Superata l’emergenza rifiuti, almeno così si comprende dal nuovo tipo di comunicazione di Palazzo dell’Aquila e della ditta Busso, comunicazione sonora, forse come la fanno al nord, e chi è stato al nord la porta da noi.
Se di buon mattino per strad si sente il rumore di bottiglie che dai mastelli o dai contenitori condominiali sono scaricati nei compattatori, allora stanno ritirando, come da calendario, il vetro, l’emergenza rifiuti è stata superata. Non c’è altro modo per averne contezza, stante il silenzio della comunicazione che pure, il giorno prima, aveva annunciato il ritiro normale della plastica.
Ma questi, per i pochi attivissimi consiglieri delle opposizioni, ormai ridotti a due tre esemplari, sono dettagli, si passa subito ad altri argomenti di opposizione.
Il capogruppo del Movimento 5 Stelle Firrincieli solleva, stamattina, il problema del rifornimento idrico nelle contrade.
Vogliamo premettere un interrogativo: chi ha deciso di abitare in una contrada, in un immobile rurale o in una casa costruita con regolare licenza edilizia, o comunque sanata, sa che non c’è la rete idrica.
Mettendo da parte, per un attimo, le questioni relative ai piani di recupero che dovrebbero mettere le contrade nelle stesse condizioni del centro abitato, in quanto a fognature, strade, illuminazione, rete idrica e quant’altro previsto per le zone abitate, chi abita nelle contrade ha diritto per legge al rifornimento idrico o è una agevolazione comunale in uso consueto ?
Perché se ne ha diritto per legge, occorre inoltrare una specifica denuncia contro il Comune che non provvede come prescritto dalla Legge, se è una agevolazione può essere che, in un momento di emergenza si soffre, come soffrono i residenti in città.
Il gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle dovrebbe preoccuparsi di chiarire le cose, perché se la gente ne ha diritto e aspetta dalla fine di marzo è uno scandalo che deve essere denunciato, se la gente ne ha diritto occorre che sia messa in condizione di andare negli uffici e ritirare un buono per una autobotte che dovrà pagare il Comune.
