Si rileva una netta contraddizione fra la posizione del Sindaco Cassì, espressa tramite un comunicato stampa, in linea con il suo intervento nel corso dell’incontro alla Provincia, con una netta condivisione per il progetto di impianto del parco eolico off-shore al largo della costa ragusana, e l’adesione sottoscritta per l’opposizione inoltrata alla Capitaneria di Porto, con contestuali osservazioni, come consentito dall’avviso emesso dalla stessa Capitaneria.
Nel suo comunicato successivo alla riunione tenutasi alla Provincia per dibattere sulla questione del parco eolico offshore, che dovrebbe sorgere di fronte alle coste ragusane, il sindaco di Ragusa Cassi aveva confermato la sua sostanziale approvazione nei confronti di un progetto che non considerava impattante per il territorio, comunale in particolare.
Per poter giudicare il progetto di 50 turbine eoliche, da collocare ad una distanza minima di 27 km dal litorale di Scicli, a 32 km di distanza minima da quello di Marina di Ragusa, aveva consigliato di leggere la relazione della Consultant Tecnoconsult Engeneering Constraction srl, che spiega nel dettaglio l’intervento e i possibili effetti sotto diversi punti di vista, da quello naturalistico a quello archeologico, per il comparto della pesca e per quello del turismo.
In particolare, stigmatizzava le critiche ricevute per il suo silenzio su una importante questione che poteva avere riflessi negativi sul turismo locale, addebitato a sterili strategie elettorali.
Dalla relazione, di parte, si evincerebbe, secondo il sindaco Cassì, un impatto nullo, nessun danneggiamento per qualcosa che, ad occhio nudo, sarebbe praticamente impercettibile.
Citava anche Legambiente che si è espressa a favore dell’impianto, e riferiva che dall’incontro era scaturita solo una richiesta di proroga del termine stabilito, anche in considerazione di probabili irregolarità della procedura amministrativa (mancata notifica al Comune di Ragusa).
Va precisato che le pale eoliche sarebbero ancorate in acque internazionali, ma occorre l’autorizzazione dei territori per il passaggio dei cavi sottomarini e in terraferma, oltre che per la centrale di trasferimento dell’energia sulla terraferma.
La richiesta è per una concessione demaniale marittima di anni 30 per la realizzazione di un impianto Eolico off-shore denominato “SCICLI” formato da 50 aerogeneratori, ubicato nel tratto di mare tra la Sicilia e l’isola di Malta antistante Scicli (RG), con opere di connessione a terra per il collegamento alla RTN ricadenti nel Comune di Ragusa. L’area complessiva richiesta in concessione è di 266.690.669 m2.
L’energia prodotta da N. 50 turbine eoliche (WTG) verrà convogliata in due sottostazioni elettriche offshore di tipo galleggiante, attraverso n. 15 linee provenienti dai sottocampi eolici (formati ognuno da gruppi di 3-4 turbine eoliche). Partendo dalle sottostazioni offshore, l’energia verrà trasportata, tramite cavidotti sottomarini lunghi circa 58 km, sino al punto di giunzione a terra posizionato sulla costa ad est di Marina di Ragusa. Da qui i cavidotti terrestri, dopo un percorso di circa 18 km, si collegheranno alla stazione d’utenza in prossimità della centrale elettrica TERNA posizionata a sud-ovest dell’abitato di Ragusa. Le richieste di autorizzazione vanno inoltrate alla Capitaneria di Porto che le trasmette alle singole amministrazioni locali, concedendo 30 giorni per l’invio di osservazioni/opposizioni: trascorso tale termine, la Capitaneria può procedere alle autorizzazioni, non tenendo conto delle osservazioni/opposizioni, ma a seguito delle riserve presentate dai Comuni, c’è la possibilità per questi di adire le vie legali ove si ritenga il territorio danneggiato.
Il sindaco ha difeso una scelta di principio, se a favore delle energie rinnovabili, dell’indipendenza energetica da altre Nazioni, “a condizione che gli impianti ricadano nel territorio di qualcun altro? Quante volte abbiamo ascoltato il ritornello delle grandi potenzialità energetiche della Sicilia, sotto il punto di vista eolico e solare, salvo poi lamentarci che nulla viene fatto? Quante volte abbiamo guardato con ammirazione alle tecnologie energetiche del Nord Europa salvo poi blindarci dietro No a priori quando siamo noi a essere chiamati in causa?” ha scritto.
Dichiarandosi palesemente favorevole al progetto, ha solo ammesso che, in ogni caso “dovranno essere previste delle adeguate misure compensative a beneficio del territorio.
A questo punto sorgono notevoli perplessità sulla posizione del Sindaco Cassì, dal momento che questo scrive alla gente, con un comunicato stampa, ma ben diversa è la posizione del Comune di Ragusa, sottoscritta dall’Assessore all’Urbanistica per conto del Sindaco di Ragusa.
La nota, firmata dai rappresentanti di Diprosilac, Comune di Vittoria, Comune di Scicli, Comune di Pozzallo (quest’ultimo solo per la richiesta di proroga dei termini per le osservazioni), Legacoop, UIL sicilia, Confagricoltura, Confartigianato, Consorzio Monti Iblei, CNA Ragusa, Sicindustria Ragusa, dagli onorevoli Dipasquale e Ragusa, dalla Fondazione Sorella Natura, e appunto dal Comune di Ragusa, ha per oggetto osservazioni/opposizione avverso la concessione demaniale per la realizzazione dell’impianto in questione.
In una articolata missiva, di ben 9 pagine, che non è solo richiesta di proroga, come dichiarato dal sindaco Cassì, si specifica che il punto di giunzione sulla costa a est di Marina di Ragusa ricade all’interno della Riserva Naturale Macchia Foresta del Fiume Irminio, nonché dell’Area Protetta “Fondali della Foce del Fiume Irminio”.
Il progetto prevede quindi l’utilizzo del mare territoriale, e di parte del territorio in terraferma, per cui si ritiene assolutamente necessario, nonché fondamentale e imprescindibile, in virtù di ogni ragione di tutela del territorio, sotto il profilo paesaggistico, ambientale, economico- turistico, nonché di sicurezza collettiva, formulare opposizione per i citati motivi.
Fra le motivazioni, che si possono meglio leggere, per averne contezza, nell’allegata lettera firmata, l’impatto ambientale sull’ecosistema della Riserva della Foce del Fiume Irminio, sul quale il punto progettuale è estremamente carente ed evasivo, l’impatto ambientale sull’ecosistema marino, l’impatto sull’attività di pesca, l’impatto paesaggistico, quello economico turistico.
La missiva si chiude con la rilevazione, da parte dei firmatari, per l’assoluta genericità e il pressapochismo con cui, in sede progettuale, i vari profili di impatto sono stati illustrati, per cui è necessario un approfondimento tecnico in tal senso.
A questo punto è lecito chiedersi perché viene sottoscritta l’opposizione per poi, in un comunicato stampa successivo, mostrarsi favorevole al progetto. Sempre i misteri della comunicazione di palazzo.
