Sarà, forse, perché chi scrive non è iscritto all’ordine dei giornalisti, ma riuscire a commentare una seduta di consiglio comunale, anche solo per l’informazione online, è diventata un’impresa.
Sembra di raccontare una storia di alieni, si assiste ad uno spettacolo incomprensibile, farcito di strategie strane che non mostrano nessun interesse per la città e per la collettività, ipotesi, del resto che sono sempre sbandierate ma mai dimostrate.
Si inizia la seduta con la sollecitazione alla puntualità da parte di elementi delle opposizioni che, però, restano fuori dalla porta per provocare la mancanza del numero legale.
Questa è ormai una costante, dal momento che è pienamente acclarato che i quindici consiglieri grillini, quando ci sono tutti, non bastano per aprire la civica assemblea.
Dopo un’ora dal primo appello, si dà inizio alla seduta con 24 presenti, intervengono, per le comunicazioni, alcuni consiglieri delle opposizioni, con la solita retorica per la mancanza di una maggioranza, per far risaltare che la seduta si apre per la presenza delle opposizioni, senza però dire che le opposizioni aprono la seduta per le comunicazioni e non aspettano altro di far mancare il numero legale per andare a casa senza produrre nulla, come accaduto altre volte e come si stava verificando anche ieri.
La dimostrazione che tutto è preordinato è nelle parole di un consigliere che si tradisce (basta ascoltare la registrazione della seduta) e dice: “domani dovremo parlare di PRG”. E’ lo stesso consigliere che, poco dopo, chiederà la verifica del numero legale, poi ritirata perché derubricata a richiesta di rinvio da parte di altra componente politica che, stando ai si dice, oggi 16 maggio, sarebbe stata assente.
Ci sono accenni sull’argomento all’Ordine del giorno, al PRG, qualcuno, pur appartenendo alle posizioni politiche dell’ex sindaco, protagonista dell’espansione edilizia dei PEEP, ne prende le distanze in nome della difesa dell’ambiente e del suolo, altri salutano con scarsa convinzione l’esame di un PRG che è atteso da oltre 10 anni, passato fra i balletti dell’art. 48, della delibera 77, del piano paesaggistico, del consumo di suolo zero e di altre amenità che ci hanno fatto compagnia, con la piena complicità delle opposizioni, in questi anni, nei quali si è consolidata l’affermazione di un tecnico degli uffici comunali preposti che ha affermato, una volta, in pubblico: “A nessuno interessa mai mettere un punto fermo in urbanistica e fissare delle regole, perché fino a quando non ci sono regole certe e definite restano possibilità di interpretazioni e margini di azione che altrimenti sarebbero impossibili”
E mentre si diffondono in aula le fotocopie delle ultime delibere relative a piani costruttivi dell’ultimo momento, quasi sempre destinati ai soliti personaggi eccellenti del panorama imprenditoriale edilizio della città, si va avanti, come sempre, senza battaglie e senza barricate, concludendo che, mancando sia l’assessore che il sindaco, che dovrebbero relazionare sull’argomento, per amore della città è meglio uscire dall’aula.
C’è pure l’intervento di chi sbraita per i ritardi sulla materia, chi sbandiera la delibera per gli ultimi piani costruttivi, ma si premura a evidenziare, se ancora ce ne fosse bisogno, che si è pronti ad ‘aiutare’ l’amministrazione per un patto di responsabilità, naturalmente in nome dell’interesse e del bene comune, ma questa è una precisazione che aggiungiamo noi, del tutto inutile e pleonastica.
Poi c’è il siparietto finale, con il consigliere D’Asta che chiede la verifica del numero legale, dando seguito, implicitamente, alle parole della collega Migliore che diceva che era meglio uscire dall’aula, mentre il consigliere Lo Destro propone una sospensione per riunire i capigruppo e valutare l’opportunità di un rinvio della seduta a data da destinarsi.
Tutto va secondo i piani delineati dal gruppo misto di Tumino e Lo Destro, dopo che gli stessi catechizzano i colleghi c’è una formale riunione dei capigruppo, dopodiché la seduta viene rinviata.
Sembrava tutto scritto, ma non lo era, o no ?
