di redazione
Toni esageratamente critici che richiamano addirittura i nazisti
Una grillina, in questo caso certificata, una senatrice grillina, elargisce una nota, parto di una comunicazione evidentemente più selezionata, che non abbiamo avuto il piacere di leggere integralmente e approfondire, definendo la logica di Dipasquale come quella “dell’assedio che vuole un cambio di Governo affamando la popolazione, come fecero i nazisti a Sebastopoli e Leningrado durante la seconda guerra mondiale”.
“Un gioco per affamare i ragusani – secondo la senatrice – per abbattere un’Amministrazione a 5 stelle, siamo alla follia pura, all’uso arbitrario dei poteri regionali per fini di rivalsa personali”, ma anche all’uso superficiale e delirante della comunicazione per affermare semplicemente la normativa nazionale sulle royalties che definisce chiaramente a chi spettino i proventi del petrolio come compensazione del danno ambientale provocato dall’attività estrattiva, già dal 1996 (D.L. n. 625).
Una comunicazione esagerata e nervosa che denota come i pentastellati siciliani non siano ancora del tutto convinti dei sondaggi e delle tendenze che li danno come protagonisti assoluti della prossima competizione elettorale siciliana.
Alla senatrice Bertorotta, l’on.le Nello Dipasquale risponde con la seguente nota:
“È disinformata e fa confusione. Le royalties sono frutto del mio lavoro, piuttosto chieda ai suoi amici di movimento come hanno utilizzato 50 milioni di euro in tre anni e aumentato contemporaneamente le tasse locali”.
L’on. Nello Dipasquale replica così alle “folli” dichiarazioni della senatrice grillina Ornella Bertorotta. “Evidentemente la senatrice Bertorotta non sa bene cosa significhi la parola nazismo, visto che la utilizza con tanta disinvoltura affibbiandola tra l’altro a me che, come tutti sanno, sono sempre stato pronto al dialogo, all’ascolto e al confronto.
Non ho il piacere di conoscere personalmente la senatrice, così come, in verità, non la conosce anche buona parte della Sicilia e della stessa provincia di Ragusa, ma in ogni caso non mi permetterei mai di offenderla come invece lei ha fatto con me, dimenticandosi di essere un rappresentante istituzionale.
A parte qualche salutare passeggiatina tra Ragusa e Scicli, dove si è occupata di fare più da segretaria dell’ambasciatrice maltese, la senatrice italiana, la Bertorotta, evidentemente sa ben poco della realtà iblea e della città di Ragusa.
Ai suggeritori della senatrice catanese, che tra l’altro occupa il posto in Senato solo perché pescata in una votazione online sul blog di Grillo, consiglio di fornirle maggiori elementi.
Le avrebbero evitato tale brutta figura. Al contrario dell’attuale sindaco a 5 Stelle, che una volta blocca una concessione petrolifera e l’altra ritira il ricorso contro le società petrolifere, quando io ho avuto l’onore di guidare Ragusa da sindaco, ho avuto il coraggio e la responsabilità di firmare le concessioni per le ricerche di idrocarburi a terra, ponendomi contro quelle a mare.
Da deputato regionale, ho contribuito a far raddoppiare le percentuali delle royalties proprio in favore della comunità ragusana.
E queste mie scelte e questo mio impegno hanno portato a far ottenere al Comune di Ragusa ben 30 milioni di euro solo nell’ultimo anno.
Se questo significa affamare i cittadini ragusani, allora la Bertorotta ha una visione decisamente distorta della realtà. Addirittura arriva a dire che avrei tentato di mettere i cittadini iblei gli uni contro gli altri.
Il mio emendamento, che destinata il 30% delle royalties per la parte eccedente a 15 milioni di euro anche agli altri Comuni iblei, ha proprio l’obiettivo di conciliare gli animi più volte in contrapposizione per aver constatato che solo Ragusa, ribadisco, grazie al mio impegno personale e politico, ha potuto contare su risorse così ingenti e importanti.
Risorse che l’Amministrazione comunale grillina ha invece utilizzato per le proprie spese nel bilancio comunale, anche per i tanti consulenti ed esperti, piuttosto che, come era auspicabile, per creare nuove occasioni di sviluppo e lavoro.
In tre anni, i suoi colleghi a 5 Stelle hanno sprecato quasi 50 milioni di royalties, regolarmente incamerate tramite la legge regionale e contestualmente hanno aumentato le tasse a dismisura.
La Bertorotta lo chieda ai cittadini ragusani se non mi crede.
La senatrice, che in questi giorni è sulla bocca dei suoi stessi colleghi al Senato perchè insieme al senatore Puglia è l’unica che voterà contro alcune delle previsioni del ddl Cirinnà sui diritti degli omosessuali e delle unioni civili, si lamenta del fatto che grazie ad un emendamento di cui sono co-firmatario sono stati rifinanziati i cantieri lavoro per 100 milioni di euro.
E’ vero, e io stesso l’ho detto, è una misura tampone, non risolve il problema del lavoro in Sicilia, ma è comunque una minima e utile risposta in questo periodo di crisi.
Ma la Bertorotta chieda piuttosto all’Amministrazione comunale quali misure ha adottato per incrementare l’occupazione in città, quali iniziative sono state avviate per lo sviluppo economico, quali quelle per favorire le imprese, le start-up, per creare nuove opportunità.
Eppure in questi tre anni hanno avuto in mano, come già spiegato, circa 50 milioni di royalties.
E dovrei essere io a dimettermi? Io che ho lavorato per avere queste risorse che i suoi amici di movimento hanno sprecato continuando nel frattempo ad aumentare le tasse?
Ed è proprio per questo motivo che mi sono preoccupato di finalizzare l’utilizzo delle royalties prevedendo interventi nei centri storici, assistenza ai disabili e la possibilità di abbassare le tasse comunali come Tasi e Tosap in favore dei cittadini ragusani e siciliani.
Ma evidentemente, per la Bertorotta, questa sarebbe una colpa.
E con tanta faccia tosta mi accusa di essere nazista, proprio lei che, appena qualche giorno fa sulla sua pagina social ha scritto che i commenti a lei non graditi sarebbero stati cancellati.
Si, vero, sono io il nazista!”.
