Era inevitabile che l’autorevole presenza dell’on.le Dipasquale determinasse un punto fermo sull’emergenza rifiuti e sulle polemiche relative.
Un punto fermo perché sono state fissate le gravi responsabilità della regione, del suo presidente, l’inadeguatezza degli assessori delegati al ramo, le responsabilità dei mancati interventi risolutori da parte dei sindaci della SRR che nemmeno il Commissario regionale è riuscito a mettere in riga.
Sullo sfondo, le legittime rivendicazioni del sindaco Dipasquale che già all’inizio del suo mandato sindacale aveva visto giusto e aveva lavorato per rendere il capoluogo e il comprensorio quanto più autonomi possibile.
In particolare, aveva lasciato, nel piano triennale delle opere pubbliche, l’ampliamento della discarica di Cava dei Modicani, la cosiddetta quarta vasca, soluzione, che al netto delle diverse valutazioni e delle possibili norme ostative, oggi ci consentirebbe di essere fuori dall’emergenza.
Ma chi ci dice che per l’emergenza le autorità non avrebbero potuto imporre il conferimento da parte di altri comuni, saturando con anticipo anche la quarta vasca? Fra incompetenze della Regione e delle SRR, e interventi della magistratura, è lecito pensare tutto.
Come è ormai, ampiamente noto, nel 2014, amministrazione Piccitto, l’allora Presidente del Consiglio Comunale, attuale assessore al bilancio della giunta Cassì, volle imporre con un emendamento sottoposto al vaglio del Consiglio Comunale, l’eliminazione dell’ampliamento della discarica dal Piano Triennale delle opere pubbliche.
Una scelta ambientalista, con ampie motivazioni a sostegno, di carattere ambientale e geologico, come abbiamo già riportato, “Il sito scelto NON ERA e NON E’ IDONEO e, come si rilevò dalle indagini geologiche e dalla carta idrogeologica del Piano territoriale provinciale, tutta l’area ricade nella zona di spartiacque idrografico per tutte le cave naturalistiche ed è rappresentata da un complesso idrogeologico ‘fratturato’ e ‘carsificato’.
La zona dove si vorrebbe realizzare la discarica rientra tra le aree sottoposte a tutela delle sorgenti ai sensi del DPR 236/88 e l’area è classificata come zona con grado di vulnerabilità ELEVATO.
A ciò si aggiunga che il sito di cava dei Modicani è soggetto a vincolo paesaggistico, rientra nell’area del Parco degli Iblei e le relazioni geologiche, anche recenti, hanno ribadito che il sito NON È IDONEO AD ACCOGLIERE ALCUN TIPO DI DISCARICA né presente né futura.”
Una scelta che fu approvata dal Consiglio comunale dell’epoca e ribadita anche dall’attuale consiglio comunale che ha approvato, sia pure modificato, un Ordine del Giorno del grillino capogruppo Sergio Firrincieli, mirato ad impegnare l’attuale amministrazione ad escludere ogni possibile progetto di nuova discarica o di ampliamento a Cava dei Modicani.
Per l’on.le Dipasquale, le motivazioni non reggono, per il semplice fatto che l’opera era regolarmente inserita con i pareri favorevoli, nel piano triennale delle opere pubbliche, se le motivazioni sui veti delle normative fossero state fondate l’opera non si sarebbe potuta realizzare: c’è stata, invece una precisa scelta politica, addebitabile solo, per il deputato ibleo del Partito Democratico, a Giovanni Iacono, unico bersaglio degli strali comunicativi di Dipasquale che non vuole ammorbidire nessuna critica nei confronti di quello che è stato sempre un avversario politico, avversario che ha deciso di affidare alla magistratura il giudizio sugli apprezzamenti espressi da Dipasquale, considerati diffamatori e lesivi della dignità della persona.
Se non fosse per un atavico contrasto fra i due esponenti, tutto si potrebbe ricondurre ad un più semplice scontro, come ce ne sono tanti, fra una ideologia ambientalista e quella pratica di un amministratore che, percorrendo strade legittime, ritiene di fare gli interessi del territorio.
In effetti, c’è da dire che, non solo in questo caso, le ideologie ambientaliste sono, quasi sempre, radicali, che non guardano ai possibili effetti negativi delle scelte, anteponendo, in ogni caso, gli effetti anche minimi sull’ambiente.
Ma in ogni caso, scelte del tutto legittime, ancorché non condivisibili, e, soprattutto, non certo unilaterali ma affidate alla valutazione di un Consiglio comunale.
Lo vediamo a tutti i livelli, eliminiamo i motori endotermici, senza preoccuparci dei costi e degli effetti occupazionali, facciamo la differenziata spinta ma teniamoci i contenitori stracolmi sulle strade e sui marciapiedi, però se l’ILVA di Taranto o il petrolchimico di Priolo provocano anche malattie gravi, non si possono mandare a casa migliaia di lavoratori e, allora, teniamoci le malattie.
Per l’ambientalista, la differenziata va fatta subito, per le discariche, per gli impianti ci devono pensare gli altri e se si ritiene che pensino ancora male vanno bloccati: altrove gli inceneritori o termovalorizzatori producono energia per il territorio, da noi inquinano.
