Altro intervento sulla emergenza rifiuti, il consigliere di Ragusa Prossima offre il suo taglio che non tocca né il Sindaco né la SRR

Intervento del consigliere Gianni Iurato, del gruppo Ragusa Prossima in Consiglio comunale a Ragusa, per dire la sua in tema di emergenza rifiuti.
Un taglio fedele alla sua opposizione propositiva che tocca anche, invero, con molto anticipo, la questione appalto per la raccolta dei rifiuti.
Per Iurato i sindaci debbono alzare la voce contro la regione, devono organizzarsi per dare vita a una mobilitazione complessiva allo scopo di inchiodare il governatore regionale alle proprie responsabilità.
“In assenza di un piano regionale dei rifiuti realmente operativo, diventa davvero difficile potere contare su una visione complessiva per quanto riguarda la gestione futura” dice Iurato che aggiunge: “Le Srr, compresa la n.7, quella dell’area iblea sono state lasciate da sole nell’affrontare i disagi derivanti dall’emergenza rifiuti.
La Regione dovrebbe indicare alle varie Srr quali le strategie da individuare ma dovrebbe predisporre l’attivazione di strutture specifiche che consentano di completare il ciclo dello smaltimento dei rifiuti senza che le une si sovrappongano alle altre, senza, cioè, creare degli inutili e antieconomici doppioni in territori vicini”.
Secondo Iurato, dunque, senza un preciso impegno, anche nell’erogazione di fondi ad hoc, da parte della Regione, difficilmente si potrà arrivare alla classica quadratura del cerchio.
Poi Iurato parla di una situazione poco chiara che desta non poche perplessità: “… un rischio non da poco in quanto i rifiuti, lasciati per troppo tempo all’interno degli autocompattatori, oltre ad emettere gas nocivi, possono fare i conti con l’avvio di autocombustione. Ecco perché spesso gli stessi sono scaricati di notte…”
Ma di cosa parla ? dove sono scaricati i rifiuti ?
Aggiunge di un problema ambientale, sanitario ma anche tecnico, ma si dovrebbe fare massima chiarezza su quanto dichiarato.

In una seconda parte del suo comunicato, Gianni Iurato affronta, ci pare con molto anticipo, la scadenza dell’attuale servizio di raccolta dei rifiuti urbani tramite differenziata.
Dice tra qualche messe, ma ci sembra che l’appalto era di sette anni e, quindi, ne abbiamo almeno per altri tre o quattro anni, che non sono pochi.
Quanto alle sue considerazioni sul fatto che sarebbe opportuno rivoluzionare completamente l’attuale capitolato, ci trova del tutto d’accordo.
Quindi ben vengano le isole ecologiche, i mega contenitori ad apertura elettronica personalizzata, che consentono anche il controllo del contenuto per singolo utente.
Per Iurato è una sfida che l’amministrazione comunale dovrà cercare di intestarsi, anche se, per i tempi, sarebbe meglio lasciare la cosa al prossimo sindaco, che potrebbe essere anche Cassì.
Giuste le osservazioni del consigliere Iurato, servirà prevedere appositi servizi per la bonifica delle discariche abusive, quello della scerbatura delle strade cittadine è già previsto ma non viene eseguito a norma, nel silenzio generale di maggioranza, opposizioni e opposizioni propositive.
Sacrosante le osservazioni sul DEC, questo mistero gaudioso che dovrebbe sovraintendere, super partes, all’adempimento degli obblighi contrattuali, un partner che dovrebbe – come dice Iurato – tagliare il capello in quattro rispetto alla qualità del servizio di raccolta rifiuti previsto nel bando e al raggiungimento degli obiettivi prefissati nel bando, ma del quale non si sa nulla sull’attività, fin dal suo insediamento, peraltro in una condizione del tutto surreale dove il controllore è lo stesso che ha redatto il piano di raccolta differenziata dei rifiuti.
Quanto a pensare che il consiglio comunale sia coinvolto per le sue competenze, ci permettiamo non condividere la cosa relativamente all’attuale consiglio comunale: considerato che a giungo 2023, comunque, sarà eletto un nuovo consiglio comunale, sarebbe opportuno lasciare alla nuova assemblea le scelte di competenza, per non incorrere nell’attuale situazione per la quale un sindaco, una giunta e una maggioranza consiliare si trovano a dover avere a che fare con scelte di altro sindaco, di altri assessori e di altri consiglieri.
Anche perché, stando alle attuali tendenze, ci sarebbe il solito tavolo di confronto fra partiti, associazioni di categoria, sindacati, uomini di cultura, autorità e assimilati vari, dagli esiti tutti da verificare come per tante altre questioni che sono poi decise da chi governa.

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