Anche nella pallacanestro il ceto medio si proletarizza

Momenti di trasformazione epocali per lo sport che, come e più di altri settori, vive il momento di grande crisi economico-sociale seguente all’emergenza.
Nonostante il grande numero di addetti e l’enorme indotto che lo sport trascina dietro di sé, non ha ricevuto le necessarie attenzioni, tutto è affogato nei dibattiti più astrusi fra gli addetti al settore, salvo che per la serie maggiore del calcio dove gli interessi prevalgono anche sulle minime misure di prevenzione.
C’è però una crisi che esploderà, indirettamente, per lo sport, legata alla crisi economica che colpisce gli sponsor, inevitabilmente costretti a ridurre i budget.
Un primo esempio di questa grave situazione è in Sicilia, nella pallacanestro femminile, dove la Verga Basket di Palermo è costretta a rinunciare al campionato di serie A1, per il venir meno degli sponsor.
Quello principale, la Sicily by Car, ha fatto sapere, tramite il suo Presidente Dragotto che “in rapporto alla drammatica crisi che durante la quarantena ha colpito tutte le attività commerciali e in particolare quelle come la sua legate al turismo e ai viaggi, non potrà rinnovare il contratto di sponsorizzazione.”
Anche ANDROS, la società dello stesso Presidente Allegra, secondo sponsor nell’ultima stagione, ha dovuto bloccare, in relazione al lockdown, l’attività clinica per quasi tre mesi, costretta a mettere in cassa integrazione 40 dipendenti, impossibilitata a impegnare, al momento, budget per sponsorizzazioni.
Diretta conseguenza, la VERGA Basket non potrà iscriversi né al prossimo campionato di A1 né a quello di A2.
Le giocatrici e il grande Santino Coppa, allenatore della squadra, che hanno atteso le decisioni della società, con grande attaccamento ai colori sociali, sono stati lasciati liberi.
Comprensibile lo scoramento di tutti i dirigenti che, dopo 30 anni, avevamo riportato, con tanti sacrifici, Palermo nell’Olimpo del basket nazionale.
Inevitabili i sensi della più alta riconoscenza nei confronti dello sponsor, senza il quale non si sarebbe potuta vivere l’esperienza della A1, e soprattutto nei confronti di Santino Coppa che, come suo solito, era riuscito ad imporre la sua squadra fra le protagoniste del massimo campionato.
La Società si appresta ad affrontare il prossimo campionato di serie B, non volendo e non potendo affrontare nemmeno quello di A2, confidando nelle istituzioni per un indispensabile sostegno per mantenere alto il prestigio e la tradizione del basket palermitano.

La notizia dell’abbandono di Palermo rivaluta, se ce ne fosse ancora bisogno, l’impegno, a Ragusa, della famiglia Passalacqua che continuerà a far vivere la Società e a sostenerla economicamente, sia pure con l’annunciata riduzione di un quarto del budget.
Quest’anno, non sarà un campionato di vertice, alcune scelte già fatte sono prime scelte solo in ordine temporale, si potrà pescare a piene mani fra tante atlete che forse resteranno senza quadra o resteranno dove le ambizioni saranno limitate, ma non si può non considerare che riuscire a mantenere la posizione al vertice del basket femminile nazionale costituisce, per la nostra città, un traguardo, comunque, di grande valenza.

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