Nonostante il voto contrario delle opposizioni, la maggioranza in Consiglio comunale approva la proposta della Giunta Schembari per l’aumento. Una mazzata per i cittadini e un fallimento per il sindaco e la sua amministrazione.
Anche il Sindaco di Comiso, nel corso dell’incontro del CdA della SRR, alla provincia, si era mostrata rassegnata, silente di fronte alle responsabilità per la grave emergenza, silente, come i colleghi per il totale fallimento del governo Musumeci e dei suoi assessori all’ambiente per le politiche sui rifiuti.
Ma tutto si sistema, come era prevedibile, pagheranno i cittadini e, a tal uopo, Comiso aumenta la TARI.
Questa la nota sull’argomento del segretario cittadino del Partito Democratico, Gigi Bellassai:
Altro che riduzione delle tasse e miglioramento dei servizi, in Consiglio Comunale si è consumato un altro fallimento dell’Amministrazione Schembari che ha approvato, con il voto contrario delle opposizioni, l’inasprimento della tassa sui rifiuti con aumenti dal 6 al15% (da 20 a 50 euro di aumento annuo, in base a dimensioni e numero di componenti il nucleo familiare).
Dopo l’inasprimento del costo del servizio idrico adesso la mazzata sulla TARI; l’Amministrazione non riesce a gestire i costi dei servizi e li scarica sulle spalle dei cittadini tartassati.
Abbiamo assistito ad un Consiglio Comunale surreale, nel quale davanti a un provvedimento così importante che aggrava ancora la pressione fiscale, il sindaco non ci mette la faccia e lascia l’assessore al bilancio Manuela Pepi ad illustrare il provvedimento impopolare e in contrasto con le promesse e gli impegni elettorali di riduzione delle tasse che la Schembari aveva preso nella campagna elettorale.
“In Consiglio Comunale – ha dichiarato il segretario del PD cittadino Gigi Bellassai – abbiamo spiegato che da quattro anni chiediamo di intervenire per gestire e contenere il costo del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti, in progressiva crescita che già da anni non corrispondente al ruolo, con uno scarto di almeno 200 mila euro.
Avevamo chiesto un contrasto reale all’elusione fiscale per ampliare la base imponibile e ridurre le tasse ai cittadini che pagano onestamente le tasse, ma niente, nessun intervento serio.
In questi anni abbiamo posto l’attenzione sul fatto che, con una raccolta differenziata al 68%, risultava esigua la cifra di circa 300 mila euro (certificata nel PEF), proveniente dalla valorizzazione e dalla vendita dei materiali differenziati al CONAI, e che bisognava lavorare sul miglioramento della quantità e della qualità dei rifiuti differenziati per incrementare questo introito, ma nonostante la nostra battaglia l’Amministrazione non ha fatto nulla.
Abbiamo suggerito e richiesto di attivare i trasponder nella raccolta porta a porta per ridurre le tasse dei cittadini più attenti e virtuosi nella differenziazione dei rifiuti ma anche in questo caso abbiamo trovato orecchie sorde.
Non hanno voluto ascoltare nemmeno le richieste di maggiori controlli per individuare i cittadini incivili che abbandonano i rifiuti nel territorio eludendo la tassazione e incrementando il costo del servizio per gli interventi di bonifica che grava sulle spalle dei comisani rispettosi delle regole, ma anche in questo caso l’Amministrazione è stata latitante e non ha prodotto alcun risultato.”
Oggi, con uno straordinario tempismo che vede la città è sommersa dai rifiuti, ci vengono a dire che non si poteva fare altro che aumentare le tasse in modo lineare e indiscriminato per tutte le categorie e tutti i cittadini, facendo un blitz con l’inserimento del provvedimento solo qualche ora prima del Consiglio comunale.
Niente di più falso, si poteva e si doveva lavorare in questi anni per scongiurare questo aumento, ma ciò richiedeva, impegno, collegialità, sforzi di controllo e un serio lavoro amministrativo.
Hanno preferito la scorciatoia semplicistica di aumentare le tasse per tentare di salvare i già difficili equilibri di bilancio.
Ieri la maggioranza che sostiene la Schembari in Consiglio ha irriso le nostre critiche sul provvedimento dichiarando che 20-30 euro l’anno rappresentano un aumento irrisorio, spiegandoci che è come comprare qualche gelato.
Questo modo di pensare ci dà la cifra della superficialità e dell’approssimazione con la quale hanno amministrato in modo fallimentare in questi anni.
La segreteria del Partito Democratico
