di Vilnius Nastavnic
Dopo le dimissioni di Giovanni Iacono da Presidente del Consiglio, e dopo l’uscita di Partecipiamo dalla maggioranza, non si intravedono segnali di normalizzazione a Palazzo dell’Aquila
Era prevedibile che le dimissioni di Giovanni Iacono, la sua mancata rielezione, l’uscita di Partecipiamo dalla maggioranza, provocassero una situazione di crisi.
Nonostante il successore di Iacono, Antonio Tringali, abbia affrontato il gravoso impegno con le necessarie autorevolezza e dedizione, dedicandosi anche alla ricerca di possibili accorgimenti per smussare i motivi di tensione all’interno del civico consesso, diversi eventi si sono succeduti, determinando enorme confusione.
Se l’elezione del nuovo Presidente aveva visto il sostegno di una maggioranza trasversale, con la partecipazione positiva al voto di quattro elementi del gruppo Tumino e di due consiglieri del PD, il gruppo consiliare aveva rivendicato l’esigenza di cogliere l’opportunità di fare propria la seconda carica del Comune, considerata importante in un processo di maturazione, avvenuto, del gruppo, derubricando a semplice consenso l’appoggio esterno, peraltro considerato più come assicurazione per l’esclusione del dimissionario Iacono che un sostegno strategico a Tringali.
Ma la strategia del gruppo consiliare pentastellato ha avuto vita difficile, considerate le desistenze per il regolamento IUC, delle stesse componenti, e per l’idrico integrato.
L’approvazione del piano di utilizzo della tassa di soggiorno, caratterizzato da un emendamento fondamentale che ha stravolto quello dell’amministrazione, ripreso integralmente da un emendamento, appositamente ritirato da Tumino, di cui è stato primo firmatario il capogruppo grillino Brugaletta, ha sancito l’inciucio della componente pentastellata con parti delle opposizioni, necessario anche alla luce della perduta maggioranza, per l’espulsione della consigliera Sigona.
Quali siano i termini dell’inciucio che vede accordi sottotraccia fra il gruppo di Tumino, i due del PD e buona parte della ex maggioranza del Movimento 5 Stelle, non è dato ancora sapere.
Impensabili sarebbero stati questi risvolti della vicenda Iacono, chi voleva infliggere una sconfitta politica all’ex Presidente del Consiglio ha dimostrato solo intemperanza politica e scarsa senso della strategia, pensando di aver, sbrigativamente, eliminato un avversario politico, senza pensare di poter essere additato come il responsabile, destinato a pagarne, in futuro, le conseguenze, di un grave stato di crisi, assai dannoso per la città, anche alla luce della palese inesperienza e incapacità politica dei Cinque Stelle che complica, non poco, le cose.
E si badi che, con elevato senso di responsabilità, Iacono ha garantito il sostegno responsabile del suo gruppo all’amministrazione per quegli atti meritevoli di attenzione e finalizzati al bene della città.
Lo stesso non può dirsi dei partecipanti all’inciucio che hanno stilato atti secondo interessi particolaristici, ricattando, di fatto, il gruppo consiliare che, per la scarsa esperienza del capogruppo, ha ceduto alle pressioni nel giro di poche ore, in maniera totale, concedendosi in toto all’avversario politico.
Fatti, non impressioni, o falsità come le chiama, irresponsabilmente, il capogruppo Brugaletta che non riesce a dire quali sono le falsità, riservandosi di illustrarle ai suoi elettori, come se le faccende di palazzo fossero pertinenza sua e dei suoi 141 elettori.
Fatti acclarati dai vertici del Partito Democratico che ne hanno fatto oggetto di una conferenza stampa, nella quale hanno stigmatizzato le pratiche inciuciste che sono protagoniste a Palazzo dell’Aquila.
Nella particolare situazione che si è venuta a creare, Iacono ne esce alla grande, cristallino e trasparente al cospetto di nebulose strategie di piccoli personaggi che si atteggiano a politici di rango.
Senza una maggioranza consolidata, eventualmente affidata all’accordo inciucista di turno, si vanno ad affrontare due sedute importanti del civico consesso.
Lunedì 16 maggio 2016, alle ore 18.00, il Consiglio esaminerà il seguente Ordine del giorno:
2) Atto d’indirizzo presentato in data 16.12.2015, prot. n. 108111 dai conss. D’Asta ed altri riguardante la “Biblioteca comunale”;
3) Atto d’indirizzo presentato dai conss. Spadola ed altri nel corso della seduta di C.C. del 19.01.2016 e protocollato in data 20.01.2016 relativo alla “Tutela dei livelli occupazionali nelle imprese aggiudicatarie di commesse pubbliche”.
4) Atto d’indirizzo presentato dai conss. Migliore e Nicita in data 28.01.2016, prot. 12239 riguardante la “Proposta di riduzione della pressione fiscale”;
5) Ordine del giorno presentato dai conss. Stevanato ed altri in data 07.04.2016, prot. n. 42602, riguardante le “Legittime rivendicazioni della Polizia”.
Un Ordine del Giorno “facile”, se non fosse che è stato successivamente inserito un altro punto:
1) Partecipazione quale socio alla società consortile a responsabilità denominata “Gruppo Azione Locale Terra Barocca”. Società Consortile a Responsabilità limitata (prop. delib. di G.M. n. 270 del 10.05.2016).
Dell’argomento si occuperà, nella mattinata, la Commissione Sviluppo Economico, tutto in grande fretta perché, per il giorno 20, venerdì, è prevista la formalizzazione della costituzione del GAL dal notaio.
Quale sarà l’atteggiamento in aula nei confronti di un atto che arriva all’ultimo momento, in commissione e in Consiglio? Ci sarà il necessario sostegno, prima di tutto dei consiglieri grillini? È già previsto l’appoggio esterno?
Ci saranno eccezioni sulla partecipazione ad una società consortile che sarà gestita dal Sindaco di Modica, “nostro caro amico”? Ci saranno eccezioni per un Gal spostato sull’asse orientale del territorio provinciale e dedicato a particolari zone
agricole?
Lo vedremo, prima in Commissione e, poi, in aula.
Per giovedì 19 maggio 2016, alle ore 18.00, altra seduta del Consiglio comunale dedicata al seguente Ordine del giorno:
Revoca delibera di G.M. n. 105 del 15.02.2016 e rielaborazione a seguito dei contributi pervenuti in fase di concertazione della variante al PRG dell’ex Parco Agricolo Urbano ed aree limitrofe ed alle aree per l’edilizia residenziale pubblica ex DDG 725/DRU del 10.07.2009. (proposta di deliberazione di G.M. n. 144 del 07.03.2016).
Un argomento che riguarda, squisitamente, questioni urbanistiche, per la cui approvazione ci saranno le certezze di un consenso…diffuso, perchè sarebbe da pazzi andare in aula senza amggioranza.
