Allarmismi inutili e disservizi evidenti: ma chi sono i responsabili dei vari servizi?

Il teatrino delle opposizioni ha svelato ormai le sue caratteristiche, peraltro note anche dalla precedente consiliatura.
Si coglie al volo qualsiasi segnalazione, anche di fonte ignota, ci si aggrappa ad anonimi post sui social, si cerca di sollevare polveroni per questioni inesistenti.
Non è questa la sede per disquisire sul livello dell’opposizione, più o meno strumentale, che viene orchestrata, quasi sempre, in maniera disordinata e scomposta, dai soggetti perdenti, da quelli in ombra politicamente, anche all’interno delle rispettive formazioni politiche, da quei soggetti più inclini all’allarmismo e alle questioni inesistenti che alle vere emergenze della città.

In questi giorni si è tentato di sollevare il caso della crisi idrica che non c’è, svolazzando fra quartieri, da Selvaggio a Bruscè, dal centro storico ai quartieri che non ci sono.
Ma, nonostante gli allarmi e le segnalazioni, l’assessore conferma che disservizi non esistono, né sono pervenute segnalazioni agli uffici comunali.
Si fotografano autobotti che portano acqua nella zona Selvaggio, dove insistono criticità relative agli impianti interni, già verificate, accertate e attenzionate, per quanto di competenza, dagli uffici comunali.
Si tratta di edifici IACP, dove la manutenzione scarseggia, dove addirittura sono stati installati impianti di pompaggio abusivi, privati, per migliorare l’erogazione in singoli appartamenti.
Ci sono di mezzo anche i concorrenti della coop Pegaso, che si occupa dell’idrico, soggetti che tentano, da anni, di screditare il lavoro della ditta che si è aggiudicato il servizio: addirittura, pare, che in occasione del tentativo di un consigliere di accedere all’impianto Lusia, per dei campionamenti non autorizzati dell’acqua, fossero presenti esponenti della cooperativa concorrente.
Pare ci siano stati anche giornalisti che hanno intervistato la gente sui presunti disservizi idrici ma non hanno ricevuto conferma degli stessi, nessuno ha evidenziato problemi di acqua.
Nelle segnalazioni non si parla mai di casi specifici, con nome e cognome degli utenti, ma si fa riferimento ad aree vastissime come quella di Bruscè che comprende la parte alta di via Archimede, viale Europa, viale delle Americhe, via Colleoni, Cisternazzi, l’ospedale nuovo, il selvaggio, via Psaumida, migliaia di utenze dove 10 o 20 segnalazioni di disservizi possono anche starci, ma queste stesse non ci sono.
Nella mattinata del 29 agosto, solo disinformazione, situazione assolutamente normale, nessuna segnalazione, solo l’accorgimento, comune ad altre giornate festive o di eventi particolari, di dare più acqua nelle ore centrali della giornata di festa, spostando l’inizio dell’erogazione dalle 7 alle 9.

Ma, accanto alle segnalazioni strumentali e agli allarmismi, ci sono anche le segnalazioni degne di nota, che non possono essere messe da parte.

Il consigliere del Movimento 5 Stelle, Firrincieli, mostra le foto delle indecorose condizioni della vasca di piazza Poste, lasciata in queste condizioni proprio nel giorno della Festa del Santo Patrono.
Acqua putrida, torbida, con rifiuti di ogni tipo, più o meno galleggianti.
Un problema vecchio, che si ripropone puntualmente, anche al tempo dell’amministrazione grillina c’erano le stesse segnalazioni.
Il consigliere, molto semplicemente, sollecita un piano di interventi per evitare che si verifichino queste condizioni, niente di più sacrosanto.
Ma a questo punto, anche in questo caso, vorremmo avanzare degli interrogativi, non al singolo assessore ma all’amministrazione nel suo insieme.
È un argomento delicato, perché la casta dei dipendenti comunali, che comprende anche i dirigenti, si scandalizza quando viene tirato in ballo l’impiegato che scrive la determina sbagliata o che non programma in maniera efficace gli interventi sul verde o non controlla gli orari dei gabinetti pubblici.
Ma è anche vero che non ci può essere un assessore che esce di casa, la mattina e controlla, per esempio, la villa di via Archimede, la villa Margherita, i giardini iblei di ibla e i marciapiedi della città per verificare se il verde è tutto a posto. Ci vorrebbero 20 assessori che si dedicassero solo ai controlli.
Più naturale sarebbe che un dirigente organizzi il lavoro e anche i controlli: se c’è una fontana ci deve essere chi se ne occupa, per la pulizia, per la manutenzione, lo stesso vale per l’impianto sportivo, per il verde, per l’idrico e per tutti i servizi comunali.
Più sono i siti da controllare, più personale serve, se non si possono fare assunzioni ci si può rivolgere ad associazioni, volontari, cooperative sociali.
Se non esiste un piano di controllo di questo genere malissimo hanno fatto gli assessori del passato, peggio gli attuali che potrebbero mettere a posto la situazione.
A meno che non ci dicano che è compito e responsabilità dell’amministratore delegato e allora ben vengano le segnalazioni come quella di Firrincieli che si sostituiscono alla azione, che sarebbe normale, del dipendente comunale che dovrebbe anche denunciare le sue segnalazioni ignorate.
C’è anche una considerazione da fare, può darsi che il dipendente comunale sbagli la determina perché eccessivamente caricato di lavoro, non si accorge dello stato della fontana perché impegnato in mille altre incombenze, non si accorge del verde cresciuto eccessivamente perché impegnato in altri lavori.
Occorre fare luce sull’origine delle criticità e organizzare meglio gli uffici, se non si può provvedere in maniera opportuna meglio togliere questi orpelli che non si possono mantenere: via le aiuole, limitiamo il verde, chiudiamo i bagni pubblici, eliminiamo fontane e vasche.
Meglio il decoro che situazioni impresentabili e per arrivarci si deve tentare di tutto, semplici accorgimenti per i vari servizi servirebbero, oltre tutto, ad eleminare la residua opposizione, assai ridotta numericamente, che è precipitata in questo vortice di banalità e di rilievi strumentali, mancando dei minimi requisiti politici per contrastare efficacemente gli avversari politici.

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