La CNA a confronto con l’amministrazione comunale di Ragusa

A prima vista, leggendo il titolo, si ha l’impressione che l’amministrazione comunale di Ragusa e, segnatamente, l’assessorato allo sviluppo economico, abbiano adottato misure a sostegno delle piccole e medie imprese.
Ci siamo sincerati con le parti, amministrazione e organizzazione datoriale, tutto è sempre in stallo, così come è stato evidenziato anche alle opposizioni che, in Consiglio Comunale, hanno rivolto istanze dello stesso genere.
In pratica, l’amministrazione comunale segue, prima di tutto, una rigida osservanza delle norme, segnatamente quelle di bilancio, per eventuali azioni in materia.
C’è, poi una legittima visione di insieme delle possibilità offerte dalla disponibilità economica dell’ente, con la massima attenzione al mantenimento dei servizi essenziali.
Ancora più legittima l’attesa per le decisioni dei governi nazionale e regionale, con le relative norme di attuazione che seguono il ritardo cronico dell’azione che si è palesato in tutta la sua criticità.
In pratica, si può ben dire che l’amministrazione e, segnatamente l’assessorato allo sviluppo economico, non ha ancora fatto nulla in tema di aiuti alle piccole e medie imprese, se non provvedimenti marginali, adottati, peraltro, sulla scia di provvedimenti nazionali e regionali, quali l’esenzione dalla TOSAP.
Per il resto, nulla, nemmeno semplificazioni burocratiche profonde, come avvenuto in altre città.
Nell’incontro in sala giunta, a Palazzo dell’Aquila, al quale, per la CNA, hanno partecipato il presidente territoriale Giuseppe Santocono, con il segretario Giovanni Brancati, e il presidente comunale, Santi Tiralosi, con la responsabile organizzativa, Antonella Caldarera, sono stati posti, secondo quanto riporta una nota della confederazione sindacale, tre punti di partenza nel dialogo fra le parti.
In prima istanza, le previsioni del decreto Cura Italia che, tra l’altro, fornisce agli enti locali territoriali la possibilità di non pagare la rata riferita al 2020 dei mutui contratti con la Cassa depositi e prestiti e quindi di utilizzare le somme risparmiate per fronteggiare l’emergenza Covid.
Poi, le norme del decreto Rilancio che prevedono per gli enti territoriali, e quindi anche per i Comuni, l’opportunità di predisporre una serie di misure a favore delle imprese in deroga alla normativa europea sugli aiuti di Stato.
E, ancora, quale potrebbe essere la quota parte delle somme ricevute come royalties petrolifere, anche nell’anno in corso, e che ammontano a non meno di 4 milioni di euro, da potere potenzialmente utilizzare per azioni di ristoro in favore degli operatori economici presenti sul territorio.

Da un primo esame delle richieste, non sembra che, da parte dell’amministrazione, ci possano essere margini di manovra per venire incontro alle istanze prioritarie della CNA. Lo desumiamo dal fatto che il comunicato non riporta la benché minima condivisione da parte del Sindaco, dell’assessore al bilancio e dell’assessore allo sviluppo economico, su quanto espressamente richiesto.
Di prontamente accolta c’è stata solo la richiesta di incontro.
L’associazione di categoria, alla fine del mese di aprile, aveva inviato una lettera aperta ai dodici sindaci, al commissario del Libero consorzio e al presidente della Camera di commercio, rilevando tra l’altro che, “di fronte ad una situazione così grave, servono misure straordinarie, concrete ed immediate, che devono partire dai Governi nazionale e regionale, ma anche dall’ex Provincia regionale, dalla Camera di Commercio e dai Comuni.
Occorre – proseguiva la nota della CNA – che tutti questi enti abbiano immediata contezza di tutte le somme che nei loro bilanci possono essere destinate verso i settori produttivi, anche tagliandole da altri capitoli importanti che in questo momento diventano secondari, con uno sforzo mai visto nel passato proprio perché l’attuale situazione non si è mai vista nel passato”.
Sono richieste legittime e giuste della organizzazione datoriale che, al contrario di altre, non si è perduta nella difesa di particolari settori, che mirano all’essenza della questione, almeno per quanto riguarda i Comuni: serve identificare quelle disponibilità che non possono non provenire da altri settori dove ci sono somme per iniziative che possono essere facilmente annullate.
Per uscire di metafora, se le normative e le regole di bilancio lo permettono, serve adire alle somme delle royalties, della tassa di soggiorno, dell’effimero, della cultura, assumendosi piena responsabilità delle scelte consequenziali e rispondendone alla città, perché le decisioni debbono mostrare il raggiungimento di obiettivi, senza i quali si mostra solo incapacità amministrativa.

