Arrivano a Ragusa i monopattini elettrici a noleggio

Dopo tanti annunci, un primo piccolo passo per una mobilità sostenibile in città, sarebbero arrivati 300 monopattini elettrici, destinati a Ibla, a Marina di Ragusa e a Ragusa, per il noleggio pubblico.
A 24 ore dall’avvio dell’esperimento, numerose e diverse le reazioni per questa iniziativa del Comune.
Un passo veramente piccolo, per una vera mobilità alternativa e sostenibile, che dovrebbe essere fatta di trasporto pubblico efficiente e diffuso in tutte le zone della città, con frequenze normali e mezzi ad energia alternativa, oltre ad un servizio di scooter e biciclette elettriche a noleggio per favorire piccoli spostamenti e visite turistiche.
Il monopattino elettrico è certamente un mezzo economico ma destinato prevalentemente, ad una fascia giovane con un utilizzo che, da solo, non potrà far diminuire il traffico veicolare, come si vorrebbe.
L’iniziativa è vista, in prevalenza con curiosità, soprattutto per verificarne i risultati e le dirette conseguenze sul traffico e sulla sicurezza.
A proposito di quest’ultima non mancano le perplessità, sulla scia di quanto avvenuto in altri comuni d’Italia, dove, addirittura, gli amministratori hanno fatto un passo indietro e hanno annullato gli accordi, vietando il proliferare dell’iniziativa.
Il mezzo viene ritenuto pericoloso, soprattutto per l’uso disinvolto che ne fanno molti, senza il minimo rispetto delle regole del codice della strada e del vivere civile.
Molti sfrecciano tra i pedoni, anche sui marciapiedi, sorpassano le vetture a destra, non rispettano precedenze e obblighi di stop, c’è da chiedersi se gli amministratori di Ragusa hanno valutato la realtà della più volte dichiarata carenza di personale fra i Vigili Urbani: chi dovrà controllare l’utilizzo corretto del monopattino in città se mancano i vigili anche per servizi essenziali di controllo della viabilità?
In un comunicato diramato per fare pubblicità al servizio, l’assessore alla mobilità sostenibile, Licitra ha vantato l’iniziativa come intelligente, funzionale allo snellimento del traffico, un tassello “del progetto più ampio di evoluzione della mobilità urbana a Ragusa proiettato a forme nuove di mobilità sostenibile, non inquinanti che privilegiano la vivibilità di una città a misura d’uomo.”
Addirittura, giudica l’iniziativa complementare al trasporto urbano e strategica per limitare l’utilizzo del mezzo privato.
Con il consueto sfoggio di termini in inglese, l’assessore ha cercato di propinare in unica soluzione tutte le informazioni che avrebbero dovuto far parte di una adeguata campagna preventiva, informativa e di promozione dell’uso di questo mezzo alternativo.
Ci sono postazioni a parcheggio libero, il monopattino potrà essere lasciato dovunque, entro il perimetro dell’area di circolazione, altre, a Ibla e Marina, a parcheggio obbligato
Nel comunicato si parla del pagamento di 1 euro per lo sblocco del mezzo e di 15 centesimi a minuto di utilizzo, c’è anche un incentivo, non si sa se solo iniziale, di 15 minuti di corsa gratuiti, abbonamenti e promozioni, qualcuno, sui social oggi ha parlato di un prelievo iniziale sulla carta di credito necessaria per il pagamento di circa 30 euro, una sorta di tariffa di iscrizione, ma la cosa non è confermata.
I mezzi sono gestiti da remoto e geolocalizzati, con personale in giro in città per assistenza in caso di guasti o malfunzionamento.
Obbligatorio l’uso del casco per i minorenni, consigliato per gli adulti che saranno obbligati all’suo di giubbetto catarifrangente dopo il tramonto.
Erano state annunciate 25 postazioni con 12 mezzi ciascuna, ieri si sono visti al massimo 5 monopattini per postazione, anche se è doveroso precisare che c’erano postazioni aggiuntive all’elenco diffuso, per cui è pensabile che ci sia veramente il numero di 300 mezzi attivi.
Numerosi i commenti della gente, prevalentemente negativi, per un costo di noleggio elevato, per la sicurezza, per condizioni delle strade che ne sconsiglierebbero l’uso.
Molti, quasi sicuramente a torto, pensano che il Comune abbia pagato per avere questo servizio, forse, al massimo, avrà concesso lo spazio pubblico gratuitamente, altri avrebbero preferito che le attenzioni fossero dedicate al trasporto pubblico e alle condizioni delle strade.
Moltissimi quelli che avrebbero preferito le biciclette elettriche, di certo più adatte a fasce diverse della popolazione, soprattutto in riferimento all’età.
Qualcuno arriva a dire che questi mezzi non sarebbero autorizzati a circolare su piste ciclabile, tutti auspicano che siano rispettate le regole del codice della strada e che, soprattutto, ci siano efficaci controlli.
Occorrerà verificare, come detto, l’esito dell’iniziativa, anche se per una valutazione probante occorrerà aspettare la prossima primavera, dalle nostre parti le temperature e il periodo invernale non consentiranno un utilizzo massiccio.

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