Approvato dal Consiglio Comunale lo schema di Piano di Attuazione per l’Energia Sostenibile ed il Clima (PAESC)

Di PAES si parla da troppo tempo, esattamente dal gennaio 2015, quando la vecchia amministrazione 5 Stelle aderì a questa iniziativa della comunità europea.
Un Piano di attuazione per le Energie Sostenibili, PAES, in continua evoluzione, oggi trasformato in PAESC, per il clima, dove accanto all’originaria finalità di promuovere la sostenibilità energetica ambientale si sono aggiunte azioni rilevanti, riguardanti le fonti rinnovabili e la mobilità alternativa.
Obiettivi primari erano quelli dell’efficientamento degli edifici, degli impianti e dei sistemi d’illuminazione, risparmio idrico, riuso delle acque non potabili, della promozione della mobilità alternativa, della riqualificazione del trasporto pubblico, della produzione energetica da fonti rinnovabili con interventi legati alla diffusione del solare termico, del fotovoltaico e degli orti solari, piano i cui settori centrali riguardano la mobilità ed i trasporti, l’edilizia sostenibile, le energie rinnovabili ed il risparmio energetico.
In effetti si deve dare atto al grande, impegnato e passionale lavoro del funzionario comunale ing. Licitra, che da sempre segue queste tematiche, se si parla di PAESC, per il resto, forse anche per una cattiva comunicazione in merito, non sembra che l’amministrazione abbia fatto molto nel settore.
Ragusa aderì, nel 2018, uniformandosi ad una iniziativa della Regione Siciliana, al Patto dei Sindaci, per un impegno comune a contrastare le emissioni climalteranti.
Nel 2015 l’obiettivo era di riduzione del 20% entro il 2020, l’ing. Licitra ha riferito del monitoraggio al 2017, che ha rilevato un 12%, ritenuto dato soddisfacente. Per il 2030 l’obiettivo è stato portato al 40%, e il piano viene costantemente aggiornato per introdurre le azioni rilevanti attea facilitare il raggiungimento del traguardo prefisso.
L’originario PAES era visto come una occasione per disegnare la città in modo ecologico e ambientale, una maniera per attrarre investimenti di qualità.
Indubbio che si lavori all’interno dell’amministrazione attorno a queste tematiche, ma alcuni aspetti non sembrano rilevare, a Ragusa, risultati importanti.
Si diceva che le emissioni nocive dovessero essere ridotte in accordo con il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile, ma di queste cose la città non ha contezza, forse sarebbe meglio dire naviga nel più assoluto immobilismo. Del resto, è materia da specialisti e fra gli assessori ci sarebbe solo Giovanni Iacono come conoscitore della materia ancorché non specializzato professionalmente.
Sono sue alcune iniziative relative al rimboschimento, al verde pubblico, al riuso delle acque non potabili, di risparmio idrico e di efficientamento degli impianti e dei sistemi di illuminazione si occupò la vecchia amministrazione, questa, al difuori di iniziative, ampiamente finanziate, per l’efficientamento energetico di strutture scolastiche e sportive, non ha fatto molto.
Promozione della mobilità alternativa, riqualificazione del trasporto pubblico, produzione energetica da fonti rinnovabili con interventi legati alla diffusione del solare termico, del fotovoltaico e degli orti solari, sono argomenti sconosciuti per questa amministrazione impegnata a riscoprire percorsi storici e a organizzare i balli del Gattopardo.
Ci hanno riempito la testa, in questi 4 anni di amministrazione, di Piano Urbano del Traffico, Piano Urbano della mobilità sostenibile, bike sharing, ma al di là dei pericolosi monopattini elettrici, di qualche colonnina per la ricarica delle autovetture elettriche e, solo ora di qualche scuolabus elettrico, di innovativo non si è visto nulla, né ci sono politiche per dissuadere dall’uso del mezzo privato e per limitare l’accesso delle vetture incentro storico, dove addirittura si mira al parcheggio pluripiano di Ibla per concentrare ulteriormente sul quartiere barocco il traffico di vetture e bus turistici.

Bene hanno fatto, quindi, i gruppi di Pd e Cinque Stelle al Consiglio comunale di Ragusa a presentare un emendamento all’atto, che è stato approvato dall’aula subito dopo essere stato discusso dal consigliere Mario D’Asta.
Con l’emendamento, sottoscritto anche dal consigliere Giovanni Gurrieri, presente al dibattito, si inserisce tra gli obiettivi di alcune azioni del Paesc la realizzazione di impianti di ricarica per veicoli elettrici, l’acquisto di veicoli elettrici, l’installazione di impianti fotovoltaici e solari termici.
Tutti punti da perseguire mediante l’impiego di risorse incentivanti.
“Il Paesc – spiegano i due gruppi consiliari – è un documento redatto dai comuni che sottoscrivono il Patto dei sindaci per dimostrare in che modo l’amministrazione comunale intende raggiungere gli obiettivi di riduzione delle emissioni di Co2. I firmatari del Patto si sono impegnati ad agire per raggiungere, entro il 2030, l’obiettivo di ridurre del 40% le emissioni di gas serra e ad adottare un approccio congiunto all’integrazione di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici.
Riteniamo di avere fornito il nostro contributo con un emendamento che risponde a determinate caratteristiche e che cerca di contribuire a favorire l’adozione di politiche specifiche.
Tutto ciò per incentivare ancora di più il raggiungimento di determinati obiettivi”.
Pe il resto nessuna sensibilità per i temi ambientali, sia tra le file della maggioranza, sia in quelle delle ormai inesistenti opposizioni

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