i Sindaci siciliani a cinque stelle per parlare di come si amministra una città e delle soluzioni che si auspicano per trovare rimedio alle emergenze maggiori che sono, poi, quelle comuni a realtà grandi e piccole.
Erano presenti i neo Sindaci di Augusta, Cettina Di Pietro, Antonio Bevilacqua, Sindaco di Pietraperzia, Domenico Messinese, Sindaco di Gela e Federico Piccitto, mancava solo il Sindaco di Bagheria, Patrizio Cinque.
Introduzione affidata al Sindaco di casa che ha tracciato la sintesi dei primi due anni di amministrazione, evidenziando le difficoltà incontrate e rilevando le criticità maggiori che possono essere risolte, prevalentemente, se non esclusivamente, cambiando le leggi, perché, spesso, l’attività di un Sindaco è limitata dalle normative che impongono scelte e procedure non sempre convenienti per la collettività.
Cettina Di Pietro, nella vita avvocato, da poco più di un mese, amministra la città di Augusta, presa in mano dopo anni di gestione commissariale sopraggiunta allo scioglimento dell’ultima amministrazione per fatti di mafia, dopo venti anni di giunte di sinistra
Un successo, alle elezioni, con il 75% dei consensi e la maggioranza in Consiglio Comunale, che non impediranno, però, la necessità di dichiarare il dissesto, prossimamente, per la critica situazione in cui versano le casse comunali.
Una esperienza difficile per la diffidenza incontrata anche da parte del personale che ha giudicato, in generale, di livello molto basso, con gente senza contratto, assunta per raccomandazioni, che non può e on vuole offrire la collaborazione necessaria per risollevare le sorti del Comune: unica luce in fondo al tunnel, al momento, la certezza che saranno evitate, d’ora in poi, le ruberie, per cui, questo solo fatto, costituisce un risparmio che può stare alla base del programma di risanamento.
Un discorso che ha evidenziato la complessità del ruolo e l’impossibilità di dare risposte sollecite alle aspettative della gente che ha votato 5 Stelle.
Domenico Messinese, neo Sindaco di Gela, la città di Crocetta, è, forse, il più noto dei nuovi amministratori grillini. Ha mostrato una grinta particolare nell’affrontare le problematiche del suo Comune, grinta che ha trasferito nel racconto di quanto fatto nel primo mese di attività.
Sblocco di progetti fermi da anni, revoca di contratti non convenienti per il Comune, recupero dell’evasione tributaria più evidente, revisione dell’appalto per i rifiuti con eliminazione di spese non autorizzate e aggiuntive al capitolato che erano diventate spese fisse.
Provvedimenti per le scuole, progetto per la sicurezza con vigili in servizio fino alle ore 4 del mattino, tutta una serie di scelte che non hanno incontrato sempre condivisione da parte di dirigenti, funzionari e dipendenti ma che hanno mostrato le intenzioni di un pentastellato ‘’di marca’’ nel voler attuare il cambiamento. Ci riuscirà ?
Il Sindaco di Pietraperzia ha evidenziato come le criticità riscontrate nel suo Comune sono identiche a quelle di centri più grossi, mostrando altrettanta grinta nella maniera di affrontare le problematiche.
Al suo arrivo ha trovato impiegati che sconoscevano il MEPA, il sistema per gli acquisti della pubblica amministrazione, che stavano per perdere un finanziamento di oltre un milione per il palazzetto dello sport rimasto senza progetto, ma si è detto fiducioso di riprendere in mano la sua città, come spera avvenga anche per i colleghi.
Dopo gli interventi iniziali dei Sindaci si è sviluppato un dibattito che ha fatto emergere fatti, suggerimenti, proposte e procedure interessanti: Federico Piccitto ha evidenziato la situazione di un Comune come Ragusa che ha 580 dipendenti ma anche 340 per servizi esternalizzati, frutto di scellerate politiche del passato che hanno affidato alle cooperative i servizi essenziali.
Clientelismo organizzato, i cui effetti negativi si riverberano anche sulla questione degli appalti per cui si può anche verificare che una cooperativa sociale possa praticare un ribasso del 100%, non avendo fini di lucro. Ma sorgono anche problemi di proroghe, di appalti contestati, di sprechi, di costi più alti e dell’impossibilità di ricorrere ad assunzioni per il blocco delle stesse con l’instaurazione di una sorta di monopolio per alcuni servizi, che si realizza anche per norme allucinanti come quella dell’avvalimento.
Questo ha voluto segnalare Federico Piccitto per significare l’importanza della necessità di modificare le leggi, per cui diventa essenziale sostenere e far crescere il Movimento 5 Stelle, l’unico che, al momento si preoccupa del cambiamento, vero e reale.
Piccitto ha poi parlato di semplici iniziative, come quella del pass rosa per le mamme in attesa o con figli piccoli, che sono in grado di determinare piccoli ma significativi cambiamenti nella vita di ogni giorno.
Resta l’esigenza di incrementare il consenso attorno al movimento, in questo periodo in forte crescita, per determinare una diversa composizione dei parlamenti regionale e nazionale, al fine di poter influenzare scelte e decisioni che appaiono ogni giorno di più, inderogabili e inevitabili.
Una iniziativa lodevole del Movimento, che deve migliorare la comunicazione, specie per eventi di questo genere che devono attirare molta più gente, anche dello stesso movimento, e devono, inevitabilmente, aprire all’esterno i metup che continuano a dare l’idea di un circolo chiuso, dove i buoni e i migliori stanno all’interno, mentre fuori sono tutti brutti e cattivi.
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