Anche Italexit per l’Italia di Ragusa si sofferma sulla situazione della sanità iblea, senza richieste forti

Anche il coordinatore provinciale di Ragusa di Italexit per l’Italia si sofferma sui mali e sulle criticità forti della sanità iblea, con alcune riflessioni sull’azione dell’assessore regionale e del suo governo in generale.
Da Emanuele Cavallo ci saremmo aspettati posizioni e richieste più decise di fronte ad una condizione che sfiora, ormai, l’emergenza.

Questa la nota:

Apprendiamo che il pronto soccorso di Modica è stato rafforzato con personale medico sanitario della stessa struttura ospedaliera. E’ pacifico che si tratta di una misura tampone e non strutturale, non è certamente un ripianamento di organico come qualcuno vorrebbe fare intendere. E le unità distaccate al pronto soccorso comunque mancano da altri reparti. Perché o sono in sovra organico in quei reparti o qualcuno dovrà farsi carico del loro lavoro. Un grazie sincero in ogni caso a tuti i sanitari per il lavoro che svolgono quotidianamente.
Questa soluzione arriva dopo le polemiche della scorsa settimana che ha visto protagonista l’Assessore alla Sanità della Regione Siciliana Ruggero Razza, per quello che consideriamo per primo di ogni altra cosa “una scortesia per tutta la provincia di Ragusa” e a tutti gli utenti, anche da fuori provincia, che giungono in uno dei tre pronto soccorso.
L’Assessore ha volutamente saltato il punto all’ordine del giorno della Commissione Sanità della Regione Siciliana che riguardava la carenza di organico degli ospedali ragusani con particolare riferimento ai pronto soccorso.
Ci chiediamo cosa abbia spinto l’Assessore Razza a rifiutare il confronto con i Commissari e soprattutto con il Manager dell’ASP di Ragusa che avrebbe potuto illustrare con puntualità le problematiche.
Certo, avrebbe dovuto affrontare i dati forniti dal Manager nominato proprio dalla sua compagine governativa e avrebbe potuto creare non poco imbarazzo alla presenza dei commissari.
Sorge il dubbio che abbia voluto evitare di muovere qualche critica all’operato del direttore Aliquò e della dirigenza sanitaria nel suo complesso.
Intanto, è del 29 novembre la notizia che il Dr. Angelo Aliquò ha indetto un bando di concorso per la “medicina e chirurgia d’accettazione di urgenza”. Probabilmente era in cantiere da tempo, ma in un momento così complicato e delicatissimo per la sanità siciliana quello che si fa oggi andava fatto l’altro ieri.
Il problema della carenza di organico non riguarda solo i pronto soccorso, ma tutti gli altri reparti ed è frutto della cosiddetta “politica del carciofo”, foglia dopo foglia abbiamo tagliato anche sulla sanità in un percorso di “revisione della spesa” inaugurato con la famigerata “letterina” sgorgata anche dalla penna dell’attuale Presidente del Consiglio dei ministri.
La scortesia dell’Assessore Razza, diamogli questo significato, nei confronti della comunità ragusana, preso atto del silenzio assordante dei partiti che sostengono il Governo Musumeci, genera dubbi che l’esigenza è quella di antepone l’interesse a tutelare la propria parte politica che quella di garantire l’interesse della collettività.
La Sicilia che doveva diventare bellissima mostra le vesti stracciate da una pessima gestione complessiva a tal punto da fare rimpiangere finanche i pessimi governi precedenti a questo.

Il Coordinamento Provinciale Italexit per l’Italia Ragusa

Il Coordinatore
Emanuele Cavallo

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