Del tutto evidente che, ormai, le discariche sono fuori dal tempo, soprattutto se non destinate al solo fabbisogno di ogni singolo territorio, ma bruciamo tutto, con impianti adeguati e risolviamo.
Uscendo dalla sterile polemica personale fra Iacono e Dipasquale, ormai affidata alle aule di tribunale, ci vorremmo chiedere quanto e cosa hanno fatto i componenti di due consigli comunali, dopo aver attentamente escluso ampliamenti della discarica, per prevenire del tutto prevedibili conseguenze negative.
Comprendiamo che parlare dei 5 Stelle, anche solo di Ragusa, in questo particolare momento, è come sparare sulla Croce Rossa, ma cosa ha fatto Firrincieli per sollecitare i vertici del suo movimento sulla questione? quali atti ufficiali, a nome dei 5 Stelle di Ragusa che hanno sostenuto confermato il NO alla quarta vasca? ha inoltrato denunce alla deputazione grillina del territorio, quali denunce ha inoltrato sullo stato di immobilismo di assessorato regionale e assemblea dei sindaci?
L’on.le Dipasquale ha scelto di puntare solo su Iacono, ci sarebbero da colpevolizzare i vertici regionali, e questo lo ha fatto, ma ancor di più dovrebbero essere colpevolizzati 2 maggioranze diverse di consiglio comunale, tutti i sindaci, nessuno escluso, che si sono succeduti nella SRR, e per quanto riguarda la nostra città, un sindaco che, per quattro lunghi anni, non ha alzato la voce contro lo scandaloso sistema su cui si fondano raccolta e smaltimento dei rifiuti.
Quanto a Giovanni Iacono ci permettiamo di fare una riflessione: la sua ideologia, ancorché non condivisibile, non può essere considerata una colpa, anzi, in un mondo infangato dal compromesso, ben venga chi vuole imporre le sue idee, senza infingimenti e capriole mediatiche.
Ma una colpa, grave, a Giovanni Iacono va addebitata, colpa ancor più grave perché non ha tenuto conto del peso della sua autorevolezza di fronte ad alleati politicamente sprovveduti, nel 2014 e nel 2020.
Forte di competenze acquisite nel settore e di sopralluoghi all’estero, Iacono parlava, nel 2018 di processi di riduzione molecolare che permettono la riduzione dei rifiuti al 90%, con produzione di biogas, il ‘singas’.
Procedimenti all’avanguardia, che utilizzano al minimo l’ossigeno, con notevoli effetti benefici sull’ambiente, con temperature non superiori ai 400° che permettono la mancata fusione di plastiche, metalli e vetro.
Un processo chimico di riduzione molecolare, con produzione di energia termica o elettrica e produzione remunerativa di biogas, in quantità notevoli per la nostra economia.
Una procedura di tipo industriale che, fra l’altro, esula dalle normative attinenti gli impianti per lo smaltimento dei rifiuti, dal costo accessibile per il pubblico, dai 5 ai 10 milioni, con previsione di ricavi per 6 milioni.
Impianti di questo tipo permettono, altresì, di ottenere il 30% di idrocarburi sintetici e il 25 % di acqua che può essere utilizzata per usi irrigui.
Una idea che fu lanciata da Iacono per il futuro della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti nella nostra città, un impianto moderno che potrebbe servire anche per bonificare la prima e la seconda vasca di Cava dei Modicani, dove ci sono anche carcasse animali che costituiscono un potenziale pericolo per le falde acquifere: fu allora l’esponente di Partecipiamo, Salvatore Martorana, poi diventato assessore della giunta grillina e oggi passato ai 5 Stelle, in predicato di tornare come assessore di una eventuale giunta pentastellata, a sollecitare scelte precise da parte dell’amministrazione che avrebbe dovuto sgombrare il campo da indifferenze e buona dose di sufficienza, perché è arrivato il momento di cambiare, anche alla luce delle possibilità economiche del Comune che può impegnare in questi progetti con sufficiente tranquillità.
Una scelta intelligente quella avanzata, già dal 2014, da Partecipiamo, politica, ragionata, nell’interesse generale, per affermare il principio che non c’è bisogno delle discariche: una scelta che avrebbe potuto condurre, già da tempo, condurre anche alla bonifica del sito di Cava dei Modicani, dove, addirittura c’è del percolato non trattato che causa non pochi danni di natura ambientale.
Un auspicio, quello di Iacono e del suo gruppo, che divenne comune anche al candidato Sindaco Peppe Cassì, di riportare il sito alle origini, per farlo anche rientrare nei limiti del Parco degli Iblei.
Dove sono andate a finire tutte queste belle idee? Investimenti facili, che nemmeno sono stati considerati per intercettare i fondi del PNRR.
Per restare all’attuale amministrazione ci trastulliamo, e Iacono ne è corresponsabile, fra ecomuseo, latomie di Cava Gonfalone e Vallata Santa Domenica, piste ciclabili e campi di padel, opinabili recuperi a Donnafugata, alle vere esigenze del futuro nessuno ci vuole pensare.
