A Ragusa, come per altre città, la politica ha eliminato enti ed istituzioni, dalla Provincia al Consorzio per l’Area di Sviluppo Industriale, dalla Banca d’Italia alla Camera di Commercio, molti enti sono ridimensionati, gli stessi sindacati sono accorpati con la provincia di Siracusa, le istituzioni sono ridimensionate nel contesto di riforme e di risparmi di spesa.
Prima o poi toccherà anche al Consiglio Comunale, il massimo consesso cittadino che viene depauperato delle sue funzioni classiche e soffre della composizione frutto di una classe politica non più adeguata ai tempi.
Ne abbiamo contezza da una risposta dell’Ufficio Ispettivo del 3° servizio, Vigilanza e controllo degli Enti Locali, dell’assessorato Regionale agli Enti Locali, elargita ai consiglieri comunali Tumino, Iacono, Morando, Migliore e D’Asta che avevano denunciato presunte illegittimità nel procedimento di variazione del bilancio 2016, chiedendo se fossero ravvisabili responsabilità in ordine all’operato della Giunta, degli Uffici comunali, dei Consiglieri comunali e del Segretario Generale.
Si tratta di una delle tante mosse adottate dai consiglieri delle opposizioni per contrastare i procedimenti adottati, negli ultimi giorni dell’anno, in ordine alle note variazioni di bilancio.
Per inciso, ancora una volta, il competente Ufficio Ispettivo, decreta il non luogo a procedere contro gli atti e i provvedimenti della Giunta Piccitto, rigettando le istanze dei consiglieri di opposizione.
In sostanza, per spiegarlo alla gente comune, secondo l’assessorato agli enti locali, sono infondati gli allarmi lanciati dalle opposizioni contro l’amministrazione Piccitto che, fino a ora, secondo i risultati di tanti procedimenti ispettivi, si muove nel solco della normativa, facendo cedere nel vuoto eccezioni di illegittimità e irregolarità.
Per i consiglieri che hanno presentato ricorso al TAR e per quelli che hanno presentato ricorso alla Corte dei Conti, non resta che attendere l’esito dei relativi procedimenti.
In questa sede, oltre a segnalare che la denuncia dei consiglieri citati all’Assessorato agli Enti Locali non ha prodotto gli effetti sperati, inficiando di fatto le aspre contestazioni rivolte all’amministrazione e al gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle, ci preme evidenziare un passo della nota regionale in cui si sottolinea, come più volte fatto rilevare in Commissione e in Aula dal dirigente comunale, dr. Cannata, che recita testualmente: “con i nuovi principi contabili dettati dalla disciplina introdotta dal d.lgs 118/2011 c.d. armonizzazione contabile e con l’applicazione della competenza finanziaria potenziata SONO MUTATE ANCHE LE REGOLE PER LE VARIAZIONI DI BILANCIO per le quali sia le competenze che i termini hanno subito una notevole differenziazione rispetto ai tempi passati ……… alla precedente competenza primaria del Consiglio Comunale di approvare le variazioni di bilancio, E’ STATA INSERITA QUELLA DELLA GIUNTA e quella dei responsabili dei centri di spesa o del responsabile del servizio finanziario”.
Quest’ultimo particolare era stato anche specificato in Commissione dal dott. Cannata, evidentemente i consiglieri di opposizione non ne hanno tenuto conto, colpevolmente, proseguendo nella loro azione di denuncia.
Ma l’assessorato agli enti locali aggiunge anche, oltre a sottolineare che la Giunta Municipale può approvare variazioni di competenza del Consiglio Comunale, in via d’urgenza, con opportune motivazioni, non riesce a condividere l’aspetto di irregolarità denunciato dagli istanti, e conclude, affermando che: “ E’ di tutta evidenza che la successiva riproposizione e approvazione dell’atto deliberativo con cui è stata effettuata da parte del Consiglio Comunale la ratifica delle variazioni in oggetto, che risulta impugnata dinanzi al TAR, si stato UN ATTO OBBLIGATORIO sotteso ad assicurare le obbligazioni eventualmente sorte sulla base della deliberazione non ratificata.”
Anche questo ultimo particolare fu esposto con estrema competenza dal Segretario Generale, in risposta ad una delle tante pregiudiziali che furono opposte, nella seduta di Consiglio comunale, dalle opposizioni, nella disperata e vana battaglia che si vollero intestare per contrastare, a questo punto, in maniera poco fondata, l’amministrazione Piccitto.
La risposta alla denuncia, da parte dell’Assessorato Regionale ci mette davanti alla realtà di nuove normative che hanno ulteriormente ridotto le competenze e i compiti esclusivi del civico consesso, sempre più ridotto ad un mero organo consultivo, spesso non vincolante, qualche volta istituzionalmente solo ornamentale e ridotto a fonte di spese che non risultano adeguate alla produttività e ai risultati.
Ne abbiamo avuto la riprova per l’ultima seduta, originariamente convocata alle ore 18 del 1° marzo 2017, rinviata due volte per mancanza del numero legale, iniziata, per il rotto della cuffia, con 12 consiglieri, il minimo richiesto dal regolamento, solo grazie alla presenza in aula del consigliere di opposizione Chiavola, proseguita addirittura fio alle ore 3 del mattino del giorno 3 marzo, per un totale di 2 gettoni di presenza e n. 3 esoneri lavorativi per i presenti, il tutto per una sola seduta.
Un Consiglio Comunale che ha visto assenze numerosissime per legittimi motivi, di lavoro, di salute, ci sarà stata pure qualche assenza strategica, ma non vale nemmeno la pena di disquisire sulle assenze perché si cadrebbe, inevitabilmente, sul personale.
Sta di fatto che le convocazioni sono tenute pochissimo in conto, vada per le assenze dovute a motivi di salute e personali, ma inammissibili sono le assenze giustificate per esigenze di lavoro che le normative tutelano adeguatamente.
Il risultato è quello di un gruppo consiliare dei 5 Stelle che, già senza maggioranza numerica, non riesce ad assicurare nemmeno il minimo numero legale, non riesce a mettere insieme nemmeno 12 componenti.
Più fallimentare la presenza delle opposizioni che, anche messe insieme alla buona, con un mélange che si distingue, comunque, per la mediocrità, ha visto un triste epilogo nella seduta in questione, dove alla fine è rimasta solo Sonia Migliore, con la collega Nicita, a sbattere contro il muro di gomma dell’amministrazione che fra nuove normative, maggioranza numerica comunque messa insieme e funzionalità degli atti presentati, pur di fronte a qualche tentativo isolato di resistenza interna al gruppo, marcia senza ostacoli, come una locomotiva che, talvolta sbuffando, talvolta ansimando, pare abbia un respingente anteriore che spazza via ogni ostacolo, con il solo disagio di andare dormire più tardi del solito.
C’è chi se ne va, c’è chi addirittura non viene, gente come Giorgio Massari, quasi fino alla fine, come Sonia Migliore, fino alla fine, tentano di opporre argomentazioni, sicuramente consapevoli che non otterranno risultati, vuoi per i numeri, vuoi per la reale impossibilità di ottenere ragioni.
In queste condizioni, a che cosa serve tenere in vita un Consiglio Comunale se non per erogare gettoni di presenza, per l’esonero lavorativo e per qualche secondario privilegio ?
