Apatia conclamata da assuefazione all’indifferenza

di Vilnius Nastavnic
Disinteresse e distacco, non solo per le cose di politica, pervadono la collettività ragusana che assiste, senza reazioni, ad una crisi e a un decadimento senza precedenti

Va bene la provincia ‘’babba’’, evidente l’indole moderata e poco propensa alla protesta, comprensibile il distacco dalle cose della politica, acclarato dalla sempre crescente massa di elettori che non vanno nemmeno a votare, ci stanno i tentativi estremi dei politici e delle organizzazioni datoriali di convincere che ancora siamo ‘’vivi’’, messi in atto per dare un senso alla loro esistenza, ma ci sono sintomi gravi che non depongono affatto bene.
Sintomi che si sono manifestati in un solo giorno: il 1° maggio, ma pochi se ne sono accorti.
Quest’anno la Festa nazionale del 1° maggio è stata organizzata a Pozzallo. Indipendentemente dai motivi che hanno portato alla scelta, dalla credibilità che ancora conservano i sindacati, doveva costituire, in ogni caso una occasione esaltante per il territorio, se non altro per il valore altamente simbolico del raduno annuale per la Festa del lavoro. L’apatia dei ragusani è riuscita  macchiare anche questo tipo di appuntamento che abbiamo sempre visto, anche quelli non di sinistra e poco avvezzi alle questioni del lavoro, con profondo rispetto e con una punta d’invida per trovarlo in piazze sempre lontane dal nostro territorio.
Siamo riusciti a non coprire una piazza della nostra provincia, nemmeno tanto grande, nemmeno con la scusa di una giornata di sole e di mare incantevole.
Ma non finisce qui, la squadra di basket femminile della Passalacqua giocava, in casa, gara 4 dei play-off scudetto. C’era la possibilità di vincere la partita e portare a Ragusa lo scudetto tricolore del basket femminile. Ma non c’era entusiasmo in città e in provincia, non c’era nessuna attesa per il fischio finale che poteva decretare l’ingresso della città nell’olimpo dello sport nazionale.
Sempre nella giornata del 1° maggio, inaugurazione dell’EXPO 2015, a Milano. Nessuno si è preoccupato di avere lumi, anticipatamente, sulla presenza, eventuale di Ragusa alla manifestazione, di capirne la collocazione già nel giorno dell’inaugurazione, addirittura ignorato del tutto il tremendo flop organizzativo che ha visto soccombere il Cluster Bio Mediterraneo davanti a poche gocce di pioggia che hanno invaso uno stand incompleto, sporco e vuoto, evidentemente non controllato da quanti erano preposti all’organizzazione per la partecipazione all’importante evento.
Bastano questi tre sintomi per dare poca importanza all’indifferenza e all’immobilismo di fronte alla stagnazione di problematiche emergenti del territorio che si mantengono sulle comiche delle assicurazioni dei politici di turno.
L’Università, la Ragusa – Catania, l’autostrada, il trasporto ferroviario, le questioni dell’agricoltura, la viabilità interna, il porto diventato solo scalo di immigrati, lo sfascio della scuola, il mancato completamento del nuovo ospedale di Ragusa, sembrano riguardare altri.
Naturalmente problematiche locali, quali la crisi economica e sociale del centro storico, la manutenzione del verde pubblico, la scarsa ricettività alberghiera, l’utilizzo delle ingenti somme delle royalties, sono problemi minori, che restano di competenza degli addetti ai lavori.
Ci vorrebbe un buon dottore !

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