ATUTTASICILIA tour: cosa ci hanno detto e cosa hanno taciuto

È partita la campagna elettorale del Movimento 5 stelle per le regionali siciliane. Iniziata proprio da Ragusa, dove quattro anni fa è stato eletto il primo sindaco grillino, Federico Piccitto, che, però, ieri, assieme a tutti i maggiorenti locali del Movimento, aveva altro da fare.
Ma di questo, il candidato Cancelleri si è ben guardato dal parlarne, addirittura il vice presidente della Camera, Di Maio, ha salutato il primo cittadino, facendo intendere che fosse presente, e ha ribadito che chi si mette contro i sindaci del Movimento è fuori dallo stesso, quasi a voler eliminare ogni fonte di disaccordo, mentre ex assessori e frange dei dissidenti sorridevano sotto i baffi, forse avendo avuto garanzie che le questioni rimarranno irrisolte.
L’obiettivo per novembre è troppo importante, “Vincere in Sicilia è importante per i siciliani, che hanno bisogno di un riscatto”, dice Cancelleri.
“La nostra sfida è quella di cambiare la Sicilia. Dobbiamo portarla fuori dal paradigma di Sicilia uguale mafia oppure uguale assistenzialismo. il nostro programma elettorale prevede interventi forti nel mondo del lavoro.”
Tutto il Movimento spinge sulla campagna siciliana puntando, senza riserve e senza misteri, alla vittoria delle prossime elezioni nazionali.
“Vinciamo qui nel 2017 e nel 2018 andiamo al governo dell’Italia, gliela facciamo vedere noi a questi vecchi partiti come si governa questo Paese”.
Il verdetto dei sondaggi sembra senza appello, nella prossima Assemblea regionale siciliana ci sarà una potatura dei cespugli e, soprattutto, cambierà il quadro politico. Il Movimento 5 Stelle manterrà la supremazia, ma non potrà contare su una maggioranza in aula.
Secondo Index Research, infatti, stando alle intenzioni di voto, il M5S dovrebbe raggiungere il 34 per cento circa e avere il “suo” Presidente della Regione, Giancarlo Cancelleri.
Dovrà, però, cercarsi i voti in Aula per far passare le sue iniziative di governo e parlamentari. La porta chiusa che i grillini hanno intenzione di mantenere, dunque, non è realistica.
Sul podio, ma solo al secondo posto, la coalizione di centrodestra, con Nello Musumeci ancora una volta secondo, battuto stavolta da Cancelleri. Terzo, solo terzo, il centrosinistra, distanziato di due punti (26 a 24 per cento), dal centrodestra.
L’entusiasmo è alle stelle, ma non sono poche le fibrillazioni interne: delle quali non si parla, come non si parla di vicende scottanti.
Non si viene a sapere dai partecipanti o dalla stampa regionale, ma dalla Stampa di Torino, che durante l’incontro a Caltanissetta, che si è svolto il 29 luglio, nel locale Eklettica, tra i 62 candidati alle prossime regionali, compreso il candidato governatore Giancarlo Cancelleri, è spuntata Claudia La Rocca, deputata regionale uscente, coinvolta nello scandalo delle firme false di Palermo.
Falsificatrice di firme, autoaccusatasi del reato, ora riappare come riabilitata, tanto da presentare il programma del Movimento per le regionali. Imbarazzo e disapprovazione in molti.
A lei, quasi riabilitata dalla confessione, è stato affidato il compito di lavorare assieme ai collaboratori del legislativo, quasi tutti avvocati, a coordinare tutti i punti del nostro programma.
A molti la cosa non va giù, nessuno ha il coraggio di prendere il toro per le corna e di definire situazioni ambigue, come avviene anche nella nostra Ragusa.

Quali sono stati i contenuti della serata iniziale del tour ?
Quelli scontati del Movimento 5 Stelle, solita e copiosa retorica che può essere tollerata per la manifestazione inaugurale della campagna, ma la gente vuole sentire la vicinanza ai problemi di ogni giorno, stanca della vecchia politica, delle promesse, dei sogni.
Come hanno sollecitato dal palco, occorre avvicinare quel 50 % di elettori che non va a votare, ma non lo si può fare distanti dai problemi di ogni giorno e da quelli locali, se poi si parla di scadenze a 20 e 30 anni per l’autonomia energetica con fonti rinnovabili o per l’eliminazione delle discariche, si rischia di creare maggiore disaffezione, i giovani sono il futuro, ma, al momento, votano anche i meno giovani.

Alessandro Di Battista ha chiesto partecipazione e condivisione, non voti, parlando delle esperienze alla camere dove i grillini sono sottoposti ad attacchi giornalieri, vessati anche da un sistema mediatico asservito ai poteri forti.
Serve il popolo siciliano per eliminare privilegi, vitalizi, autoblu, finanziamenti e favori ai soliti monopolisti, per ridare speranza ad un’isola che ha tutto, energia, bellezza, mare, cultura, solo il Movimento con l’aiuto del popolo può portare l’autentico cambiamento a cui tutti anelano.

Luigi Di Maio ha sottolineato l’esigenza di mandare gente diversa e competente per osservare prima di tutto i bilanci e capire come hanno portato l’Italia e la Sicilia allo sfascio.
Finora c’è stato di tutto, rimborsi, assicurazioni, porcherie di vario genere che i 5 Stelle, dall’opposizione, come sistema, hanno cercato di scardinare.
“Dall’opposizione siamo riusciti a fare tante cose, fateci governare, toglieremo i soldi a chi non li merita” l’appello del vicepresidente della Camera, “il 5 novembre referendum del riscatto”.
“In Sicilia c’è gente competente che non parla solo di problemi ma avanza soluzioni e progetti, c’è tanta gente preparata che non attende aiuti ma ascolto, ci vuole gente competente negli assessorati perché le sfide e le battaglie più importanti partono dalla Sicilia.
Occorre mandare a casa gli autori di follie collettive e di meccanismi infernali che hanno ingessato la regione. Si deve essere unti, ci saranno attacchi di tutti i tipi, ma ci vuole unità”.
A questo proposito, Di Maio ha lanciato l’unico messaggio di carattere locale, gridando che “non ci si può permettere di mettersi contro i sindaci, si lavora, in buona fede per la Sicilia, chi si mette contro i nostri sindaci si mette fuori dal movimento”.

Giancarlo Cancelleri vede il cambiamento prossimo negli occhi dei siciliani, lo legge negli sguardi, il popolo è cambiato, secondo il candidato alla presidenza, “dobbiamo mettere le persona giuste al posto giusto, non trombati e amici degli amici, ma accedere ai contenitori di competenze.
Dobbiamo rendere realtà la Sicilia che ognuno di noli ha nel cuore, l’agenda politica sono i bisogni de cittadino, interventi, subito, per far capire che l’aria è cambiata, soluzioni dedicate per i giovani e le donne, infrastrutture, sanità, lavoro, sviluppo.
Dopo il tour, che si concluderà a fine agosto, cominceranno i contatti con le realtà locali, saranno via via presentati gli assessori, ci si dovrà preoccupare di sollecitare la massa di astenuti e non votanti ad assumere responsabilità e contezza dei problemi che sono di tutti e non solo di una parte della popolazione.

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