Con una buona dose di bon ton istituzionale, il comunicato della CNA riporta che “In tal senso il Comune di Ragusa ha adottato ed è in procinto di adottare una serie di misure in favore delle imprese. Queste, almeno, le rassicurazioni fornite, alla Cna, dal sindaco Cassì il quale, in particolare, ha parlato di adempimenti, riguardanti tutta la collettività in generale ma che nello specifico incidono anche sulle Pmi, già concretizzati in parte prima che esplodesse la crisi economica dovuta al lockdown.”

Vengono riportati provvedimenti e misure che, però, non sembrano adottate esclusivamente per l’emergenza economico-sociale.
Si dice definita la problematica della Lamco, mentre si sa che c’è una azione legale in corso per lo scioglimento del contratto, si parla dell’adozione della misura nazionale che ha permesso di rinegoziare i mutui, ma non c’è cenno della destinazione delle somme a disposizione, dopo la rinegoziazione.
Il riferimento ai tributi, fatto dall’assessore Iacono, secondo il quale si registra una riduzione o una proroga nelle scadenze dei pagamenti, è relativo a tagli e proroghe predisposti per l’Imu, la Tari, la Tosap, secondo quando affermato dallo stesso assessore che ha messo in rilievo i tempi delle scadenze che sono state rinviate proprio per favorire le imprese locali alla luce di un periodo così complesso.
Del resto, è noto che l’assessore Iacono ha intrapreso, da tempo, una azione tesa a ridurre la pressione fiscale sui cittadini, azione che risulta, immeritatamente, sempre insufficiente rispetto alle attese, spesso spropositate degli istanti, ma è indice di un settore che, indubbiamente ha messo al primo posto, ex aequo, la solidità finanziaria dell’ente, il mantenimento dei servizi essenziali e la tutela delle esigenze e delle necessità della collettività.

Nel solco della ormai nota strategia dell’assessore allo sviluppo economico, fatta di annunci, di programmi futuri e di pure utopie, gli annunci della stessa sulla “predisposta ricognizione delle possibilità offerte dall’attuale bilancio per reperire, fra le pieghe dello stesso, risorse economiche che potranno essere utilizzate per fare fronte all’emergenza.”
Come chi indossa, nelle occasioni importanti, i gioielli di famiglia ereditati, l’assessore vanta sempre il lavoro di ordinaria amministrazione, svolto dagli uffici, per la conferma del finanziamento di Agenda urbana e per la velocizzazione operativa del Gal, rispetto ai quali ci sono già i bandi relativi.
L’amministrazione sta programmando – secondo quanto riporta la nota della CNA – una iniziativa che, in tempi rapidi, consentirà, dopo che le risorse economiche a disposizione saranno state individuate, di utilizzare le stesse per un piano straordinario a sostegno delle Pmi: tramite finanziamenti mirati, saranno privilegiati alcuni settori come la sanificazione; la digitalizzazione, con particolare riferimento all’implementazione dell’e-commerce; l’edilizia per verificare quali misure possono essere affiancati all’utilizzo dei bonus e del superbonus rispetto agli interventi di efficientamento previsti dalle norme appena entrate in vigore.

Per tutto questo, è stato chiarito che, non appena i dati in questione saranno definiti, sarà portata avanti una fase di condivisione nel contesto di una serie di incontri promossi unitamente alle associazioni di categoria, presenti sul territorio, alle quali saranno sottoposte delle proposte operative.

Un accenno è stato fatto dalla Cna sulla questione dei fondi ex Insicem. In merito il presidente Santocono e il segretario Brancati hanno motivato il senso delle istanze avanzate, che vanno al di là delle competenze del Comune, sul delicato argomento.

Al termine dell’incontro, infine, i quattro rappresentanti della Cna hanno preso atto di quanto affermato dagli amministratori ragusani e hanno raccomandato agli stessi di velocizzare al massimo i relativi passaggi attuativi affinché le varie misure per risultare efficaci possano entrare in vigore nel più breve tempo possibile.

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