I sentori della vigilia destavano non poche perplessità per l’efficacia della scelta di far partire il tour della campagna elettorale del candidato del Movimento 5 Stelle, alla Presidenza della Regione Siciliana, Giancarlo Cancelleri, da Marina di Ragusa.
Una piazza, quella della frazione marinara di Ragusa, affollatissima ma forse troppo per un incontro che resta sempre di carattere politico.
Si era parlato di incontri con la gente, sotto l’ombrellone, di contatto diretto con gli elettori, è finita con il solio comizio, a tre voci, intriso di propaganda ormai fin troppo nota, sugli sprechi, sugli stipendi dei politici, sulle malefatte della politica, secondo il canovaccio consueto dei 5 Stelle.
La location di piazza Torre si è rivelata insufficiente per contenere la folla, in verità non tutta interessata all’iniziativa politica: c’erano i tantissimi villeggianti, ragusani e turisti in vacanza, c’era il viavai consueto e inarrestabile perché il sito è la zona di collegamento fra il lungomare Andrea Doria e il lungomare Mediterraneo, c’erano gli avventori dei tanti locali della piazza, c’erano soprattutto le mille persone uscite di casa per trovare refrigerio in vicinanza del mare.
Aggiungi i tanti attivisti grillini arrivati da diverse parti della Sicilia, per sostenere Cancelleri alla partenza del suo tour elettorale, gli addetti ai lavori, qualche attivista locale, i giornalisti, la piazza è presto piena.
Una serata che sarà servita, secondo le strategie della moderna politica, che potrà alimentare l’alone di vantato smisurato consenso attorno ai 5 Stelle e al candidato Cancelleri, ma si deve lasciare la porta aperta alle riserve di chi vede la politica alla veccia maniera, anche se non ne condivide metodi e spregiudicatezza di una volta.
Non puoi fermare l’attenzione della gente con 40°, molti si sono soffermati per curiosità, sul palco c’erano sempre un vicepresidente della Camera e un protagonista dei lavori parlamentari, ma non puoi seguire un comizio politico fra gente che porta a passeggio bambini, passeggini, biciclette, mangiando patatine e crepes, alla ricerca del fazzolettino di carta per arginare lo scorrere del gelato sulla magliettina, fra gente in costume e altra abbigliata da sabato sera per la cena con amici.
Del tour annunciato, sono mancati i veicoli elettrici che dovevano caratterizzare la carovana, hanno piazzato due furgoni al centro della piazza, da dove hanno tirato fuori, all’ultimo momento, le attrezzature per l’audio, per le riprese video e il materiale per allestire il tradizionale gazebo dove si vendevano i gadget del Movimento 5 Stelle, alla luce dei telefonini.
Come accennavamo, i sentori della vigilia ci facevano presagire una organizzazione approssimativa, fino a poche ore prima dell’orario fissato per l’incontro, non si sapeva nulla di un programma che, del resto, non esisteva, se è vero che, come si sussurrava, chi si è occupato dell’organizzazione, non è riuscito, nemmeno, a sistemare i tre ospiti nello stesso albergo.
La serata, comunque, ha offerto spunti interessantissimi per la politica locale, non del tutto inaspettati, ma, sicuramente, estremamente coinvolgenti.
Nella grande confusione di folla, abbaglianti sono la defilata presenza e le assenze degli eletti e dei componenti il meetup locale: chi c’era aveva l’area di semplice spettatore, una presenza buona per essere annotata solo sul registro, senza nessuna partecipazione e senza particolar coinvolgimento.
Degli assessori della giunta Piccitto, solo Leggio, in bermuda e prole al seguito, poi nessuno, il fuoriuscito recente, l’ex assessore ai lavori pubblici, appariva in una veste più vicina a quella descritta da Sonia Migliore in consiglio comunale, di mero organizzatore, che non come componente della squadra di Cancelleri, anche l’ex assessore Stefania Campo era defilata, con marito e prole al seguito, anche lei dava l’impressione di essere una semplice spettatrice.
