Così come nel famoso film di Zemeckis del 1985, allorquando per un uso non controllato della macchina del tempo, il protagonista si ritrovò proiettato trent’anni prima, nel 1955, i ragusani si ritrovano parimenti nel passato con la riapertura al traffico di via Roma.
In questo particolare momento politico i riferimenti al film possono essere diversi, anche perché siamo in tempi di paradossi, nel film il paradosso era che il protagonista rischiava di impedire l’incontro dei suoi genitori nel passato, il paradosso della situazione attuale potrebbe essere il tentativo di impedire, nel 2018, l’elezione di Cassì a sindaco della città, contro ogni previsione politica.
E, a questo proposito, vale ricordare la frase più iconica del film “Strade? Dove andiamo noi non servono strade “, oggi potrebbe diventare “Politica? Dove governiamo noi non serve la politica”
Ci scherziamo su anche per diluire le reazioni di opposizioni allo sbando che si stanno preoccupando, prioritariamente, se non esclusivamente, di vantare che nel febbraio 2025 avevano presentato un atto di indirizzo per lo stesso provvedimento sperimentale.
La decisine appare, invero, come quella di uno scienziato pazzo che non si preoccupa di spiegare i termini dell’esperimento, una idea folle come quella dei consiglieri, di un anno prima, comprensibile solo per il tentativo di raccogliere consenso a buon mercato ascoltando le istanze di quattro commercianti, peraltro prevalentemente del settore ristorazione e somministrazione che sta diventando, per le lucide menti di Palazzo dell’Aquila, il settore trainante dell’economia locale, sul quale incentrare le politiche di sviluppo economico.
Ormai, a Ragusa, nella desolata landa della politica che non c’è, si vive solo di pane di casa, scacce, spritz e dehors, anche sulla spiaggia
I consiglieri di opposizione dovrebbero preoccuparsi per le politiche del centro storico e non rincorrere esperimenti.
Davvero, se qualcuno pensa che il solo passaggio delle auto possa cambiare la situazione in via Roma e, conseguentemente, nel centro storico, siamo messi male.
A meno di non ammettere le soste brevi, non è la potenziale sfilata di auto che può cambiare le condizioni commerciali di una vasta zona ormai defunta e non solo per colpa degli amministratori.
Si vive solo di spritz perché non si può ordinare online, quando riusciranno a combinarlo come i cannoli da viaggio, si perderà anche quello.
Ormai, l’amministrazione è allo sbando, ci sono malumori anche all’interno del cerchio magico del sindaco che un consigliere ha messo alla berlina facendo circolare gli interventi in aula, del 2025, per bocciare l’atto di indirizzo per la riapertura,
C’è anche l’assessore Gurrieri che recita per affossare la proposta che fu dei consiglieri Caruso, Mauro, Bennardo e Zagami, l’assessore che, nella doppia veste di delegato al centro storico e alla Polizia Locale, quindi alla viabilità, doveva lanciare l’esperimento e spiegarlo.
Si possono ascoltare le dichiarazioni di voto di Antoci – “noi, semplicemente, non pensiamo che aprire la via Roma al traffico veicolare sia una possibile soluzione” – di Gurrieri “Quasi un ossimoro che da parte dei più giovani dei consiglieri comunali pervenga una richiesta del genere” – della Criscione “Non sono d’accordo alla riapertura di via Roma, tutt’altro, io chiuderei anche il tratto da via Sant’Anna” – di Galifi – “Non può essere solo una scelta d’istinto, non può essere una scelta solo viabilistica”.
Cassì ha perso letteralmente il controllo, della comunicazione e delle strategie mediatiche: doveva far andare avanti l’assessore per poi, eventualmente, al fallimento dell’esperimento, liberarsi della zavorra.
Un po’ come avrebbe dovuto fare per il polverone scoppiato per le aule della via Diodoro Siculo non pronte all’apertura dell’anno scolastico, con le famiglie avvisate all’ultimo momento.
Il primo cittadino non ha capito che se non si libererà in tempo della zavorra ne subirà le conseguenze, almeno 4 assessori dovrebbero riposare per dare una scossa alla sindacatura, avviata su un viale del tramonto dove fioriscono solo improbabili smanie di candidature a sindaco che, per evitare danni irreparabili, fanno desiderare soio un terzo mandato di Cassì o, in subordine, di qualche delfino.
E, i consiglieri comunali di opposizione, per capire a che cosa si può andare incontro, sono soddisfatti delle scelte del sindaco perché confermerebbero la valenza delle loro proposte.
Invece di scagliarsi contro il fallimento delle politiche di sviluppo economico e di quelle per il centro storico, si preoccupano della possibile ricerca di consenso del sindaco che, se veramente conta su quattro voti dei commercianti di via Roma, quelli superstiti, è messo molto male.
Gli scienziati dell’opposizione hanno ripreso fiato per questa amenità dell’apertura di via Roma, non hanno detto nulla per i contributi destinati alla residenzialità in centro storico, un’altra scelta discutibile dell’amministrazione, vantata dall’assessore alò centro storico, irrisoria per le somme a disposizione, valida anche per Ibla, quindi a beneficio non esclusivo del centro storico superiore in coma, destinata a chi è in grado di fare un investimento consistente al netto del prezzo di acquisto di un immobile.
Come non hanno contestato, da 8 anni, la misura, rivelatisi del tutto inefficace, del contributo per l’apertura di nuove attività.
Come tacciono, inspiegabilmente, per l’incapacità politica e amministrativa di far aprire il punto ristoro del terminal bus.
Siamo in tempo di amenità, non ci resta che attendere la proposta di istituire il doppio senso di circolazione in via Roma e avremo visto di tutto.
