Autostrada senza caselli la corsa alla Presidenza per i 5 Stelle

I segnali per tentativi di sbarrare la strada alla pronosticata vittoria dei 5 Stelle alle elezioni per il Presidente della Regione ci sono stati: da quello forte della candidatura di Pietro Grasso, per il centro sinistra, a quello di un centro destra unito alle forze moderate, in grado di mettere in forse il successo, considerato inevitabile, del candidato Cancelleri.
Ma con il passare del tempo, più le forze politiche hanno tentato di trovare la quadra per accordi impossibili, più si è consolidata l’idea che, consapevolmente o meno, si voglia consegnare l’isola ai 5 Stelle, con tutto quello che ne può derivare in termini di riflessi su altre competizioni elettorali.
Quello di Cancelleri sembra, ormai, un destino segnato, la gente non chiede nemmeno chi farà parte del governo siciliano, né chi saranno i più stretti collaboratori del Presidente eletto, come pure c’è fondamentale disinteresse attorno ai nomi dei candidati per l’Assemblea Regionale che, chiaramente, come per esempio avvenuto a Ragusa per l’elezione del Sindaco, difficilmente riusciranno ad avvicinarsi, per consensi, ai livelli percentuali del candidato presidente.
Dal momento che non ci sarà, come per il consiglio comunale di Ragusa, chi regalerà la maggioranza in assemblea ai grillini, si prospetta una campagna elettorale vivace solo per i candidati deputati delle varie forze politiche, che lotteranno per assicurarsi uno scranno fra quelli disponibili che, ricordiamo, da questa elezione, saranno ridotti a 70.
Il panorama dei candidati, nonostante il risultato appaia scontato e, in ogni caso non aperto alle possibilità di qualche outsider, è quanto mai vasto, fattore che aumenta la disaffezione degli elettori per la politica di fronte a quello che appare come un circo con tanti apprendisti in attesa di esibirsi.
A sinistra, si prevede la ricandidatura del presidente uscente, Crocetta, che dalla sua ha solo le possibilità teoriche del candidato uscente, per il resto le varie correnti non riescono ad indicare un nome che possa avere il minimo consenso per correre dignitosamente.
Inesistente la sinistra a sinistra dei renziani, che pure da tempo aveva mostrato di voler partecipare con impegno alla competizione elettorale, scalpitanti i moderati di centro che, fedeli al vecchio ruolo di ago della bilancia, sperano di riuscire, anche questa volta, a piazzare un candidato alla presidenza che possa costituire catalizzatore di consensi, non importa se da sinistra o da destra.
Una strategia disperata di disperati che hanno capito che sono arrivati, forse, al capolinea della carriera politica e presentano un catalogo di candidati possibili, dove si trova di tutto: da D’Alia a La Via, da Misuraca ad Ardizzone, da Pitruzzella ad Alfano.
Neanche il centrodestra mostra di saper trovare la quadra, da tempo ha messo cappello il candidato della destra di sempre, Musumeci, sostenuto, nella sua lista civica, dalla Meloni, di Fratelli d’Italia e dalla Lega di Salvini.
Sostegni chiaramente finalizzati solo ad affermare una leadership nel centro destra, da certificare in sede nazionale, anche per l’inconsistenza delle rispettive formazioni politiche nell’isola.
Musumeci sa di poter aspirare alla vittoria solo se sostenuto da Forza Italia e dai moderati di centrodestra, ma in Forza Italia è preponderante la corrente che vuole imporre un proprio candidato, di area, dal momento che anche il partito di Berlusconi è finito senza uomini adeguati per il ruolo di Presidente.
Nel fine settimana si era diffusa la notizia di un impegno ufficiale e concreto di Berlusconi per la campagna elettorale siciliana, a sostegno del candidato Armao, ritenuto, dal Cavaliere, l’uomo giusto per la competizione, per i siciliani, per Palazzo d’Orleans.
Ma le componente di Forza Italia che fa capo al gruppo consiliare dell’ARS, quella dei deputati azzurri, mal sopporta una leadership di Gianfranco Miccichè, uomo di fiducia di Berlusconi in Sicilia, ritenuto l’artefice dell’ascesa di Armao nelle quotazioni per la candidatura, per la cronaca l’artefice della sconfitta di Musumeci alle ultime elezioni, con le sue strategie che finirono per favorire Crocetta.
Ancora una volta, le faide interne di Forza Italia paralizzano il partito e vengono fuori, nel residuo bacino politico del partito, le frange che facevano capo alla destra di Alleanza Nazionale.
Nessuno si vuole convincere che un partito, già ridotto all’osso come consenso elettorale previsto, non può vivere sulle rivalità personali che già, localmente, hanno ridotto Forza Italia in fin di vita.
Del resto, è palese che la maggioranza degli elettori è moderata e vicina a Berlusconi, quindi ai suoi uomini, illogico pensare che dei moderati di centro destra possano vedere di buon grado uno di destra, per giunta alleato ad un altro estremista di destra quale il leghista Salvini che ne ha detto di tutti i colori contro la Sicilia, i siciliani e i meridionali in genere.
Dall’altra parte c’è Miccichè, da sempre anima di Forza Italia in Sicilia, che rimane l’uomo del 61 a 0, che porta un avvocato, professore universitario, eccellenza nel campo del diritto amministrativo, non un comune politicante speranzoso di fare carriera.

Le posizioni sembrano allontanarsi, in ogni caso la scelta di uno dei due canditati lascerà spaccature nelle rispettive fazioni, se non, addirittura, la divisione netta delle stesse.

Lo si evince dalla nota, diffusa tramite la propria pagina facebook, dell’on.le Giorgio Assenza, del gruppo di Forza Italia, che invia una lettera aperta a Nello Musumeci, lettera che lascia poco spazio a possibili ricuciture della contesa.
Questo il testo della lettera:

Non vorrei che al Professore Armao, del quale peraltro mi onoro di essere amico, venisse riservata la stessa sorte delle recenti elezioni palermitane: riunione dei maggiorenti di Forza Italia, nei locali del gruppo all’Ars, conclusasi con la decisione che il Professore sarebbe stato il candidato sindaco del partito.
L’indomani, conferenza stampa di Miccichè: Forza Italia appoggia Ferrandelli che, peraltro all’epoca, non gradiva nemmeno la presenza del simbolo fra le sue liste.
Il risultato l’abbiamo visto tutti: Orlando senza rivali e il 50% dei palermitani rimasti a casa!
Qualcuno ancora non ha capito che con i giochetti e le manovre di palazzo non si recupera il consenso degli elettori che oggi, più che mai, pretendono proposte chiare rispetto al malgoverno di Crocetta, del PD e dei transfughi vari che lo hanno sorretto per 5 anni e che ora, nella fantasia malata di qualcuno, dovrebbero costituire il nucleo indispensabile per la vittoria del centrodestra!
Caro Nello, vai avanti, forte dell’appoggio di tanti (compresi molti delusi della sinistra) che vedono in te l’unica vera possibilità di rottura con un passato, spesso malato, e la sola prospettiva di riscatto per la Sicilia.
Io penso e spero che, alla fine, Forza Italia (e per questo mi appello al Presidente Berlusconi che, più di ogni altro, è capace di interpretare il comune sentire dei cittadini) e gli altri Partiti e Movimenti che, a parole, si dicono di centrodestra, convergano sulla Tua candidatura.
In ogni caso, sappi che molti ti seguiremo e, soprattutto, ti seguirà il popolo siciliano che è veramente stanco di essere considerato merce di scambio di chissà quali interessi.
Giorgio Assenza

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