C’era Vanessa Ferreri, mancava la Lorefice, c’era qualche parlamentare regionale. Mancava il Presidente del Consiglio Comunale, Tringali, dei consiglieri intravisti solo Liberatore, Spadola, Brugaletta, Sigona, e Massimo Agosta che malcelava, ora capirete, la veste di ufficiale di collegamento.
Protagonista assoluto della serata, da tutti ricercato, da tutti desiderato, il sindaco, Federico Piccitto, ancora una volta, ha messo in rilevanza la profondità delle sue scelte che risultano caratterizzate da grande condivisione.
Non era facile mancare l’appuntamento quando ci sono i numeri tre, quattro e cinque del Movimento 5 Stelle, quando c’è un vicepresidente della Camera, quando c’è quello che può essere il prossimo presidente della regione siciliana.
Ancora una volta, Federico Piccitto mostra gli attributi e una autorevolezza che il popolo ragusano, a questo punto, rimpiange di non avere visto molto prima.
Mentre scriviamo, forse, davanti ad una granita con brioches, si sta tentando di ricomporre un giocattolo che molti hanno tentato, con buona dose di scelleratezza, di rompere.
Di certo, già dall’incontro di oggi pomeriggio, domenica 6 agosto, allo Scalo Trapanese, dove sarà possibile incontrare anche il primo cittadino, si avranno smentite delle nostre illazioni, in primis dal sindaco che ci accuserà di voler seminare zizzania e di parlare di cose inesistenti, ma pur smentiti, quasi mai ci siamo sbagliati nelle nostre analisi.
Ma le voci di frizioni all’interno dei 5 Stelle sono insistenti, si tratta di incomprensioni con i vertici regionali, Federico Piccitto mostra ancora una volta carattere.
Per essere espliciti, la scelta, caduta dall’alto, del rientro in corsa di Stefania Campo, l’uscita, fuori tempo, di Corallo che viene lanciato sullo scenario regionale, ancorché senza un ruolo preciso, destano non poche perplessità, a questo punto, per primo, anche in Piccitto.
Resta sul piatto la questione irrisolta, e che non si vuole risolvere, dei dissidenti, che malcelati, a vario titolo, come organizzatori, amici, frequentatori e semplici simpatizzanti, raccolti in un meetup più volte delegittimato e sconfessato, mostrano segnali insistenti di volersi insinuare nella parte buona del movimento, sostenuti da quanti ne vedono la consistenza numerica, ancorché esigua, utile per le proprie ambizioni.
Senza mezzi termini, Cancelleri sembra non voler dare seguito alle tante affermazioni che hanno delegittimato e sconfessato i dissidenti, e questo provoca la strisciante disaffezione di numerosi attivisti e di tantissimi simpatizzati che non ne vogliono sapere di avere a che fare con nessuno dei dissidenti, nel contesto di una fondamentale sfiducia in Cancelleri, dopo le numerose prove di totale inaffidabilità per gli impegni presi.
Accanto alla, a questo punto, sfolgorante assenza del primo cittadino, va rilevato come dato essenziale della serata la dichiarazione chiara ed esplicita del presidente Di Maio che, dal palco ha detto: “Chi è contro i nostri sindaci è fuori dal Movimento”.
Se verrà dato un seguito concreto alle parole di Luigi Di Maio, le assenze potranno essere addebitate alle temperature eccessive e agli impegni improvvisi e improcrastinabili, in caso contrario ci saranno nuovi scenari politici e si potrà dire che il giocattolo è definitivamente rotto.
Forse, c’è anche una spiegazione per la mancata visita di Beppe Grillo che lasciando Roma non poteva intervenire in un’altra piazza che, sia pure a livelli diversi, non è meno bollente di Roma, dove c’è un sindaco che è stato portato a modello, in giro per l’Italia, che, fra l’altro, inanella solo successi politici per la sua amministrazione, senza scandali e interventi della magistratura, solo infastidito da oppositori interni di scarso peso, inspiegabilmente tutelati da chi dice che non esistono fra i 5 Stelle.
