Abbandono indiscriminato di rifiuti: l’esito dei primi controlli

Ha partecipato anche il sindaco Cassì ai controlli sui rifiuti conferiti irregolarmente in città e attivati dopo la stretta che, dal 12 marzo, è stata attivata per normalizzare, soprattutto, il conferimento dell’indifferenziato.
Come accade spesso, comunicazione deficitaria, la ditta Busso, da parte sua, ha pensato bene che qualche 6×3, qualche palina e qualche banner su qualche giornale online significhi pianificazione di una attenta campagna di informazione, peraltro con una immagine confusa, poco chiara e ormai datata nella grafica.
Il Comune, o meglio il sindaco, si è limitato al post sulla sua pagina facebook, per rendicontare l’esito dei controlli.
Era stata annunciata l’azione di 5 squadre, composte da personale dell’ufficio igiene, della Polizia municipale e della società che si occupa del controllo della corretta gestione del servizio.
Come riferisce il primo cittadino, sono stati rivelati atteggiamenti sconcertanti che dimostrano mancanza di rispetto per la città, serviranno tempo e lavoro ma non si tollereranno menefreghismo e l’inciviltà.
Tutto questo, in fondo, si sapeva, esistono sacche, in città, di profonda inciviltà, che viene fuori non solo per l’abbandono dei rifiuti ma anche per la mancata raccolta delle deiezioni dei cani, per il posteggio selvaggio, per alcune manifestazioni di intemperanza giovanile, per un sempre più diffusa resistenza alle regole, quali che esse siano, che si aggiungono ai fenomeni delinquenziali, alle risse all’eccesso di alcool e tanto altro.
Per quanto riguarda il fenomeno del mancato rispetto delle regole per l’indifferenziata emerge un quadro che esula dalle normali preoccupazioni finora esternate: si è pensato che l’abbandono indiscriminato derivi da utenze non registrate, sarà pure vero, ma dallo stesso racconto del sindaco non è emerso nulla di specifico.
Cassì ha scritto di un tizio intento a verniciare, alcune bombolette spray e vernici abbandonate all’angolo (identiche a quelle che adoperava in quel momento) erano state lasciate da altri, mentre lui non riusciva più a trovare il suo mastello spostato chissà dove dalla moglie…
Per un negoziante i rifiuti a suo nome abbandonati in fondo alla via erano stati spostati lì a sua insaputa da qualcuno nella notte, peccato che anche lui fosse sprovvisto di mastelli.
Una signora, seppur in possesso dei mastelli, ha detto di non differenziare e gettare tutto in grossi sacchi solo per pigrizia.
Un professionista ha addirittura abbandonato un sacchetto in strada, salvo poi accorgersi della presenza della squadra dei controllori e portarlo via con sé a mo’ di zainetto.
Bastano questi pochi casi per capire che non è tanto questione di utenza non registrata, quanto di pura inciviltà che deve essere perseguita, con rigore e senza tentennamenti.
Se sarà difficile contrastare legalmente il negoziante che asserisce che i rifiuti sono stati spostati nella notte da ignoti, non potrà essere difficile colpire la signora che non differenzia per pigrizia o il professionista che prima abbandona il sacchetto e poi lo riprende per portarselo altrove.
Di tutta evidenza che si tratta di fenomeni dovuti alla inesistente informazione formazione dell’utenza, peccato originale di questo appalto, che non è stato adeguamente attenzionato e sanzionato.
Indifferibile la ricerca delle utenze non registrate, ma la ricerca degli incivili è cosa di tutt’altro genere.
Comprensibili gli accorgimenti per la legge sulla privacy, ma pensiamo che cancellare in foto gli estremi del destinatario di una busta per spedizioni abbandonata non nel mastello della plastica, sia una attenzione esagerata per il selvaggio che, invece, dovrebbe essere messo all’indice, assieme a tutti gli altri.
Un’altra leggerezza si rileva dal dossier sulla pagina facebook del sindaco, ma sappiamo chi ci lavora e non ci meraviglia più di tanto : c’è un cumulo di rifiuti sotto la targa “area videosorvegliata”.
A questo punto, dovrebbe essere facile identificare, uno per uno, chi ha lasciato i rifiuti, altrimenti sarebbe l’ammissione che la targa è solo un deterrente ma immagini non ce ne sono, il che significherebbe la sconfitta dell’istituzione.
Tutti questi controlli, poi, debbono essere seguiti da un puntuale resoconto delle sanzioni irrogate, anche se con i nomi omessi e con il successivo rendiconto delle somme incassate o dell’esito dell’eventuale contenzioso.
Non dovrebbe andare come con i controlli e le contravvenzioni per gli assembramenti al porto turistico, dei quali non si sa mai nulla, con la conseguenza che si diffonde la sensazione che multe, al riguardo, ne vengono elevate poche.
Per esempio, alla signora che non differenzia per pigrizia, come è finita?
Desidererei saperlo perché sono alle prese con le merendine, la busta di plastica va nel mastello giallo, il vassoio in cartone in quello blu, la bustina trasparente, di nuovo in quello giallo, mi devo documentare se la carta dove restano attaccati residui della merendina va nell’umido o nell’indifferenziato, il tappo del succo di frutta va con la plastica, la bottiglietta di vetro, dopo lavata, nel mastello verde…ma anch’io sono molto pigro, vorrei sapere come mi va a finire se butto tutto in un sacchetto e dove capita capita. Lo chiedo anche per un amico.

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