Tema infinito quello delle fumarole sulla fascia trasformata, se ne parla di più a Vittoria perché è il territorio maggiormente coinvolto, tentativi più o meno incisivi di stroncare il fenomeno troppo grande per essere affrontato con mezzi e leggi non drastici.
I politici locali, invece di beccarsi, dovrebbero rivolgersi ai politici di riferimento e chiedere leggi severe e pene esemplari per chi commette reati ambientali: è sotto gli occhi di tutti che la politica, di tutti i colori, non vuole afferrare il tono per le corna.
Se ne ebbe chiara la sensazione quando nemmeno il Ministro dell’Ambiente, 5 Stelle, coinvolto dalla deputata Campo, seppe intervenire concretamente per arginare e bonificare l’area dei Macconi di Acate e di Gela.
Fino a quando non ci saranno leggi che consentiranno di requisire i terreni e le aziende dove si bruciano rifiuti illegalmente, oltre a imporre ai giudici pene severissime ai colpevoli, il fenomeno non potrà essere arginato.
Della questione si occupa, in queste ore, il consigliere Scuderi che accusa di inefficienza sul delicato fenomeno l’amministrazione Aiello, fino ad ora, alla scadenza del mandato, incapace di trovare soluzioni.
Aiello, secondo Scuderi, avrebbe disatteso le promesse in campagna elettorale, limitandosi a comunicati e iniziative senza risultati concreti.
Parla di fallimento politico e amministrativo che dura da anni, anche se con le amministrazioni di destra, a Vittoria, e con quelle della Provincia non ci sono stati, e non ci sono tuttora, analogamente, risultati, se non interventi sporadici
La questione fumarole è anche lo spunto, per Scuderi, consigliere di Fratelli d’Italia, di evidenziare l’ammissione dell’assessore Monello, vecchia cariatide della sinistr vittoriese, che avrebbe ammesso pubblicamente l’incapacità dell’amministrazione Aiello di affrontare il problema.
L’occasione serve per beccare l’avversario politico, ricordando che è lo stesso che, mentre le fumarole bruciavano, si occupava di effimero con scarsi riscontri di pubblico, lo stesso che da amministratore di Vittoria non riuscì a fare nulla perle fumarole, in un periodo caratterizzato, da urbanistica ed edilizia abusiva.
La conclusione di Scuderi che intravede nell’ammissione di Monello, a danno di Aiello, i prodromi di un nuovo posizionamento politico per la prossima amministrazione, ci fa leggere il suo intervento non tanto incentrato sul fenomeno delle fumarole quanto con uno sguardo alle prossime untate della politica cittadina.
E’ l’assessore Peppe Nicastro che replica al consigliere Scuderi : “Ma di cosa parla? Lancia accuse a vanvera. E’ lui in passato a non aver fatto niente pur avendone l’occasione”
La replica dell’assessore Giuseppe Nicastro alle accuse del consigliere Giuseppe Scuderi arriva come una risposta articolata e pungente, che non si limita a ribattere punto su punto, ma ricostruisce anni di responsabilità politiche e di silenzi sul tema delle fumarole.
Un tema che, come ricorda Nicastro, non nasce oggi e non può essere affrontato con slogan o con post sui social.
Secondo l’assessore, le critiche di Scuderi appaiono paradossali proprio perché arrivano da chi, in passato, avrebbe avuto tutte le condizioni per intervenire.
Nicastro ricorda infatti che il consigliere Scuderi ha fatto parte della maggioranza del Partito Democratico durante l’amministrazione Nicosia e, successivamente, dell’amministrazione Moscato, schierata a destra.
«Chi oggi parla non ha mosso un dito quando aveva tutte le opportunità per risolvere questa problematica», afferma l’assessore, sottolineando come in quegli anni le fumarole avvelenassero la città ogni notte senza che Scuderi si esponesse o proponesse soluzioni.
La replica diventa poi un racconto di ciò che l’amministrazione Aiello ha fatto sul campo: controlli notturni nelle campagne, operazioni condotte insieme alla polizia municipale, ai volontari della Protezione civile, alle forze dell’ordine.
«Quando si va nelle campagne di notte si rischia la vita», spiega Nicastro, ricordando che questo rischio è condiviso da chi lavora davvero sul territorio, non da chi “attacca l’amministrazione da dietro una tastiera”.
L’assessore rivendica le operazioni condotte con i carabinieri, l’utilizzo dei droni della Protezione civile per individuare i responsabili, e il lavoro costante della Municipale.
«Noi abbiamo intensificato i controlli e ottenuto risposte concrete che sono sotto gli occhi di tutti», ribadisce.
La replica si allarga poi al contesto politico più ampio.
Nicastro ricorda che Regione, Provincia e Governo nazionale sono guidati da Fratelli d’Italia, lo stesso partito di riferimento di Scuderi.
Eppure, quando il sindaco Aiello convocò i deputati regionali per affrontare il tema delle fumarole, «i loro rappresentanti non si presentarono». All’incontro parteciparono solo due deputati del centrosinistra, Nello Dipasquale e Stefania Campo.
«Cosa ha fatto Fratelli d’Italia per la sicurezza del territorio?», chiede l’assessore, lasciando intendere che la risposta sia evidente.
La conclusione è un invito – o una sfida – rivolto direttamente a Scuderi e al suo gruppo politico: «Se avete qualche alternativa, proponetela. Noi siamo in attesa delle vostre proposte, ma al momento non abbiamo visto niente».
La replica di Nicastro, dunque, non è solo una difesa dell’operato dell’amministrazione Aiello, ma anche un richiamo alla responsabilità politica di chi oggi critica senza aver agito quando ne aveva la possibilità.
Un messaggio che si inserisce in un dibattito acceso, in cui il tema delle fumarole continua a essere uno dei nodi più complessi e urgenti per la città.
