Come l’acqua cheta, gli effetti derivanti dalla società in house per la gestione dell’idrico integrato, si vedranno nel futuro e sono del tutto imprevedibili.
Se ne è avuta ampia contezza nella seduta straordinaria del Consiglio comunale di Ragusa, convocata su richiesta dei consiglieri, formalmente di maggioranza, Rossana Caruso, Federico Bennardo e Sebastiano Zagami che hanno trovato la condivisione, per la richiesta di convocazione, dei colleghi Podimani, Firrincieli e Bitetti.
Una seduta convocata per discutere della crisi idrica in città, che non doveva occuparsi delle problematiche della società in house per l’idrico integrato, Iblea Acque, che, per la presenza dell’Amministratore Unico di quest’ultima, l’ing, Franco Poidomani, ha visto, inevitabilmente, scivolare la discussione sui tanti temi di polemica che gravano sull’organismo voluto dai dodici sindaci del territorio provinciale.
Come era facile prevedere, una seduta che non ha avuto esiti concreti, né per le problematiche della crisi idrica, in verità ancora poco avvertita a Ragusa, né per quelle della società in house.
Anche perché il livello dominante di scarsa caratura della maggior parte dei consiglieri comunali ha trasformato la seduta in una passerella lungo la quale almeno 15 consiglieri si sono versati addosso parole e domande, senza avere, alla fine risposte, né precise proposte da inoltrare alla società.
Del resto, l’incontro nasceva male, dovendo discutere di crisi idrica derivante dalla perdurante siccità. Una problematica, per fortuna, poco avvertita anella nostra città, c’è solo un abbassamento dei livelli delle sorgenti, preoccupante ma non emergenziale, con le solite emergenze cittadine in determinate zone della città e in una zona limitata di Marina di Ragusa per inquinamento non ufficializzato dovuto, forse, a un guasto.
Occorrerebbe una buona campagna di informazione per educare al risparmio della risorsa idrica, serve, come si sta facendo, identificare nuovi pozzi, servirebbe procedere, senza indugi, alla costruzione di nuovi serbatoi nelle zone di espansione, servirebbe trasparenza nei rapporti con altri enti per la gestione delle acque provenienti dalla diga di Santa Rosalia, sgombrando il campo da ombre sulla gestione della vasca ESA di contrada Palazzola.
Ma, su nessuno di questi punti essenziali si sono fermati i consiglieri, non riuscendo nemmeno a chiedere lumi, immersi come erano nel politichese dei loro contorti e retorici interventi, sulla cosiddetta “acqua gialla” di Marina di Ragusa: l’ing. Poidomani ha parlato di guasto risolto in un paio d’ore, con l’erogazione del liquido subito bloccata, solo eventuali residui sabbiosi si sarebbero inoltrati, per il guasto, da una pompa del potabilizzatore di Camemi, nella rete idrica, con effetti sul quartiere di Marina sovrastante la zona della guardia medica. Di tutta la confusione, per le dichiarazioni alla stampa dell’ing. Poidomani che giudicava l’ ”acqua gialla” non idonea agli usi domestici, per il ritardo con il quale il sindaco, ha chiesto analisi dell’acqua, dopo una settimana, risultati che, peraltro, devono ancora essere comunicati, nessuno si è preoccupato.
E poi si vantano di agire nell’interesse dei cittadini elettori, senza pretendere trasparenza e chiarezza neanche per questioni così delicate.
Per parlare della seduta, preferiamo scorporare gli interventi, palesemente di parte, dei consiglieri di maggioranza, dediti a tutelare iblea Acque e l’ing. Poidomani come espressioni del sindaco Cassì: paradossale che nessun consigliere di maggioranza, soprattutto di quelli ritenuti più competenti, abbia rivolto istanze di chiarezza su argomenti delicati, peraltro ammessi dal primo cittadino per irregolarità nei concorsi e per i pareri legali richiesti sulla posizione dell’amministratore unico.
Coerenti con questa linea, nessun consigliere di maggioranza ha sollevato il problema della enorme esposizione del Comune di Ragusa, nessuno si è scandalizzato per le lungaggini dichiarate per la voltura dei contratti dell’energia elettrica: l’ing. Poidomani ci ha raccontato della gara europea per trovare un gestore nuovo con proposte più convenienti ma nessuno ha eccepito che subito si potevano fare le volture e poi pensare a cambiare gestore.
E abbiamo dovuto ascoltare anche le parole di comprensione di qualche consigliere che ha fatto notare come anche un privato, per avere una voltura deve aspettare mesi.
Nessun consigliere di maggioranza ha eccepito nulla sulla squadra dei dodici sindaci tutti corresponsabili di un avvio della società e di scelte del tutto discutibili, come, peraltro, discutibili sono considerate, in via riservata, fra molti di loro.
Ma eccepire qualcosa sarebbe andato contro la linea di Cassì e, allora, silenzio.
La vicepresidente del Consiglio comunale, Rossana Caruso, promotrice della seduta straordinaria, ha solo chiesto lumi sulle perdite idriche in città, il consigliere Bennardo ha generalizzato in apertura, senza particolari rilievi, il consigliere Zagami è stato autore di un intervento soft, che ha esaltato il lavoro degli uffici e del personale che ha avuto modo di trovare estremamente disponibili, con domande rituali, assolutamente non polemiche.
Il capogruppo Antoci, nella consueta veste di centurione di Cassì, l’ha buttata in polemica, i suoi non hanno bisogno della stampa, c’è chi ha speculato, non c’è crisi idrica ma solo un calo delle risorse, ma le minoranze non hanno speculato sulla crisi idrica, la seduta è stata chiesta dai suoi colleghi di maggioranza.
Anche il consigliere Galifi si è detto fiducioso e ottimista, parlando anche di una perdita idrica, a Cisternazzi, che segnala da gennaio, ma per un consigliere di maggioranza è normale non denunciare un tale ritardo per un intervento.
Altro intervento di parte quello della consigliera Occhipinti che, dopo aver giustificato le lungaggini per la voltura dei contratti luce, si è profusa in elogi per la società e il suo personale, in numero limitato perché sarebbe stata fatta ostruzione per i concorsi, dimenticando che, per ben due volte, il sindaco ha ammesso irregolarità e necessità di rifare tutto.
In chiusura degli interventi, ne abbiamo omesso qualcuno per la totale assenza di una minima valenza, l’assessore Giuffrida ha voluto ribattere alle accuse di immobilismo dell’amministrazione per l’idrico, fino a dove erano consentite le competenze, poi passate a Iblea Acque.
Ha ricordato gli importanti interventi per il potabilizzatore di Camemi, messo in esercizio dopo anni, l’acquisizione dei pozzi ASI e il collegamento con il serbatoio di Bruscè, a cui stanno per seguire, altri collegamenti, il ripristino e la messa in funzione di un denitrificatore, i progetti per alcune reti idriche e fognarie nelle contrade, rammentando che molte competenze sono ormai dell’ATI e della società iblea Acque.
Alla fine, per i consiglieri di maggioranza, tutto e normale, non c’è crisi idrica né disservizi della società che, per giudizio unanime, opera al meglio delle sue attuali possibilità. Non c’era nemmeno bisogno della seduta.
In altra parte del giornale, ci soffermeremo sugli interventi dei consiglieri di minoranza, fra i quali anche interventi non necessariamente ostili a Iblea Acque, e sull’intervento finale dell’Amministratore Unico di Iblea Acque, l’ing. Poidomani.
